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Domenica, 22 Maggio 2022
Calcio

Si apposta una settimana per conoscere Mourinho, poi la sorpresa: "Il mio idolo Josè mi ha servito il pranzo..."

La storia del super fan palermitano Marco Virruso che è partito dalla sua città per andare a conoscere l'allenatore portoghese coronando il sogno di una vita. Il racconto a PalermoToday: "Io e lui insieme al ristorante, è stato incredibile". La vicenda ha trovato ribalta perfino all'estero

Metti un giorno a pranzo con Josè Mourinho che in ciabatte ti accoglie, ti abbraccia e ti fa da cameriere. In questo gesto c'è il momento che un ragazzo palermitano sognava da quando aveva 10 anni. Lui si chiama Marco Virruso, 27enne di Casteldaccia a volere essere precisi. E' partito da Palermo per andare a Trigoria, dove c'è il centro sportivo della Roma, a conoscere il suo idolo, lo Special One. E' successo qualcosa che non si sarebbe mai aspettato: ovvero l'invito a pranzo di Mourinho che con umiltà gli ha anche servito il cibo. "Mi ha portato una porzione di pasta, ma non ricordo neanche cosa ho mangiato perché ero paralizzato dall'emozione", dice il ragazzo a PalermoToday.

Tutto nasce - come spesso succede nella vita - da un lampo. Un colpo di fulmine, una fulgurazione, quasi una scudisciata di quelle impossibili da dimenticare. "Era il 2004, avevo 10 anni - racconta Virruso -. Ero incollato alla tv e c'era questo giovane allenatore che aveva appena vinto la Champions col Porto e viene presentato al Chelsea. Là mi sono innamorato di Mourinho". E' la famosa conferenza in cui l'allenatore portoghese si autodefinisce "Special One". "La sua presenza mi ha stregato. Ero ancora un bambino, ho cominciato a seguire le sue imprese, tifando sempre per le squadre che ha allenato. Nel 2008 lo vidi dal vivo in un Palermo-Inter 0-2, fu la prima volta".

Una passione sfrenata al limite del fanatismo. Il piccolo Marco nel frattempo diventa adolescente e poi adulto, mentre Mourinho scrive pagine leggendarie con l'Inter, attraversa momenti in chiaroscuro con Real, Chelsea e United e vive il primo vero fallimento della sua carriera col Tottenham. Ad ammirarlo a distanza c'è sempre quel tifoso palermitano che non ha mai smesso di sognare un incontro ravvicinato. Poi la scorsa estate, a sorpresa, il vate di Setubal torna in Italia e firma con la Roma. 

Marco Virruso, che nel tempo libero fa il difensore centrale del Casteldaccia, e quotidianamente gestisce un'attività commerciale insieme al papà, ha così la possibilità di coronare il suo grande obiettivo. "Quest'anno sono andato quattro volte a Trigoria, e finalmente sono riuscito a incontrarlo un paio di volte fuori dai cancelli. Gli ho anche fatto consegnare una maglietta che lo raffigurava in Vespa, con un'immagine che si rifà al film 'Vacanze Romane', lui guida e dietro ci sono io...". Incontri fugaci che però non fanno altro che alimentare in Marco la voglia di una conoscenza più approfondita.

Così, lo scorso 24 gennaio, il 27enne torna a Trigoria. "Ho deciso di fare una settimana di vacanza, da lunedì a lunedì, solo per conoscere Mourinho. Ho preso un albergo in zona Eur, perché si trova a 15 minuti dal centro sportivo della Roma. Ho fatto questa vacanza solo per Mou. Questo vuol dire che dalla mattina alla sera mi appostavo a Trigoria. Nel tempo libero giravo per la Capitale...". Mercoledì 26 gennaio Mourinho fa il compleanno, siamo nel pieno della sosta di campionato. "C'è la pausa per le Nazionali, così il mister dopo l'ultimo allenamento concede ai giocatori quattro giorni liberi. Improvvisamente Trigoria si svuota e scopro che Mourinho approfitta della sosta per volare a Londra dove vive la sua famiglia. Il suo ritorno è fissato per lunedì ma quello è il mio ultimo giorno a Roma, così decido di spostare la data di rientro a Palermo al martedì".

"E' il 31 gennaio, dalle prime ore del mattino - dice il 27enne - mi sistemo a Trigoria con al seguito il mio solito striscione in cui c'è scritto: 'Vorrei proprio capire cosa mi hai fatto per farmi diventare così dipendente da te'. E poi un omaggio al suo compleanno. Passano le ore, ma non succede niente. Sono le 20, sono l'ultimo rimasto fuori dai cancelli. Mi informo e mi dicono che Mou non sarebbe uscito dal centro di allenamento perché sarebbe rimasto a dormire lì. Mi gioco l'ultima carta il martedì. In serata mi aspetta il volo per Palermo. E' il 1° febbraio, la mattina presto sono a Trigoria. Uno steward mi riconosce anche perché ormai è tanti giorni che gravito fuori da quei cancelli, la voce della mia costante presenza forse si era sparsa. Perfino i giocatori mi dicono: 'Ma tu sei il famoso ragazzo che viene da Palermo?'. Improvvisamente esce uno degli steward e mi chiede se non avessi ancora incontrato Mourinho. Dopo 2-3 ore arriva un dirigente e mi comincia a fare una serie di domande. Mi ha chiesto alcune cose su questa passione sfrenata".

"A ora di pranzo - prosegue - arriva un dipendente e mi chiede se avessi il green pass e un documento. A quel punto mi fa entrare e mi porta al ristorante di Trigoria dove c'era il mister col suo staff. Mourinho mi guarda, mi abbraccia e mi dice: 'Ciao amico, come va? Vuoi mangiare con noi? Siediti'. E mi fa accomodare. Io stavo sognando a occhi aperti. Ero emozionatissimo. Gli ho detto che venivo da Palermo e lui ha fatto una faccia come per dire... 'Ed è da una settimana che mi aspetti?'. A quel punto uno dello staff mi ha detto di prendermi il cibo. Josè si è alzato e mi fa: 'Seduto, ci penso io'. Mi ha preso una porzione di pasta, ma non ricordo neanche cos'era, e il pollo. Siamo stati 45 minuti a chiacchierare. A tavola si è parlato di calcio, di cannoli, abbiamo scherzato. Poi a pranzo finito mi ha accompagnato alla porta. E' stato tutto incredibile". La notizia intanto si è diffusa nella Capitale e all'estero. La storia del super fan palermitano disposto a tutto per conoscere il suo idolo è finita addirittura sul Sun. Una storia per certi versi da libro Cuore che racconta la cieca abnegazione di un ragazzo che insegue il suo idolo e corona il sogno di una vita. Marco chiude così "Mourinho è una persona fantastica, umile e disponibile. Questi momenti che ho vissuto non li dimenticherò mai".

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