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Domenica, 22 Maggio 2022
Calcio

Palermo, senti Damiani: "Mi ispiro a Busquets, la B non è impossibile"

Il centrocampista appena arrivato: "Sono in una grande piazza dove posso ritrovare continuità, nasco come regista ma ho caratteristiche da interditore, se il mister lo chiede gioco anche sulla trequarti"

Dopo il primo assaggio vissuto negli scampoli di minuti giocati in Catanzaro-Palermo, il centrocampista Samuele Damiani è stato presentato ufficialmente come nuovo giocatore della società di via Villa Malta. Voluto da Silvio Baldini, che lo aveva già allenato a Carrara, il centrocampista, ex Empoli, arriva in rosanero in prestito con diritto di riscatto con l’obiettivo di rilanciarsi dopo mesi difficili e la convinzione che il sogno Serie B non sia poi qualcosa di così utopistico.

Damiani ha spiegato in prima battuta quali sono le ragioni che lo hanno convinto ad accettare una doppia discesa di categoria: “Palermo è una squadra di C solo di fatto - ha affermato - perché conosciamo tutti le potenzialità che questa piazza e questa società può ambire. Ho deciso di venire qui per questo e perché  Palermo è la piazza giusta per rimettermi in gioco. Sono stati mesi un po' difficili dal punto di vista personale nei quali sono stato fuori dal campo per vari motivi. Sono sicuro che Palermo con i suoi tifosi sia la piazza giusta per ritrovare continuità. Baldini ha inciso tanto nel mio arrivo. Lo conosco, l'ho avuto un anno a Carrara vivendo con lui una stagione stupenda chiusa con l'eliminazione alla semifinale playoff contro il Bari. Lo conosco, so cosa vuole da me e sono pronto a dimostrargli che su di me può fare affidamento”.

Il centrocampista nativo di Poggibonsi ha parlato poi del suo primo impatto con l’ambiente e delle sue caratteristiche: “Le prime sensazioni sono positive sia per quanto riguarda l'accoglienza della squadra che per quella dell'ambiente e dei tifosi. Sono stato accolto bene e mi sento già ben voluto e perciò ringrazio tutti quelli che già mi vogliono bene. Spero di ripagare tutto sul campo. Io inizialmente nasco come centrocampista con più qualità ma nel calcio attuale per essere più moderni bisogna imparare anche a fare la fase difensiva. Ho lavorato molto sotto questo profilo e penso di essere a un buon punto anche se ho tanto da migliorare. Ad oggi sono un regista che ha sviluppato fase di interdizione sotto il profilo della cattiveria agonistica. Posso definirmi con le dovute proporzioni un centrocampista alla Barella ma come riferimento ho sempre avuto Sergi Busquets, sono cresciuto guardando i suoi video”.

L’ex mediano dell’Empoli ha spiegato poi come sia stato importante il fattore ambientale nella sua scelta: “Palermo mi interessava a prescindere sia per la storia che per le motivazioni che ha nel tornare prima in B e poi in A. Le prime sensazioni sono quelle di una squadra che ha qualità e margini di miglioramento enormi e possono ambire a fare questo salto di qualità. Questa è una piazza che rivuole tornare ciò che era in passato e sono convinto che con la mentalità giusta e con le cose fatte per bene possa tornare dove merita”. 

Il nuovo centrocampista del Palermo si è poi soffermato sulle ragioni che hanno causato la sua inattività nella prima parte di stagione: “Non sono stato fermo perché ritenuto immaturo come età per la Serie A - ha sottolineato - ho avuto un paio di infortuni che non mi hanno fatto esprimere al meglio e costretto a stare lontano dal campo. Ora ho superato tutto e ho bisogno di giocare il più possibile per convincermi di stare bene, superare i dolori e ritrovare la condizione fisica”. 

In merito alla sua collocazione tattica nello scacchiere rosanero Damiani si è così espresso: “Come complementarità mi trovo bene sia con Dall’Oglio che con De Rose, quest’ultimo essendo il capitano è quel giocatore che può metterti a tuo agio e aiutarti: da questi primi allenamenti ho intuito la sua qualità, sa usare sia il destro che il sinistro. Dovessi giocare con lui o con Dall’Oglio sulla mediana non cambierebbe nulla: sono giocatori ottimi con caratteristiche simile, forse Dall’Oglio ha più corsa ma anche qualità. Sono pronto a giocare con entrambi. Il trequartista non l’ho fatto quasi mai ma non è un problema: se il mister riteneva giusto farmi giocare lì avrà avuto le sue motivazioni. Io entro e qualsiasi ruolo decida, sono pronto a dare il massimo. Io nasco come play in un centrocampo a tre, con Baldini a Carrara fu il primo anno in cui ho giocato a due e mi sono trovato bene perché ho sviluppato la caratteristica dell’inserimento che un po’ mi mancava nel centrocampo a tre. Posso giocare in entrambe le posizioni, sono ruoli molto simili e sono pronto a ricoprirli entrambi”.

Il mediano toscano si è poi soffermato sulle prospettive della squadra, mostrandosi fiducioso nonché convinto che questo Palermo possa sognare la promozione: “Il mio procuratore mi aveva rassicurato sull'organizzazione e sulle motivazioni che ha la piazza e lo staff e su quello che si vuole fare nei prossimi anni. Mi ha convinto questo: credo che se una società come Palermo ha certe idee in mente vuol dire che è. Pronta come organizzazione a metterle in piedi e riuscire a togliersi le soddisfazioni che merita di togliersi. Sono convinto e ne ho avuto la conferma a Catanzaro - conclude  -che questa squadra ha grandi potenzialità inespresse: se riusciamo a capire che siamo una squadra molto forte possiamo puntare partita dopo partita a vincerle quasi tutte e a fare il più possibile fino a quando dipende da noi. Nel caso non arrivassimo primi ci sono sempre i play-off nei quali una squadra come il Palermo può dire la sua”.

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