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Sabato, 27 Novembre 2021
Calcio

Clima teso in Eccellenza, dirigente del Cus contro l'arbitro: "Lesa la mia dignità personale"

Dopo la Parmonval, adesso è il responsabile della sezione calcistica del centro universitario Pietro Adragna - squalificato dopo la partita con l'Enna - a chiedere un intervento deciso del presidente della Lnd Morgana. "Se questo circo continuerà a proporre in scena soltanto pagliacci, non credo di esser più disponibile a continuare a farne parte"

Continua ad essere incandescente il clima nel girone A di Eccellenza, un torneo che col passare delle settimane diventa sempre più aspro nelle dinamiche di campo. Dopo la Parmonval - che ha addirittura minacciato il ritirto dal campionato - è il Cus Palermo a polemizzare col mondo arbitrale. Questo dopo un episodio che lo ha visto direttamente coinvolto dopo la partita contro l'Enna per "gravissimo contegno offensivo nei confronti dell'arbitro" (almeno secondo il referto del direttore di gara) e che gli è valso una squalifica di 20 giorni, il responsabile della sezione calcistica del Cus Palermo Pietro Adragna si è rivolto - di concerto con i vertici del centro sportivo universitario - al presidente della Lnd Sicilia Sandro Morgana, per chiedere maggior rispetto nonché risolutezza nei confronti di chi alza e inasprisce i toni. 

In merito a ciò il Cus ha pubblicato una nota a firma di Adragna sulla propria pagina ufficiale: "Nella veste di Responsabile della Sezione Calcio Cus Palermo - si legge  nella nota pubblicata con il pieno supporto del nostro Presidente Giovanni Randisi, oggi ho voluto trasmettere al Presidente della Figc Sicilia, Sandro Morgana, una lettera che gli rappresentasse il degradato momento che attraversa il calcio dilettantistico Siciliano e le storture che siamo costretti a sopportare settimanalmente, con particolare riferimento ad un ultimo inaccettabile episodio che offende la mia reputazione di persona. Il nostro stile ci impone di avere approcci Istituzionali corretti, considerando solo lui il nostro unico interlocutore, nonostante la fatica nel continuare a riscontrare come la scarsa considerazione per la sobrietà e compostezza dei nostri toni paia davvero non aver mai pagato. al Presidente Morgana e alla Federazione chiediamo un deciso cambio di passo con determinazioni volte a stigmatizzare il dilagare di arroganza e maleducazione, da parte di tutti gli attori in causa. Mi permetto solo di rivelare un unico passaggio di questa missiva indirizzatagli: “Se questo circo continuerà a proporre in scena soltanto pagliacci, e mai domatori di leoni, non credo di esser più disponibile a continuare a farne parte”. Credo in tal modo di aver trasmesso, in prima persona, l’idea che accomuna tutti gli attori della nostra Polisportiva”.

Cos'è accaduto?

Il responsabile della sezione calcistica della polisportiva, ha spiegato la vicenda e il suo sviluppo: "Nei minuti finali della partita contro l'Enna - racconta Adragna a PalermoToday - c'è stato un confronto tra me e il direttore di gara sul tempo di recupero. Un confronto come tanti ce ne sono nel calcio, con l'adrenalina della partita certo ma comunque nella massima civiltà. Questa situazione è stata però travisata visto che alla fine ho ricevuto una squalifica di 20 giorni perché mi è stata imputato gravissimo contegno offensivo nei confronti dell'arbitro. Che a fine partita potesse arrivare un provvedimento disciplinare - prosegue - potevo anche aspettarmelo ma che io venga squalificato per una colpa così grave che non ha nulla a che vedere con quella che è stata una discussione di fine partita è francamente inaccettabile. Lo è per la società lo è per me in quanto persona, perché non posso accettare di essere accostato ad una colpa che non ho così lontana dalla mia cultura: io sono il rappresentante calcistico del Cus soprattutto perché ne porto avanti i valori etici e morali ben noti a tutti".

Il dirigente cussino ha posto in particolare l'accento sul fatto che sia ormai consolidato passare sopra su condotte ancora più incongrue che ormai si verificano da tempo nelle partite: "Spesso nella nostra categoria - continua Adragna - in  campo si assiste a situazioni di maleducazione ed arroganza dei vari addetti ai lavori ben più gravi delle rimostranze di fine gara con un arbitro: queste però vengono tollerate e ignorate. Ho ritenuto opportuno scrivere a Morgana - conclude - non solo per tutelare la mia persona e la società che rappresento ma anche per chiedere che si faccia qualcosa contro un malcostume dilagante: il presidente con la sua consueta solerzia mi ha risposto, ho chiarito quello che dovevo chiarire, e lui ha capito le ragioni della mia presa di posizione, che ribadisco essere fatta in nome del buonsenso e dei valori sportivi che rappresento".

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