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Palermo fuori dalla Coppa, Filippi: "Benissimo per 70 minuti, c'è mancata la cattiveria"

Il tecnico rosanero analizza la prestazione di Catanzaro: "Dovevamo essere più cinici negli ultimi metri. La prestazione è stata buona ma da sola non basta". Massolo: "Partita decisa da un episodio, Curiale ha fatto un gran gol"

C’è amarezza nel Palermo alla fine della sfida contro il Catanzaro al Ceravolo che ha sancito la fine del percorso in Coppa Italia della squadra rosanero. A parità di gioco espresso determinanti sono stati gli episodi: i giallorossi hanno trovato la fiammata giusta, i rosanero no. La cattiveria negli ultimi sedici metri è stato l’unico aspetto in merito al quale il tecnico Giacomo Filippi si è mostrato critico nei confronti della squadra, di cui ha comunque elogiato la prestazione fino al gol decisivo di Curiale.

Il tecnico rosanero ha espresso le sue considerazioni sulla partita giocata dalla squadra: “Siamo rammaricati per il risultato -ha affermato - la prestazione da sola non basta. Per lunghi tratti abbiamo fatto molto bene gestendo bene il possesso palla in entrambe le metà campo, dispiace che perdi questo incontro e non vai avanti nonostante la buona partita. La prestazione non basta, bisogna essere più incisivi e determinati quando si gioca così. Sappiamo che il Catanzaro è una diretta concorrente e abbiamo infatti giocato senza indietreggiare facendo una buona gara”.

L’allenatore partinicese ha sottolineato nello specifico cosa gli è piaciuto e cosa no: “In positivo ho visto che la squadra -ha spiegato - per settanta minuti ha fatto benissimo, dopo il gol subito abbiamo giocato in forma individuale ed è quello che mi da fastidio, se avessimo continuato a fare quello che facciamo sempre e avremmo perso non avrei detto. Siccome quando abbiamo giocato di squadra abbiamo fatto benissimo dovevamo insistere: invece siamo stati individualisti e questo non mi piace. Chi ha giocato però ha fatto molto bene, vuol dire che chi gioca dà il massimo e ci tiene”.

Filippi ha poi parlato della continuità prestazionale della squadra: “Fino ad oggi non mi sembra giusto dire che sia una costante - ha sottolineato - fare prestazioni senza risultati, quando abbiamo giocato male abbiamo perso. Dire che sia una costante che facciamo la prestazione senza fare i risultati per me è sbagliato, penso invece che sia una cosa positiva che pur cambiando tanti giocatori la squadra ha giocato bene dando risposte importanti. Siamo rammaricati e arrabbiatissimo venuti qua per fare risultato non ci siamo riusciti e questo dispiace”.

Il mister ha poi analizzato il rendimento odierno dei singoli in relazione al momento di forma da questi vissuto: “Almici è innegabile che in questo inizio di stagione - ha spiegato - non è quello che abbiamo visto nello scorso campionato. Ha avuto qualche acciacco, piccoli infortuni che hanno fatto sì che la sua condizione non fosse mai al top. Oggi a me è piaciuto, ha fatto bene per cinquantacinque minuti, come mi è piaciuto molto anche Marong, ritrovarlo dopo che ha avuto qualche incertezza a inizio stagione è importante per noi. Peretti ha giocato bene, nell’occasione del gol Curiale ha tirato di mezzo giro ed è stato bravo lui: oggi mi serviva una risposta sul campo, i ragazzi me l’hanno data e hanno fatto benissimo. L’unica cosa che ho rimproverato ai ragazzi di non essere contenti della prestazione senza risultato. Crivello ha fatto bene in tutte e due le fasi”.

L’allenatore rosanero ha poi spiegato cosa è mancato quest’oggi nello specifico: “Alla squadra è mancata la cattiveria che serve per fare risultato: se arrivi ai sedici metri e non riesci a concludere nel modo giusto vuol dire che ti è mancata la convinzione di credere nel risultato. Mi sono arrabbiato un po’ per questo ma per il resto sono contento di quanto hanno fatto i ragazzi”.

La testa adesso va subito alla trasferta pugliese di domenica contro la Fidelis Andria, penultima in classifica: “Rientriamo stasera, domani ci alleniamo e  venerdì partiamo per Andria sapendo di giocare una partita difficile in un campo complicato. Dobbiamo essere pronti a lottare su ogni pallone e decisi a portare a casa la posta”

Massolo: “Dispiace per l’eliminazione, quando verrà il mio momento mi farò trovare pronto”

Anche il secondo portiere Samuele Massolo, sempre reattivo quando chiamato in causa e incolpevole sul gol decisivo di Curiale, ha espresso le sue considerazioni sul match e su un’eliminazione che chiude gli unici spazi di titolarità che aveva a disposizione in questo momento.

Il dodicesimo rosanero ha parlato della partita e in particolar modo del momento decisivo: “Dal canto mio, ma come penso tutta la squadra, ci tenevamo parecchio. Io ho avuto la possibilità di giocare qui, mettermi in mostra e tenermi in forma perché giocare è diverso rispetto ad allenarsi. Per me abbiamo fatto una discreta partita, potevamo segnare noi come loro, si è risolta con un episodio. Il gol lo devo rivedere ma la sensazione è che Curiale abbia fatto un gran gol. Ci rimettiamo in carreggiata e pensiamo alla partita di domenica che è molto importante”.

Massolo ha poi spiegato quali sono le difficoltà di un estremo difensore chiamato a giocare occasionalmente: “Non è facilissimo farsi trovare pronti. Per un giocatore di movimento è diverso, perché può avere a disposizione anche solo venti minuti per rimanere in condizione: per un portiere è più difficile mantenere le distanze come l’occhio sulle uscite non è semplice. Però ci stiamo allenando bene quindi l’allenamento da una grossa mano. Giocare però ovviamente è un’altra cosa”.

Il portiere spezzino spiega poi quali sono le sue emozioni dopo l’eliminazione e in vista del suo proseguo di stagione: “C’è tanto rammarico perché ci tenevo io in primis, ma come tutti d’altronde, ad andare avanti. Vincere ci avrebbe dato dei vantaggi in vista degli eventuali play-off: è un grosso peccato. Il gol come ho già detto non era facile ma guardiamo avanti e cerchiamo di allenarci sempre bene. Io cerco di fare il no e mettere in difficoltà il mister, Pelagotti sta facendo bene, quando sarà il mio turno mi farò trovare pronto. Non è una frase di circostanza, essere qui a Palermo è già un onore. Il mio obiettivo è mettere in difficoltà il mister e farmi trovare pronto laddove dovessi giocare in campionato. Il campionato è molto lungo ed una squadra che mira a un campionato di vertice deve contare su tutti i giocatori della rosa.

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