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Martedì, 5 Marzo 2024
Calcio

Dal 730 al 4-3-3: Pagano, il mister commercialista che ha portato al trionfo il Casteldaccia

Il tecnico bagherese, giunto alla sua seconda promozione consecutiva in Eccellenza dopo quella ottenuta con Marineo, si divide tra la partita doppia e quella domenicale, sui campi siciliani

Il Casteldaccia ha raggiunto il salto in Eccellenza vincendo i playoff contro la Torrenovese dopo una cavalcata in crescendo: a guidare il gruppo in questa stagione memorabile mister Giuseppe Pagano. Commercialista di professione, il tecnico bagherese ha raggiunto quella che di fatto (visto l’annullamento causa Covid delle due stagioni precedenti) è la sua seconda promozione consecutiva dopo quella ottenuta col Marineo, confermando la sua attitudine a ottenere risultati di rilievo.

L’allenatore del Casteldaccia in prima battuta parla della sua vita da professionista di settore e tecnico: “Non credo di per sé che ci sia una correlazione tra un lavoro e l’attività da allenatore – afferma a PalermoToday - probabilmente la formazione universitaria aiuta nel momento in cui ti dà un metodo di apprendimento ma non è un binomio. Forse il fatto di voler riuscire nella mia professione, che richiede aggiornamento costante in materia fiscale, mi dà voglia di farlo anche nel calcio, dove cerco sempre di ottenere risultati e di capire come riuscirci, massimizzando il tempo. Alleno con passione e mi capita alle volte di pensare più al calcio che al lavoro, cosa che devo gestire, visto che le mie responsabilità professionali tolgono tante energie mentali. Da allenatore credo che la differenza venga fatta non tanto dalle sedute quanto da quel che pensi mentre non alleni”.

Il tecnico bagherese analizza poi il percorso compiuto dal club granata, culminato col salto di categoria: “E’ stata una stagione assolutamente positiva - spiega - la squadra era stata costruita per fare bene ma non sempre come si sa questo basta per vincere anche perché c’erano altre realtà ben attrezzate. Sapevamo di poter fare un ottimo campionato ma che sarebbe stato difficile: rispetto alla mia esperienza a Marineo, in questo girone c’erano tante piazze importanti e con grande tradizione. Siamo stati bravi perché nei momenti negativi della stagione siamo riusciti a cambiare marcia e a superare le squadre che avevamo davanti. Non era una cosa facile riuscire a fare una striscia di 15 partite tra campionato e coppa”.

Pagano parla poi di quello che per lui è stato il momento di svolta della stagione: “Per me la stagione nostra è girata nella gara d’andata contro il Resuttana -sottolinea -abbiamo perso 2-1 ma abbiamo fatto una grande partita contro la grande favorita del torneo, da lì abbiamo preso consapevolezza e autostima. Da lì abbiamo trovato quella voglia di vincere che ci ha portato lontano come anche l’attaccamento al gruppo che si è creato: in queste categorie le cose cambiano ogni anno e quindi affezionarsi al gruppo fa la differenza. I ragazzi hanno fatto cose straordinarie vincendo partite difficili in trasferte complicate dimostrando motivazioni straordinarie. Questo ci ha fatto capire che eravamo forti: poi la fortuna aiuta gli audaci e noi lo siamo stati”.

L’allenatore del Casteldaccia fa poi un paragone tra la promozione ottenuta coi granata e quella di due anni fa con l’Oratorio San Ciro e Giorgio: “In entrambi i casi l’obiettivo è passato da una partita secca - racconta - questo è quello che mi inorgoglisce di più: vincere un campionato nel campionato ti lascia qualcosa di speciale perché non è una cosa che succede ogni giorno. L’unico paragone può essere questo perché per il resto sono due storie diverse. A Marineo siamo cresciuti partita dopo partita vedendo che potevamo stare in alto: il dualismo con Misilmeri, paese limitrofo, e giocare nello stesso campo ci ha dato l’entusiasmo per andare a inseguire loro che erano favoriti. Il mio Marineo era una squadra esperta e di carattere; il mio Casteldaccia una squadra giovane e tecnicamente forte. Quel che mi inorgoglisce da allenatore è che in entrambi i casi le squadre hanno accolto quel che ho proposto”.

In chiusura Pagano parla delle sue prospettive future: “Questa promozione mi lascia tanto entusiasmo - conclude - ripartire dopo due anni di stop non era facile e dietro questo risultato c’è stato un grande lavoro orientato al risultato. Mi rifaccio a quello che ha detto Klopp ovvero che l’obiettivo non è allenare la squadra più forte ma lavorare per poter battere la squadra più forte: alle volte ci si riesce, altre no perché il calcio è questo, ma l’idea è quella. Del futuro ne parleremo prossimamente, ancora non ho parlato con la società. Mi piacerebbe misurarmi con l’Eccellenza ma bisogna capire come conciliare il tutto con la mia vita professionale perché parliamo di un campionato che ti toglie tanto a livello di energie mentali. Vedremo.

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