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Domenica, 23 Gennaio 2022
Calcio

Calcio e Covid, il presidente della Lnd Sicilia Morgana: "Tutti i campionati saranno regolarmente conclusi"

Il numero uno del Comitato regionale appare molto fiducioso sulla ripresa: "All’inizio abbiamo anticipato i tempi sul tema vaccinale e questo assieme ai campionati allineati ci dà un vantaggio rispetto agli anni passati"

Dopo mesi di relativa tranquillità, il Covid è tornato prepotentemente nella quotidianità con conseguenze importanti anche nel mondo calcistico, imponendo un nuovo stop alle competizioni dilettantistiche anche in Sicilia. Il presidente del Comitato Regionale siciliano Sandro Morgana fa il punto della situazione in merito agli scenari delle competizioni soffermandosi su altri due temi di attualità come la questione arbitrale e lo sviluppo del movimento calcistico femminile.

Morgana analizza i primi mesi della ripresa, cominciata a settembre: “Abbiamo fatto un’ottima ripartenza e l’abbiamo fatta in sicurezza - spiega a PalermoToday - perché il Comitato Regionale siciliano è stato l’unico in Italia che ha preteso e garantito la ripresa delle attività soltanto in presenza di Green Pass e abbiamo deciso di farlo per tutti i livelli non solo per quelli che erano i campionati di interesse giovanile. Questo è stato fatto per un motivo ben preciso ovvero mettere al centro il tema della sicurezza e della tutela degli atleti. I dati in questo senso danno un suffragio preciso a questa mia battaglia: in questo momento il 90% delle persone ricoverate a causa Covid sono non vaccinate e il restante 10% riguarda persone vaccinate ma con patologie gravissime. Vaccinarsi salva la vita e per questo continuo la mia battaglia per la vaccinazione: in una dimensione prettamente sportiva il vaccino ci consente di andare avanti e continuare a fare le cose a cui teniamo. Sono contento perché nella prima parte siamo riusciti a tenere la situazione sotto controllo con un solo focolaio, quello dell’Enna, le cui partite si stanno recuperando gradualmente. Quando ripartiremo lo faremo con tutte le competizioni riallineate. Era l’obiettivo di partenza quello di concludere il girone d’andata e al netto delle suddette partite abbiamo raggiunto l’obiettivo di chiudere il girone d’andata a dicembre”.

Morgana ribadisce quanto è stato importante perseguire sulla strada della vaccinazione, adesso divenuta regolamentare in tutta Italia: “Ho semplicemente fatto una valutazione generale  - afferma - e seguito una linea comportamentale che era quella della vaccinazione. Chi ha seguito questo percorso, preferendo la linea del vaccino invece del Green Pass da tampone si può trovare avvantaggiato nel proseguimento dell’attività. Noi abbiamo voluto la linea del Green Pass prendendoci una responsabilità prima che diventasse una regola nazionale visto che all’inizio era prevista l’autocertificazione dal protocollo federale: avevo la facoltà di prendere delle decisioni diverse. Oggi chi ha il Green Pass può giocare tranquillamente. Il Comitato Regionale ha anticipato i tempi e tracciato una linea che il Governo ha oggi adottato per tutti gli sport di contatto: non basterà più il tampone”.

In merito alla ripresa del campionato, il presidente del Comitato Regionale ha le idee chiare: “La mission che abbiamo è quella di completare i campionati e tornare in campo - sottolinea - si tratta di un compito difficile in questo momento perché devo conciliare due aspetti importanti ovvero la tutela della salute e della sicurezza delle persone assieme all’attività delle squadre. Sto facendo questo in un contesto di grande collaborazione tra tutte le parti. Stiamo cercando di fare in modo che vengano prese nel rispetto delle singolarità delle decisioni che siano ampiamente condivise a livello nazionale. Questo nostro senso di responsabilità ci ha portato anche a prendere tempo prima di ricominciare l’attività in sicurezza e ciò ci dà serenità alla luce di quello che leggiamo e delle notizie che ci danno gli scienziati ovvero che il picco arriverà alla fine del mese. Rispetto agli altri anni avremo un vantaggio importante: aver completato le gare del girone d’andata e il vaccino. A breve ci sarà una call tra tutti i comitati regionali: io penso che certamente riprenderemo l’attività e che lo faremo con grande senso di attenzione. Sono molto tranquillo in tal senso. Lavoreremo affinché tutti i campionati, dall’Eccellenza fino ai campionati di settore giovanile possano riprendere. In questo momento è evidente che dobbiamo valutare il dato epidemiologico ma una settimana in più o meno non cambia la vita di nessuno: l’importante è riprendere e farlo bene”.

