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Palermo, Baldini traccia la via: "Se esprimiamo il nostro potenziale possiamo fare cose impensabili"

Il tecnico toscano spiega le prospettive della sua gestione: "Inutile parlare di piazzamenti, non faccio il cartomante, dobbiamo essere bravi a bloccare le interferenze che ci limitano". Sul mercato: "Mi accontento di quello che ho ed è inutile pensare a chi non c'è"

Una questione di potenziale. Questa è la chiave di lettura che il neo-tecnico del Palermo Silvio Baldini ha dato in merito alle prospettive della squadra in vista del girone di ritorno. L'allenatore toscano nel tracciare le prospettive della squadra non si sbilancia su obiettivi di classifica e non guarda al mercato: l'obiettivo è quello di condurre la squadra in un percorso nel quale la capacità di espressione delle potenzialità è la chiave per poter raggiungere obiettivi che lo stesso tecnico definisce come impensabili.

Durante la trasmissione TgsStudioStadio il tecnico ha spiegato che modus operandi sta adottando già in queste prime fasi: "La cosa più bella - ha affermato - è che 18 anni dopo il destino si è ricordato che forse meritavo un’altra chance in questa città e con questa squadra. Una volta che sono arrivato non mi interessa quel che accade ma affrontare quello che sta accadendo. Posso allenarne  5-6 ma dobbiamo allenarci con la convinzione di poter essere migliori se entriamo in contatto con la nostra passione, legata all’amore che mettiamo nelle cose. Questi ragazzi sono abituati a essere usati come numeri e gli si dà pochi strumenti per capire l’amore e la passione se non uno, l’ingaggio, che è giusto prenderlo ma sarebbe giusto spiegare a un giocatore che dietro l’ingaggio deve esserci prima la persona e poi il giocatore. Cerco di far questo, non ho formule magiche: preferisco affrontare le sconfitte piuttosto che rinunciare a questo dialogo con i giocatori. Una volta fatto questo si può spianare la strada per l’impossibile".

In merito alle risorse tecniche e agli obiettivi stagionali l'allenatore del Palermo non si sbilancia preferendo soffermarsi sul fine del suo lavoro: "Non è bello venire in uno studio e dire quali sono i giocatori che penso possano essere più bravi - ha spiegato -quindi non posso rispondere anche perché in questo poco tempo non ho la presunzione di capire chi è più o meno bravo. Non posso dare percentuali sulle possibilità di promozione: non gioco solo per fare risultato ma per fare un percorso, se riesco a farlo capire ai giocatori la percentuale è molto alta ma questo dipenderà da me". A precisa domanda su chi possa interpretare il ruolo di trequartista nel 4-2-3-1 tra un incursore alla Luperini e un fantasista alla Silipo Baldini ha risposto così: "Io vedo il trequartista a seconda della partita. Può essere sia una mezzala che ha il senso della rete, di andare a far gol e che gli piace partecipare alla fase offensiva oppure il classico fantasista che gioca dietro la punta e spazia sul fronte offensivo in modo da servire gli attaccanti o cercare le soluzioni per andare a concludere in rete".

Per quanto riguarda il mercato il tecnico ha detto di non avere né richieste né aspettative: "Sarebbe troppo facile venire qui -ha sottolineato - dire voglio cinque giocatori. Il destino si è ricordato di me non per farmi fare il furbetto ma per farmi dimostrare chi sono al di là dei risultati: lavorerò con quello che ho. Quando sono arrivato mi hanno parlato chiaramente della situazione. Il Palermo non ha debiti, fino al 30 giugno non manca neanche un euro per fare il campionato. Che devo fare, dettare i programmi alla società? La società mi ha proposto quello che sono loro e io ho accettato a braccia aperte. Credo che la società sia la prima a voler dare una squadra più competitiva possibile, mica vuole perdere ma vuole vincere. Deve comunque tenere conto degli equilibri perché se tu lì perdi certi equilibri alla fine non sei capace di rispettare gli impegni che hai: ogni giocatore a fine mese ha diritto a ricevere la busta paga che ha guadagnato lavorando per la sua famiglia. Valdifiori ha debuttato con me quando l’Empoli l’aveva preso dalla C, lo conosco bene è molto valido ma in questo momento non voglio parlare di altri nomi, parlo solo dei giocatori del Palermo, devo avere il feeling solo con loro".

Il tecnico ha poi parlato del modo in cui è stato portato avanti il rapporto con il gruppo squadra, in questi giorni ritrovatosi per la maggior parte in isolamento a causa del Covid: "Ho chiamato i giocatori in quarantena ogni due giorni per sapere come andava l’allenamento a casa e cosa facevano.  Il nostro preparatore atletico Petrucci li ha chiamati tutte le sere. Devi essere interessato a capire cosa succede: e tu non gli fai sentire come fanno loro a capirlo? Questo vale indipendentemente se si tratta di un giocatore importante o meno a seconda dell’andamento del campionato. Tutti vanno trattati allo stesso modo".

Baldini si è poi espresso in merito al bipolarismo della squadra nel rendimento casa-trasferta spiegando qual è la soluzione che ha in mente in tal senso: "Quando sono venuto qui mi è stato detto del rendimento altalenante casa/trasferta. Io gli ho subito proposto il mental coach (Nicola Colonnata, N.d.R) un professionista che è in grado di aiutare le persone con delle tecniche che aumentano la fiducia e l’autostima al di là del mio lavoro sul campo: dà ai giocatori strumenti per capire quanto la mente è importante e può condizionare la loro prestazione. L’ho portata proprio per cercare di aiutare la squadra ad avere meno problemi".

L'allenatore del Palermo ha poi spiegato qual è il suo obiettivo principale: "L’obiettivo non deve essere un piazzamento ma riuscire a fare un percorso in cui possiamo esprimere il nostro potenziale: se il potenziale è 10 dobbiamo dare 10 se poi nel nostro potenziale le interferenze che troveremo sono 10 arriviamo a 0 e rimaniamo a terra. Se l’interferenza è 1 il potenziale è 9 e questo ti porta raggiungere traguardi impensabili. Il problema non è il potenziale ma le interferenze: bisogna essere bravi a limitare queste interferenze che sono cose semplici. Vivere il mestiere che ti faccia sentire realizzato, avere una routine in cui ti trovi te stesso. Parlare di numeri è parlare di scuse ma non perché ho paura di dire cosa voglio fare: semplicemente non faccio il cartomante. Io cerco di metterci tutto, noi come intero contesto squadra dobbiamo cercare di trovare il potenziale nei giocatori e farglielo esprimere".

Una circostanza questa che per il tecnico deve tradursi in risultati fondamentali per riaccendere la passione dell'ambiente: "I tifosi hanno bisogno di risultati al di là delle considerazioni. Se tu vinci l’entusiasmo esplode ha bisogno della vittoria, che la squadra primeggi e abbia una certa padronanza. Per farlo dobbiamo essere concentrati e bravi perché dal Palermo tutti si aspettano il risultato".

In chiusura il tecnico ha voluto ringraziare Santana, allenatore delle giovanili, per aver dato una mano al gruppo spiegando di volerlo mantenere nei ranghi della squadra: "Ho conosciuto una persona umile e gentile. Gli ho chiesto di rimanere con noi fino alla fine dell’anno: non ti puoi privare di una persona con questi valori. È stato un regalo: una persona per bene come piace a me".

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