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Venerdì, 20 Maggio 2022
Calcio

Gesto di fair play non gradito a società e tifosi, tecnico del Gangi finisce nella bufera e si dimette

Il tecnico palermitano ha fatto un passo indietro dopo le polemiche nate per la scelta di far pareggiare il Resuttana dopo che la sua squadra era passata in vantaggio con un giocatore avversario a terra. Il presidente biancorosso Ferrarello: "Il tecnico era in buona fede ma ha sbagliato, noi non avremmo preso provvedimenti"

Si è al 32’ di gioco della sfida d’alta classifica del girone A di Promozione al Raimondi di Gangi tra la formazione locale (in corsa per i play-off) e la capolista Resuttana San Lorenzo (che vincerà poi la partita 3-1 conquistando il successo in campionato) in quel momento ferma sullo 0-0. Il difensore ospite Rizzo cade a terra sulla trequarti mentre è in possesso della sfera con l’arbitro che fa proseguire il gioco: Marrone recupera palla e serve Albeggiano che in profondità segna il vantaggio per i madoniti. I giocatori ospiti si infuriano per il gol ritenuto antisportivo e si crea un parapiglia in mezzo al campo che dura cinque minuti tra le due squadre. Alla ripresa del gioco il tecnico biancorosso Giovanni Comito dice alla sua squadra di fermarsi e far pareggiare gli ospiti nella convinzione che il gol fosse irregolare: un gesto di fair play che però viene stigmatizzato dal pubblico presente sugli spalti, che non ne comprende il motivo, non essendoci stato né un fallo né un contrasto forte. Un gesto che, alla fine decreta nella sostanza la fine dell’esperienza del tecnico sulla panchina madonita.

Rizzo-Albeggiano-2

L’allenatore palermitano, che successivamente ha affermato di aver commesso un errore di valutazione, a seguito delle polemiche nate dopo l’episodio in questione ha rassegnato ieri sera le sue dimissioni. Troppo profonda evidentemente la frattura che si è creata tra Comito (che sedeva sulla panchina madonita da due anni cui si aggiungono altri due anni tra il 2016 e il 2018) e il contesto Gangi, che non ha ritenuto giusta considerandola anzi eccessiva, la scelta del tecnico di lasciare che gli avversari pareggiassero.

A rendere nota la scelta del tecnico è stata la stessa società biancorossa in un comunicato ufficiale: “A seguito dell'increscioso episodio di domenica 10 Aprile 2022 - si legge - durante la partita di calcio tra Gangi e Resuttana, disputata al Raimondi di Gangi, la società Asd Gangi prende atto della dolorosa decisione del mister Giovanni Comito di presentare le proprie dimissioni da allenatore della prima squadra. Si ringrazia il mister Giovanni Comito per quanto fatto durante la stagione calcistica 2021/2022 e per il risultato raggiunto ad oggi, nonostante le difficoltà legate al Covid, a problemi tecnici e di infortuni. La società Asd Gangi, ti augura tanta fortuna calcistica e di vita”. Il posto di Comito per le restanti partite del campionato (più eventuali play-off) sarà preso dal secondo allenatore Giuseppe Salvo.

Il presidente del club madonita Giuseppe Ferrarello, ha commentato così l’episodio in questione e la scelta dell’allenatore di fare un passo indietro confermando di ritenere la scelta di Comito un errore in assoluta buona fede: “L’episodio del nostro gol è stato interpretato come irregolare e falloso - spiega a PalermoToday - e l’allenatore ha deciso di fare il fair play, in totale buona fede ma quello non era fallo, tanto che l’arbitro aveva fatto continuare. L’episodio è stato dunque interpretato male dal tecnico e questo ha creato malumore nell’ambiente. L’allenatore poi si è dimesso: noi non avevamo nessuna intenzione di prendere provvedimenti o di punire il gesto di fair play ma lui, anche per dare una scossa all’ambiente ha deciso di dimettersi. In quanto alla buona fede stiamo assolutamente col tecnico ma anche noi ci eravamo accorti vedendo la partita che il fallo non c’era: in questo caso lui è stato probabilmente indotto dalle proteste avversarie che il gol fosse irregolare ma l’arbitro non aveva fischiato. Se ci fosse stato fallo noi avremmo preso posizione perché siamo sempre per il fair play e penso anche che nessun altro si sarebbe arrabbiato”.

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