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Sabato, 22 Giugno 2024
Calcio

Trasferta del Palermo a Brescia, Corini contro il suo passato: "Per me non sarà mai una partita come le altre"

Lunedì il lunch match sul campo della squadra lombarda: le Rondinelle hanno appena cambiato allenatore, chiamando in panchina Aglietti. I rosanero non vogliono interrompere la striscia di risultati utili consecutivi che dura da quattro turni. Il tecnico: "Vogliamo chiudere bene il girone d'andata"

Sarà una partita speciale quella di lunedì 26 dicembre per Eugenio Corini: l'allenatore rosanero è nato in un paesino in provincia di Brescia (Bagnolo Mella) e ha giocato e allenato in Lombardia. La carriera da calciatore del Genio comincia proprio dalle giovanili del Brescia, prima di passare in prima squadra dove gioca per tre stagioni: dal 1987 al 1990. Da allenatore ha guidato le Rondinelle in tre parentesi diverse.

"Tornare a Brescia è sempre qualcosa di speciale - ha esordito l'allenatore rosanero - fa parte della mia vita sia personale che sportiva. A Brescia ci ho giocato, allenato, lì ho vissuto emozioni forti. Ho ottenuto una promozione in serie A e l’abbiamo sfiorata anche l’anno scorso. Sono felice di tornarci: contro il Brescia non sarà mai una partita come le altre. Noi vogliamo chiudere bene il girone di andata, che è stato super equilibrato per tutti i club. Nelle ultime dieci partite abbiamo trovato una buona continuità, sia sotto il profilo delle prestazioni che sotto l’aspetto dei risultati. Non mi sbilancio però: bisogna sempre pensare una gara alla volta e lo faremo anche per il match di Brescia".

A Brescia Corini è stato allenato da un presidente vulcanico, grande amico dell'ex indimenticato patron Maurizio Zamparini e spesso paragonato all'imprenditore friulano per i suoi modi di vedere il calcio: Massimo Cellino. 

"L'anno scorso, quando ho deciso di terminare la mia avventura a Brescia nonostante il mio contratto, ci siamo confrontati. Era giusto per entrambi chiudere quella esperienza e secondo me l'abbiamo chiuso bene. Con Cellino ho avuto un rapporto forte, di grande confronto e scontro: su certe cose, secondo me, un allenatore deve avere una forza interiore che lo porta a schierare una squadra che ritiene sua. Io ho sempre fatto così e mi è stato permesso di farlo. E' stato un percorso molto bello: quando mi ha richiamato mi ha detto che il rammarico è stato di non giocare la serie A insieme. Anche per me rimarrà un grande rammarico. Allenare a casa, che è come qui a Palermo, è una responsabilità diversa: bello, entusiasmante, difficile”.

Crisi Brescia

Le due squadre arrivano al match in un momento completamente differente: il Palermo nelle ultime dieci ha totalizzato 16 punti, i lombardi hanno fatto una sola vittoria nelle ultime dodici giornate. Un punto conquistato nelle ultime quattro partite disputate, segnando peraltro solo un gol. In casa due sconfitte consecutive nelle ultime due gare: tutto ciò ha determinato l'esonero di Clotet e l'arrivo del nuovo allenatore Alfredo Aglietti.

Sarà la quinta volta in stagione che i rosanero affrontano una squadra che ha cambiato guida tecnica: un'insidia in più nella economia del match.

"Aglietti lo conosco molto bene, è un allenatore molto bravo: abbiamo poche indicazioni su come giocheranno. Quest'anno siamo stati poco fortunati quando abbiamo affrontato squadre che hanno cambiato tecnico - ha dichiarato Corini - è una difficoltà in più che si aggiunge a quelle già presenti. La partita sarà oggettivamente difficile ma vogliamo fare bene anche lì". 

I dubbi di formazione 

"Per noi è stata una settimana un po' particolare: anche oggi Bettella e Sala hanno fatto lavoro differenziato, ma domani contiamo di reintegrarli e di averli con noi. Con Gomes abbiamo un grandissimo problema, per via di un dolore al dente del giudizio. Partirà con noi, proveremo a recuperarlo ma non so se riuscirà a partire dall’inizio: valuteremo nei prossimi due giorni".

Una crescita costante dopo Terni

Dopo la gara di Terni c'è stata una svolta: i miei giocatori hanno saputo reggere le difficoltà, le pressioni, sia in casa che fuori. Attraverso le difficoltà ti consolidi, capisci cosa vuoi essere: è importante sapere affrontare le problematiche. La classifica delle ultime dieci giornate certifica la nostra crescita, dobbiamo essere umili e saper costruire la nostra mentalità attraverso l'allenamento. Abbiamo tracciato una linea e sappiamo tutti che dobbiamo starci dentro. Anche nelle sconfitte le prestazioni ci sono state, la squadra c'era sempre. La linea che voglio dare ai miei giocatori è questa: un grande allenamento durante la settimana porta a dei risultati importanti". 

La tifoseria componente essenziale

"Io credo che i tifosi siano una componenente fondamentale di ogni club: noi abbiamo una grande responsabilità nei loro confronti. Il tifoso si fa un'idea attraverso i risultati in campo. Conosco bene la tifoseria rosanero, è intelligente: recepisce, ascolta, osserva. Per noi i tifosi sono un grande stimolo, ci invogliano a fare sempre meglio, partita dopo partita".

Corsi e ricorsi storici

Brescia-Palermo si giocherà lunedì alle 12:30: il primo lunch match nella storia del campionato italiano fu proprio un Brescia-Palermo del settembre 2010. Il match finì 3-2 per i lombardi, allenati da Beppe Iachini. Sulla panchina rosanero siedeva Delio Rossi.

Il match ha un significato particolare anche per Andrea Accardi: il picciotto palermitano ha esordito nel campionato di serie B con la maglia rosanero in un Brescia-Palermo. Era il 2 settembre 2017, il Palermo era allenato da Tedino. Accardi scese in campo nei minuti finali.

Alla stagione successiva risale l’ultimo precedente a Brescia tra le due squadre: nel settembre 2018 vinse il Brescia 2-1 con doppietta di Donnarumma. In panchina per il Brescia c’era Corini, nel Palermo segnò Moreo che oggi gioca proprio dall’altra parte: quella partita sancì, inoltre, l’esonero di Tedino. Altra curiosità, quello fu l'ultimo esonero in assoluto dell’era Zamparini. In quel Brescia, tra l'altro, c’era anche Mateju in campo, che subentrò in quella gara a Sabelli.

Molti tifosi ricorderanno anche la vittoria al Rigamonti nella prima stagione al ritorno in serie A: nel campionato 2004/05 arrivò la prima vittoria in trasferta, 0-2 con gol di Brienza e Zauli. In panchina c’era Guidolin e quella vittoria pose fine ad un digiuno di 36 anni di vittorie in trasferta nella massima serie.

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