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Martedì, 30 Novembre 2021
Calcio

Rimpatriata tra i protagonisti della vecchia Panormus: festa a sorpresa per mister Luna

Ex dirigenti, giocatori e allenatori della scuola calcio di viale Michelangelo si sono ritrovati a distanza di anni a Balestrate per riabbracciarsi e fare un omaggio al fondatore della società. Rivivendo insieme i fasti di un'esperienza che ha lasciato il segno nell'immaginario calcistico palermitano

Per tantissimi anni il nome Panormus è stato nel contesto palermitano sinonimo di grande calcio. Per tutti i ragazzini che si dilettavano a pallone con spirito gagliardo e fortune alterne in base alla genetica, la scuola calcio di viale Michelangelo era un autentico mito: la squadra in cui giocavano quelli veramente bravi, che se per caso te li ritrovavi alla partita di calcetto con la loro divisa speravi di capitarci assieme e mai contro. Per i giovani calciatori palermitani un punto d’arrivo ma anche se non soprattutto di partenza verso il sogno, suggestivo ma non sempre facilmente percorribile, di diventare professionisti.

Cominciata nel 1984, in un’era nella quale la concezione scolastica del calcio era in fase pre-embrionale, quella della Panormus è la storia di una fucina di talenti (come Calaiò, Clemente, Perna e Di Piedi per citarne alcuni) che partendo dalle proprie idee ha raggiunto risultati importanti come scuola e come squadra. La vittoria dello scudetto dei giovanissimi nazionali nella stagione 1996/1997 e il campionato di Serie D 2000/2001 disputato dalla prima squadra, poi retrocessa di un solo punto, sono stati i punti più alti di una parentesi che ancora oggi ha il suo posto scolpito nell’immaginario calcistico della città.

I protagonisti della vecchia e iconica Panormus dopo tanti anni si sono ritrovati tutti (o quasi) assieme ieri sera a Balestrate. Dirigenti, allenatori e giocatori si sono dati appuntamento per salutarsi e soprattutto riabbracciare mister Giovanni Luna - nel giorno del suo 84esimo compleanno - che della squadra è stato fondatore e anima assieme ad altre figure di spicco del calcio siciliano come il compianto Tonino Cerro. Tra le " vecchie glorie" presenti l'attuale allenatore della primavera del Palermo Stefano Di Benedetto, Giampiero Clemente, oggi capitano del Resuttana San Lorenzo, Giuseppe La Spisa, oggi collaboratore del direttore dell'academy dei portieri rosanero Emilio Zangara, Totò Di Fresco, ex allenatore nelle giovanili del Palermo e l'ex estremo difensore rosanero Angelo Conticelli.  Per Mister Luna, che non si aspettava questo incontro, si è trattato di un momento intenso descritto in poche parole ricche di trasporto emotivo: "Ho provato una grande emozione - racconta a PalermoToday - nel rivedere così tanti amici dirigenti, calciatori. Quel che veramente conta è il rispetto che negli anni non è mai mancato: questa sera è una dimostrazione e devo ringraziare tutti quelli che sono qui. Oggi l’emozione è tanta ed è forte l’orgoglio per aver dato la possibilità a tanti ragazzi di poter crescere e diventare dei professionisti”.

Tra le tante figure del club presenti alla reunion c’è anche mister Claudio Piraino, un altro protagonista della storia della Panormus: “Sembra che il tempo qui non sia mai passato - spiega a PalermoToday - incontrare tutti i ragazzi che abbiamo allenato e rivederli uomini dà una grande emozione. A prescindere dalle loro carriere sono cresciuti e diventati uomini. Credo che rincontrarli dopo tanti anni è la cosa più bella che possa capitare ad una persona che li ha cresciuti sin da piccoli: a questo evento son venuti ragazzi che oggi sono padri di famiglia con soddisfazione e il desiderio di riabbracciare il maestro Luna. Finalmente siamo riusciti a ritrovarci: speriamo di poter organizzare un’altra volta assieme agli altri che non hanno potuto essere qui”.

Come per Luna anche per Piraino è stata l’occasione di ricordare gli anni e i momenti vissuti alla Panormus: “Oggi la prima cosa che mi hanno detto - prosegue - i ragazzi è ‘Voi eravate trent’anni avanti per quel che ci avete insegnato.  Per esempio, ricordavamo la costruzione dal basso, che oggi è tanto celebrata quando si vede in Serie A e che noi facevamo già trent’anni fa grazie a Tonino Cerro, al maestro Luna e a mio fratello Carlo che hanno portato queste metodologie. Sentirsi dire da un uomo che oggi ti incontra dopo tanto tempo che gli hai insegnato a giocare a calcio ma anche l’educazione sportiva, il rispetto e le regole è un’emozione fortissima”.

In un’era nella quale la formazione calcistica si è definitivamente strutturata venendo però altresì contaminata da dinamiche tossiche, l’esperienza della Panormus rappresenta un ricordo ma anche un modello. Piraino spiega quali sono secondo lui le prerogative sulle quali si deve strutturare oggi una scuola calcio: “In primis serve una grande programmazione - conclude - senza questa, vale nello sport come nella vita, non si va avanti. Per fare la scuola calcio servono tecnici qualificati: oggi succede che gli allenatori non si soffermano sui ragazzi più di tanto, perché sono pagati poco e fanno il minimo. Inoltre, oggi ci sono anche genitori molto pressanti, che si lamentano perché il loro figlio è più forte e pensano che i loro ragazzi diventeranno campioni che magari li sistemeranno nella vita. Alle volte le famiglie fanno persino debiti e finiscono con mettere pressione ai ragazzi senza guardare al resto. Ai genitori voglio dire due cose: la prima è far studiare i ragazzi. Senza la cultura non si va da nessuna parte: studio e calcio possono tranquillamente coincidere. La seconda è di non caricare i ragazzi di responsabilità e tensioni: oggi quando un giovane calciatore torna da una partita gli si chiede del risultato ma la prima cosa che andrebbe chiesta è se si è divertito. Se non si parte da questo e dal rispetto delle regole e degli avversari sarà difficile formare calciatori”.

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