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Giacomo Filippi

Giacomo Filippi

Catania-Palermo, il battesimo di fuoco di Filippi: "Ringrazio Boscaglia ma ora tocca a me"

Si va verso la conferma del 4-3-3, con tanti ballottaggi, soprattutto in difesa. Le parole del tecnico: "Siamo concentrati sul derby, una partita che non ha bisogno di presentazioni. Giocherà chi sta meglio"

Da eterno secondo a trascinatore nel derby, Giacomo Filippi si presenta e mette subito in chiaro le cose: “Ringrazio Boscaglia e sono sicuro che farà il tifo per me. Adesso però voglio rendere questo piatto il più prelibato possibile”. Una conferenza stampa di presentazione sicuramente diversa da come l'avrà immaginata Filippi nel corso di questi lunghissimi sei anni da allenatore in seconda. Perché il tema del giorno non può certamente essere il cambio in panchina quando ti chiami Palermo e all'indomani c'è il derby con il Catania. “Siamo concentrati su quello, una partita che non ha bisogno di presentazioni. Giocherà chi sta meglio”, ha poi aggiunto il nuovo tecnico del Palermo. Odjer, Almici e Saraniti non ci saranno, recuperato Valente. 

Amante dei numeri. Si è definito così mister Filippi, che a partire da domani sera spera di avere modo e tempo per farsi conoscere dopo essere stato per oltre sei anni nell’ombra di Roberto Boscaglia. Un rapporto proficuo e di grande amicizia quello con il tecnico gelese, “ma sono un professionista e come tale dovevo comportarmi”, ha spiegato l'allenatore originario di Partinico. “Ci tengo a ringraziare Boscaglia - ha detto Filippi - in quanto mi ha dato la possibilità di arrivare fin qui. Sono sicuro che farà il tifo per me, oggi però mi interessa soltanto il bene del Palermo. A dire il vero - confessa - non ho ancora parlato con Boscaglia, ma da persone mature ci sentiremo più avanti. Dopo Viterbo – racconta - ho parlato con i dirigenti. Mi hanno dato l'incarico per proseguire la stagione e ho accettato volentieri senza pensarci due volte. Non ho chiesto nessuna garanzie sul futuro, quello che più mi interessa è rendere prelibato questo piatto, godermelo e cercare di ricompattare l'ambiente. Mi definisco un amante dei numeri e se non abbiamo battuto nessuna delle big abbiamo sicuramente qualche carenza, anche se in poche ci hanno messo sotto sul piano del gioco. Già da domani però proveremo a migliorare anche l’attacco in trasferta, che al momento è il peggiore del girone”. 

Il derby dell'insoddisfazione e della speranza. Da un lato il Palermo, con la nuova società sempre più messa alle corde da una tifoserie che si aspettava scenari ben più diversi, ma che spera già dal prossimo anno di poter tornare a recitare un ruolo da protagonista. Dall'altro il Catania, scivolato al quinto posto in classifica dopo i due pareggi consecutivi, con la piazza sempre più attenta alle vicissitudini societarie che vedrebbero Tacopina al centro delle ambizioni del progetto etneo. Sono sicuramente i cugini catanesi però i favoriti per questo appuntamento. Proprio come all'andata, anche se poi al Barbera fu proprio un Palermo decimato dal Covid a sovvertire tutte le aspettative iniziali. “So quanto vale il derby e lo sanno anche i ragazzi. Una partita simile non va caricata, si presenta da sola. Siamo concentrati e determinati solo e soltanto su questo. In questa stagione sono state alternate buone e cattive prestazioni. Dobbiamo lavorare sulle carenze, anche durante gli allenamenti alterniamo momenti di intensità tecnico-tattica. Credo fortemente nei valori di questa squadra. Lavoreremo sull’intensità per conquistare tanti palloni. Farà la differenza l’approccio dei ragazzi, ce la metteremo tutta per raggiungere risultati a partire da domani. È una partita particolare, ma vale tre punti come le altre”.

Si riparte dai piedi e dalla testa di Lucca. Da capire invece che abito cucirà Filippi addosso al suo Palermo, per l'esordio in panchina. “Giocherà sicuramente chi sta meglio, ma anche chi vorrà giocare per la gloria. In tre giorni – spiega - non posso stravolgere un'identità tattica, la squadra inoltre a mio avviso tiene bene il campo. quello che dobbiamo fare è  lavorare sui particolari e sui dettagli. Come ad esempio il nervosismo delle ultime giornate, dovuto sicuramente alla voglia di voler portare ad ogni costo a casa il risultato. Purtroppo – conclude – questo nervosismo lo paghiamo a caro prezzo perché perdiamo due pedine molto importanti”. 

Qui Palermo 

Troppo poco tempo per cambiare impronta di gioco. Si va verso la conferma del 4-3-3, con tanti ballottaggi, soprattutto in difesa dove Somma, Palazzi e Peretti si contendono un posto al fianco di Marconi. Sulla destra torna Accardi, pronto a rimpiazzare lo squalificato Almici. A centrocampo dovrebbe trovare spazio Santana con Luperini e De Rose. Ballottaggio Silipo-Rauti, con la giovane punta di proprietà del Torino leggermente acciaccato. Lucca unica punta. 

Qui Catania 

I rossazzurri si sono messi alle spalle una settimana da “pareggite”, andando a sbattere contro un muro prima a Pagani e successivamente a Vibo. Al netto delle varie defezioni, nelle recenti uscite la formazione guidata da Raffaele sembra aver perso un po’ di smalto, solidità difensiva, lucidità e inventiva nelle proposizioni offensive. Classico 3-4-3 per Raffaele con Russotto, Sarao e Golfo tridente offensivo. 

Le probabili formazioni 

CATANIA (3-4-3): Confente; Silvestri, Claiton, Giosa; Albertini, Rosaia, Welbeck, Pinto; Russotto, Sarao, Golfo.
PALERMO (4-3-3): Pelagotti; Accardi, Somma, Marconi, Crivello; Luperini, De Rose, Santana; Silipo, Lucca, Floriano. 

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