Calciomercato Palermo, settembre inizia coi botti: in arrivo Broh e Corrado

Doppio colpo da parte di Sagramola e Castagnini: alla corte di mister Boscaglia attesi nelle prossime ore il centrocampista ex Sassuolo e il terzino sinistro scuola Inter. Intanto la società ha presentato anche Marconi: "Palermo? Non ho esitato neanche un secondo"

Jeremie Broh

Corsa, dribbling, assist e tanti inserimenti a disposizione di mister Boscaglia. Il Palermo punta dritto su Jeremie Broh, centrocampista 23enne di proprietà del Sassuolo che tanto bene ha fatto in B con le maglie di Padova e Cosenza. Giovane ma già navigato, Broh incarna perfettamente il profilo tanto cercato negli ultimi mesi dalla dirigenza rosanero e nelle prossime ore il talento scuola Parma dovrebbe raggiungere i suoi nuovi compagni a Petralia. Accelerata anche sulle corsie: in arrivo il terzino scuole Inter, Niccolò Corrado. 

Sembrava dovesse essere Mazzitelli il prescelto da prelevare a tutti i costi dal Sassuolo. E invece Sagramola e Castagnini nelle ultime ore si sarebbero fatti stregare da un altro giovane di cui si parla un gran bene. Il suo nome è Jeremie Broh e anche se in campo talvolta dà l’impressione di essere un centometrista, di professione il giovane ivoriano con doppio passaporto fa il calciatore. Più precisamente il centrocampista, un vero e proprio jolly in mezzo al campo essendo in grado di giocare anche da mezzala. Qualità e quantità al servizio di mister Boscaglia, che dal primo giorno di ritiro ha insistito su due aspetti fondamentali: corsa e resistenza. Il centrocampista nato a Parma nel 1997, alla sua prima esperienza con i ducali nel 2014 riesce a togliersi tante soddisfazioni, fra cui quella del debutto assoluto in Serie A contro la Fiorentina. Poi il passaggio in Emilia, a Sassuolo, dove con la primavera neroverde raccoglie 22 presenze, tanti assist e anche qualche rete. Un’annata importante che gli consente di diventare “grande” viaggiando in prestito al Pordenone, Sudtirol, Padova e infine Cosenza.

E Boscaglia è pronto ad accogliere anche Corrado per infoltire il reparto difensivo. Il giovane difensore scuola Inter, quest’anno è stato girato in prestito all’Arezzo dove sotto la supervisione dell’ex rosanero Di Donato è riuscito a totalizzare 20 presenze, segnando anche una rete. Ma è a Milano, con la primavera dell’Inter che Corrado è maturato sotto tanti punti di vista, mettendosi in mostra e collezionando trofei come lo scudetto e la Supercoppa di categoria.  Il calciatore ventenne arriverà in Sicilia con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto. 

E a proposito di volti nuovi, ieri è stato presentato alla stampa Ivan Marconi. L’ex difensore del Monza ha confessato di non aver esitato un solo istante alla chiamata dei rosanero, nonostante in Brianza quest’anno abbiano festeggiato il ritorno in Serie B. “Le ambizioni del Monza – ha detto Marconi ai giornalisti – sono sempre state chiare e per il prossimo campionato la società ha voluto fare delle scelte diverse. Dal canto mia – confessa – quello che posso dire è che appena è arrivata la chiamata del Palermo ho subito avuto le idee chiare. Una conferma delle mie parole è il fatto che la trattiva con i rosanero si è conclusa in pochissime ore.  Sapevo di poter venire a giocare in una piazza importante, con un blasone e un calore da parte dei tifosi non indifferente. Sono venuto a giocare al Barbera da avversario quando vestivo la maglia del Cittadella, ho un gran bel ricordo di quello stadio”. 

Così come Saraniti, anche Marconi (che in carriera ha già vinto due volte la C) non ha dubbi su quale possa essere l’ingrediente fondamentale per arrivare al successo. “Senza ombra di dubbio la coesione del gruppo”, ha detto il neo difensore rosanero che poi però ha anche voluto mettere in guardia il Palermo. “Il primo anno ricordo che anche a Monza è stato difficile vincere il campionato. Stiamo parlando di una competizione lunga ed estenuante, dove tutti alla fine diventeranno fondamentali, da chi gioca di più a chi invece vedrà il campo con minore continuità. Poi a fare la differenza sarà anche l’unione d’intenti di società, squadra e tifosi. Bisogna provare a creare la giusta alchimia e alla fine – conclude – se si sommano tutte queste componenti può venire su qualcosa di veramente molto bello”. 

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