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L'impresa col Palermo è storia: Silvio Baldini vince la panchina d'oro di serie C

Per il tecnico toscano vittoria al fotofinish, arrivata con un solo voto in più rispetto al collega Ivan Javorcic, capace di conquistare la promozione diretta col Sudtirol collezionando ben 90 punti. Terzo posto per Michele Mignani del Bari, quarto per Attilio Tesser del Modena, entrambi vincitori dei rispettivi gironi di Lega Pro

La cavalcata inesorabile con cui ha portato il Palermo dalla serie C alla serie B è stata premiata: Silvio Baldini ha vinto la panchina d'oro 2021/2022 per la terza serie. E' il guascone toscano ad aggiudicarsi il premio come migliore allenatore della passata stagione in Lega Pro. Il tecnico di Massa, subentrato a Filippi, rivoluzionò squadra e spogliatoio, portando i rosanero alla finale playoff vinta nel doppio confronto con il Padova. In quelle partite la squadra andò oltre la semplice prestazione sportiva, tirando fuori tutto e portando un'intera città ad esultare come non accadeva da anni. 

Per Baldini vittoria al fotofinish, arrivata con un solo voto in più rispetto al collega Ivan Javorcic, capace di conquistare la promozione diretta col Sudtirol collezionando ben 90 punti. Terzo posto per Michele Mignani del Bari, quarto per Attilio Tesser del Modena, entrambi vincitori dei rispettivi gironi di Lega Pro.

"Amo la campagna, i cani e i pastori - ha detto sul palco Baldini - e di fronte a questa platea sono in difficoltà. Credo che Javorcic, avendo fatto 90 punti, l'avrebbe meritato perché lui ha fatto tutto il campionato e io solo metà. Ma se la votazione è stata questa, io vi ringrazio". 

Ai microfoni di TMW, Baldini si è anche soffermato sul passaggio di proprietà rosanero, senza però voler entrare nel merito dei fatti: "Se io mi metto a parlare nascono cose che possono essere fraintese. Non voglio parlare di quello che non ho e non mi tocca - ha aggiunto Baldini - ma solamente parlare di quello che sono io. Vi darei delle risposte che possono avere interpretazioni e non lo voglio fare per non scalfire la magia dello scorso anno, quando sono arrivate quarantamila persone allo stadio in Serie C perché si era creata un’alchimia fra squadra e città, tutti avevano capito che stava succedendo qualcosa al di là del risultato. Me la tengo per le mie riflessioni in campagna con i miei cani. Sono innamorato della Sicilia e di Palermo dove sono ancora residente, ogni volta che andavo al Santuario di Santa Rosalia sentivo questa voce che mi diceva che sarei tornato ad allenare il Palermo. A molte persone questa cosa fa ridere - ha concluso l'allenatore toscano - e quando mi è capitata l’occasione ho cercato di pescare nella mia anima quello che serviva alla squadra, che poteva giocare contro chiunque per vincere e non solo. Aveva la fortuna che il destino ci aveva regalato di diventare protagonisti. E questa è stata la cosa più bella".

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