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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

Mister Baldini, i tre punti e quei 18 anni senza Palermo: "Che emozione tornare al Barbera"

La soddisfazione dell'allenatore dopo la vittoria col Monterosi: "Tante partite ravvicinate, ora gestiamo le forze". Capitan De Rose elogia il tecnico: "Ha portato aria nuova, la sua mano si vede già adesso"

Dopo la buona prestazione contro il Catanzaro il Palermo ha ritrovato il gol e la vittoria contro il Monterosi al termine di una partita in cui i rosanero, al di là della portata non certo gargantuesca dell’avversario, hanno mostrato convinzione e carattere. Baldini festeggia con un successo il ritorno al Barbera dopo 18 anni: che con l’arrivo del tecnico di Massa qualcosa sia cambiato è evidente e di questo avviso è anche il capitano rosanero Ciccio De Rose.

Palermo-Monterosi 2-0, la partita

Il centrocampista del Palermo nel post-partita ha spiegato lo stato d’animo della squadra indicandone il cambiamento: “Quando arriva un mister nuovo la scossa arriva a prescindere - ha affermato - poi Baldini non lo devo presentare io. Ha le sue idee, noi lo seguiamo, è da bugiardi dire che non si vede la sua mano, propone un calcio diverso da quello che facevamo prima. Dobbiamo solo seguirlo, è un mister preparato: da capitano ringrazio chi c’era in precedenza ma adesso è arrivato un mister nuovo, guardiamo avanti con entusiasmo perché è arrivata una boccata d’aria nuova e dobbiamo dare il massimo per raggiungere il nostro obiettivo”.

In merito all’interruzione dell’astinenza da gol e vittorie De Rose si è così espresso: “Noi badiamo alla prestazione -ha sottolineato - ci eravamo già parlati a Catanzaro: se giochi bene i gol arrivano. A Catanzaro abbiamo rischiato di far gol 2-3 volte non ci siamo riusciti ma la prestazione c’è stata e quando la fai alla fine il gol arriva. Ne ero sicuro perché i nostri attaccanti sono forti, bisogna dargli tanta fiducia perché lo hanno dimostrato e non avevamo dubbi. Abbiamo fatto due gol ma potevamo farne altri.

Il capitano del Palermo adesso è già proiettato alla sfida contro il Messina di mercoledì: “È un derby lo sappiamo -ha concluso - ma al di là di questo dobbiamo dimostrare la nostra identità di andare sempre avanti, cercare di pressare alto. Noi dobbiamo continuare di questo passo, dopo queste due prestazioni guardiamo avanti con entusiasmo ma non dobbiamo abbassare la guardia perché abbiamo dimostrato che quando lo facciamo, non andiamo in campo concentrati. Dobbiamo lavorare sull’aspetto mentale che è il nostro difetto dall’inizio: sembra che adesso abbiamo trovato un equilibrio: dobbiamo solo allenarci e sacrificarci l’uno per l’altro, questo Palermo è una squadra importante e può arrivare lontano”.

Baldini: “Dovrò gestire bene i giocatori”

Non poteva chiedere di meglio il tecnico di Massa per il suo ritorno da allenatore rosanero al Barbera a 18 anni praticamente esatti (25 gennaio 2004) da quel Palermo-Salernitana 0-2 che gli costò il posto dopo la celeberrima conferenza stampa nella quale apostrofò Zamparini col famoso “Dice cazzate” in relazione al gioco della squadra, risultando poi sconfitto in quella che nell’occasione definì “Sfida del buonsenso”.

Per Baldini tornare su quella panchina è stata un’emozione particolare: “Dopo diciotto anni -ha spiegato - entrare lì e pensare a tutto quello che ho pensato, essere lì mi sembrava surreale anche se ormai è un mese che son tornato e so che è vero. Il calcio ha qualcosa di magico che nessuno sa spiegare: ti dà gioie e sofferenze allo stesso modo grandi. Ero molto sereno e fiducioso, in queste settimane ho visto nei ragazzi la voglia di fare qualcosa di importante”.

Il tecnico del Palermo ha analizzato gli aspetti tecnici-tattici emersi nella sfida contro il Monterosi: “Certamente , come detto a Catanzaro,  dobbiamo prendere più fiducia e autostima quando abbiamo la palla  -ha sottolineato -nel cercare determinate situazioni di gioco. In certi momenti della partita è stato fatto: abbiamo fatto due gol, potevamo farne di più ma alla fine è un dettaglio. Sono contento per loro. Si vede che la squadra riparte non bene ma benissimo dobbiamo migliorare in fase di palleggio, dobbiamo farlo con più autostima, sbagliavamo dei passaggi semplici, idee già provate. Magari è l’adrenalina di quando sei lì, l’ansia di fare gol, io cercavo di tranquillizzarli ma se uno si fa prendere dalle paure è normale che va in difficoltà. Comunque, se anche in queste situazioni in cui non trovi il palleggio però fai vedere che ci metti l’anima, che li vai a pressare e che riesci a ripartire quando loro ti schiacciano piano piano queste cose ti fanno crescere e trovi l’autostima anche quando sei in possesso della palla”.

Baldini ha poi parlato della scelta di sostituire Luperini con Soleri, rivelatasi azzeccata: “Per me Luperini ha giocato una buonissima partita - ha affermato - in fase di non possesso era sempre in 15-20 metri e veniva ad aiutare gli altri due centrocampisti al di là del fatto che in fase di possesso non veniva cercato Soleri ha giocato una gran partita a Catanzaro e meritava di entrare in campo ma non perché Luperini non faceva quel che desideravo ma perché il Palermo ha bisogno di tutti i suoi effettivi e Soleri in una partita del genere contro un avversario di quel tipo mette più pressione a loro inducendoli all’errore come è successo, trovando poi noi la via del gol”. Sui due match-winner: ““Felici e Damiani son due giovani veterani, hanno già fatto diversi campionati nei professionisti, sono pronti e maturi ma devono anche loro migliorare. Bisogna dirgli bravi per aver segnato ma devono crescere da loro indipendentemente dall’aver fatto due gol importanti.

L’allenatore del Palermo nel parlare delle singole scelte a partita in corso spiega come il tour de force che attende la squadra a febbraio sia un parametro da tenere in considerazione: “Il problema è questo - ha spiegato - noi abbiamo giocato ieri, mercoledì e domenica in una trasferta logisticamente complicata che dopo l’arrivo in aereo a Roma prevede 3 ore di pullman a Campobasso. Io devo gestire le forze in queste tre gare: qui non ci sono titolari e riserve, i giocatori sono giocatori del Palermo e devono essere in grado, che partano dall’inizio o a gara in corso, di essere utili alla causa. Adesso abbiamo sette partite in un mese: se non ci gestiamo cercando di sostituire chi è più stanco durante la gara è inutile avere una rosa”.

La classifica del girone C della serie C

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