Martedì, 26 Ottobre 2021
Calcio

In autostop o a piedi da Palermo: quella mitologica trasferta a Catanzaro sognando la Serie A

Amarcord, 28 maggio 1978: trascinati dai loro bomber Chimenti e Palanca, giallorossi e rosanero si affrontarono in quello che fu un vero e proprio spareggio per la massima serie

Pensi al Palermo contro al Catanzaro e se sei un over 50 la mente torna indietro di oltre 40 anni. Durante il periodo della presidenza Barbera il Palermo si era assestato in una dimensione ben definita: Serie B senza però mai negarsi la licenza di sognare qualcosa di più importante. Come nella stagione 1977/1978 quando la società rosanero arrivò ad un passo dalla Serie A trovandosi di fronte proprio il Catanzaro.

Nel campionato precedente il Palermo era reduce da una salvezza a onor del vero neanche troppo tranquilla, visto che fu aritmeticamente certa solamente all’ultima giornata dopo il pari interno contro il Novara poi retrocesso. Alla squadra, guidata da Fernando Veneranda, era mancato qualcosa soprattutto in attacco, dove di fatto c’era una sola punta di ruolo, Magistrelli: troppo poco per poter sperare in risultati più appaganti.

Per la stagione successiva il Palermo riparte dallo zoccolo duro costituito dai vari Majo, Di Cicco, Citterio e Favalli  implementandolo con alcuni nuovi acquisti: per l’attacco viene scelto Chimenti. Il Chimenti in questione non è il Francesco che da anni va in doppia cifra in B alla Sambenedettese bensì il fratello minore, Vito, reduce da due grandi stagioni in C con la maglia del Matera ma ai più misconosciuto. Basso, fisicamente strutturato al limite dell'imbolsito con capelli lunghi un po’ radi e due baffoni che fanno provincia, Chimenti a prima vista ricorda tutto fuorché un centravanti ma dietro quell’aria da vicino di casa simpatico si nasconde uno dei più grandi giocatori che abbia mai vestito la maglia rosanero.

Che Chimenti fosse l’uomo della svolta fu evidente già nel suo debutto contro il Napoli in Coppa Italia in una partita persa 2-3 nella quale segnò due gol tra cui uno di pregevole fattura con una botta dai 30 metri. Nel corso del campionato la sua imprescindibilità divenne una realtà di fatto. La famosa “bicicletta” era solo il più reclamizzato dei colpi di un repertorio nel quale non mancava nulla: destro, sinistro, stoccate, giocate di fino, persino il colpo di testa. Con l’Ascoli in fuga già nel girone d’andata, per le piazze d’onore della Serie B 1977/1978 si forma un pacchetto di mischia clamoroso che coinvolge praticamente metà campionato: tra queste squadre ci sono sia il Palermo, trascinato dal suo bomber, che il Catanzaro.

Anche i giallorossi possono contare su un grande attaccante: Massimo Palanca. Palanca come Chimenti è nato nel 53, è brevilineo, ha un paio di baffi che fanno provincia e segna con regolarità: le uniche differenze con l’attaccante rosanero stanno nei capelli un po’ più folti e nel fatto di essere squisitamente mancino con un piede piccolissimo ma telecomandato. Quando nel finale di stagione si cominciano a delineare i rapporti di forza Palermo e Catanzaro sono le due squadre messe meglio e allo scontro diretto della trentaseiesima giornata arrivano appaiate a 39 punti in zona promozione: lo sono quasi invece Chimenti e Palanca visto che il primo è capocannoniere a 16 gol e il secondo segue a 15.

L’incontro in programma nell’allora Stadio Militare (oggi Nicola Ceravolo, all’epoca presidente giallorosso) è una partita che vale la gloria nella quale la sfida tra i due cannonieri è destinata ad essere determinante. Il 26 maggio a Catanzaro c’è l’aria del grande evento e nella marea giallorossa di quel giorno c’è una forte sfumatura rosanero: i tifosi del Palermo accorrono in massa nella città calabrese e sono tanti quelli che pur di esserci si arrangiano per come possono muovendosi con mezzi più o meno improvvisati, in autostop e forse persino a piedi. Tutto pur di esserci. Purtroppo, però la partita si rivelerà uno dei tanti capitoli amari della storia del Palermo negli incroci diretti.

Il Catanzaro infatti trascinato dal suo pubblico mette subito le marce alte con il Palermo costretto sin da subito a inseguire. Palanca a inizio primo tempo sblocca la partita su un rigore da lui stesso guadagnato per poi segnare al 51’ con un diagonale mancino dopo essersi involato sulla fascia sinistra in situazione di contropiede. Chimenti dal canto suo risponde quattro minuti dopo servendo l’assist a Magistrelli per il gol del 2-1. Il Palermo si getta ancora più disperatamente in avanti ma lo sbilanciamento dei rosanero consente ai padroni di casa di trovare con Renzo Rossi il gol del definitivo 3-1. Il Catanzaro supera il Palermo; Palanca supera Chimenti nella classifica dei marcatori. I due ironia della sorte, giocheranno insieme in Serie A proprio in maglia giallorossa nella stagione 79/80.

Per i giallorossi è l’inizio del sogno: per i rosanero invece la fine dello stesso. Il Palermo nelle due successive partite pareggia con la Cremonese e perde col Cesena: il Catanzaro invece viene promosso assieme all’Avellino nella massima serie dopo la vittoria nell'ultima giornata contro il Como. A 43 anni di distanza da quella partita storica Palermo e Catanzaro si ritrovano in campo per il primo dei tre incontri, compresa la Coppa Italia, in cui dovranno affrontarsi in questa stagione. Al momento rispetto a quel 28 maggio 1978 di comune possono esserci solo le ambizioni di gloria, visto che la stagione è appena iniziata. Chissà se però quest’anno come allora le due squadre non possano ritrovarsi ancora contro in una sfida decisiva per la promozione.

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