Sempre in tal senso Morgana manda a tutto il movimento calcistico un messaggio di tranquillità sulla regolare conclusione dei campionati: “Quando sono stato rieletto come presidente del Comitato Regionale ho messo al centro del programma la ripartenza dell’attività - spiega - sottolineandone l’importanza: devo farlo come detto dovendo tenere in equilibrio questa esigenza con la tutela della salute. Ho preso delle decisioni dure e forti quando nessuno le avrebbe prese: ho sollecitato tutti i collaboratori, gli organismi provinciali e regionali a partire presto proprio per crearci un vantaggio. Oggi questo vantaggio ci dà tranquillità come ce la dà il fatto di essere inseriti in un contesto federale adesso molto sensibile nei nostri confronti, con il presidente che ha promesso sostegni e aiuti al movimento dilettantistico. Voglio mandare un messaggio di tranquillità a tutti: devono stare tutti sereni, non siamo dei kamikaze, facciamo le cose con senso di responsabilità ma abbiamo ben in testa che dobbiamo completare le attività”.

Tornando al calcio giocato, Morgana parla del tema arbitri, argomento che durante i mesi di calcio giocato ha tenuto molto banco, parlando delle prospettive d’azione e invitando tutti ad instaurare un clima di tranquillità: “Innanzitutto l’impatto del virus determina delle reazioni soprattutto nei più giovani di ordine psicologico molto importanti - evidenzia - l’essere rimasti fermi due anni, da giocatore o da arbitro, ha creato qualche problema. Molti giocatori in questi due anni hanno lasciato l’attività e in generale hanno sofferto un impatto negativo: questo vale anche per gli arbitri. Noi abbiamo comunicato l’avvio di un percorso di formazione per gli arbitri dilettantistici assieme ai capitani delle squadre: questo percorso partirà ma purtroppo non possiamo farlo in questo momento per la situazione e doveva partire a gennaio ma la situazione non lo permette. Lo stesso discorso vale anche il corso per i dirigenti di Agrigento, Enna e Caltanissetta. Sono tutte cose che faremo appena le circostanze lo permetteranno visto che farlo adesso creerebbe assembramenti e situazioni poco funzionali. Nella mia visione la formazione è la base di tutto. Attraverso la formazione noi non facciamo solamente lezioni su leggi e adeguamenti ma adempiamo ad un’importante attività di educazione. Restando sul tema arbitrale, bisogna prendere atto delle difficoltà che ci sono e abbassare i toni: se facciamo questo e collaboriamo probabilmente otteniamo i risultati che vogliamo. Vale per i dirigenti, per i calciatori, per gli arbitri cui non do mai responsabilità per errori tecnici ma che devono capire che possono esserci problemi di ordine comportamentale da evitare. Questo è un tema nei confronti del quale sia noi che l’Aia siamo molto sensibili”.

In conclusione il dirigente federale parla dello sviluppo del calcio femminile in Sicilia: “E' una grande occasione per il movimento dilettantistico - conclude - l’organizzazione oggi è ben determinata: il campionato di Serie A e B sono organizzate dalla Figc perché ci si avvia verso un percorso professionistico: io nella mia attività di responsabile del Dipartimento Calcio Femminile ho creato la Serie C, un campionato importante nazionale e significativo nello sviluppo del movimento cui partecipano 48 squadre. Questo campionato l’ho pensato con l’idea di creare una competizione adeguata nel preparare le atlete al salto di categoria verso quello che un giorno sarà il professionismo. A livello regionale la crescita del calcio femminile è una priorità. Già a inizio della stagione avevamo lanciato il progetto ‘Ragazze con i tacchetti’: la crescita del numero di ragazze che praticano questo sport è fondamentale affinché il movimento possa continuare a svilupparsi. La crescita del calcio femminile nella nostra regione è un tema importante sul quale continuiamo a lavorare”.

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