Mercoledì, 17 Luglio 2024
Calcio

L'ex rosanero Alino Diamanti si ritira a 40 anni: sabato la sua ultima partita in Australia

Il fantasista toscano appenderà le scarpette al chiodo dopo aver affrontato il Perth Glory con la sua Western United, squadra australiana con cui gioca dal 2019. Genio e sregolatezza, mancino delicatissimo, con la maglia del Palermo non ebbe fortuna in una stagione tribolata conclusasi con la retrocessione in serie B

Alessandro “Alino” Diamanti - che il 2 maggio compirà 40 anni - ha deciso di appendere le scarpette al chiodo: il fantasista di Prato ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato. Sabato l’ex calciatore rosanero giocherà la sua ultima partita, con la maglia del Western United, squadra australiana con la quale gioca dal 2019: l’avversario sarà il Perth Glory.

"Dopo 23 anni sabato sarà la mia ultima partita. Un milione di cose da dire, centinaia di foto da mettere, migliaia di persone da ringraziare, ma sarò semplice: sono un uomo felice. Io che ho sempre cercato di essere un calciatore della gente, per la gente, io che ho sempre seguito i valori veri del calcio. Non sono stato un giocatore da 100 trofei – ha scritto in un post emozionante su Instagram il calciatore toscano - ma sono stato un giocatore che si è sentito amato: dai miei cari innanzitutto e poi da tutte le migliaia di persone che mi seguono da più di 20 anni. Un amore profondamente vero, l'amore che voi tifosi mi avete costantemente sempre dato. È stata ed è la mia più grande vittoria. Adesso sono pronto ad affrontare altre sfide con gli stessi valori e con le stesse certezze che mi hanno accompagnato fin dal primo momento che ho preso in mano il pallone: passione, lavoro duro, umiltà, entusiasmo, sana follia e tante risate".

Sinistro delicatissimo, grande tecnica, estro e la sana follia dei talenti toscani: Alino Diamanti ha fatto appassionare migliaia e migliaia di tifosi. Con i suoi riccioli biondi ha dipinto parabole strepitose, da calcio d’angolo o su punizione: il suo mancino vellutato rappresentava sempre un pericolo per i portieri avversari.

Muove i suoi primi passi nel Santa Lucia, poi la chiamata del Prato, la sua squadra del cuore. Ma è ad un centinaio di chilometri di distanza, a Livorno, che il suo talento sboccia definitivamente: con la società di Spinelli, Diamanti mette in mostra tutto il suo estro collezionando 24 gol e 13 assist in due stagioni tra Serie A e B.

Dal 2009, una nuova vita a Londra: il West Ham di Zola lo vuole in Premier e lui non sfigura. Per lui 8 gol e 6 assist in una stagione. La parentesi londinese viene poi troncata dal ritorno in Italia, prima a Brescia e poi a Bologna: con i rossoblù Alino vive uno dei periodi più belli della sua carriera. Soggiornerà sotto la Torre degli Asinelli per tre anni, mettendo a referto 22 gol e 24 assist in 88 presenze totali.

Il 7 febbraio 2014 un altro toscano lo chiama per una sfida dall’altro capo del mondo: è Marcello Lippi che lo vuole in Cina, al Guangzhou. Quattro reti per lui e tanti colpi da prestigiatore, quindi il ritorno in Italia, nella sua Toscana: c’è la Fiorentina ad attenderlo. Quindi le esperienze con Watford e Atalanta, prima di vestire la maglia rosanero.

Non un’esperienza felicissima per lui, un solo gol in stagione e la retrocessione del club in serie B. Neanche Alino ricorda il rosanero con grande trasporto, avendolo dichiarato in una vecchia intervista rilasciata a “La Repubblica”. “Una scelta sbagliata, la mia. Non la rifarei a quelle condizioni. Felice soltanto per il feeling avuto con la città. Ho tanti amici palermitani, alcuni anche a Melbourne. Mi dispiace solo che, ai tempi, non si poteva fare calcio: Zamparini, già dopo pochi giorni, mi rompeva le scatole, cinque allenatori cambiati, calciatori ai quali non interessava niente della maglia. Eravamo in A, ma l’entusiasmo mancava. Da avversario, il Barbera sembrava un ambiente diverso, avevamo paura di un campo difficile e dei tifosi. Non avevo mai giocato al Sud e Palermo mi sembrava la migliore prospettiva. Chiamai Balotelli e gli dissi: Dai, vieni, ci divertiamo... Mi rispose di no, perché la squadra non gli piaceva. Alla fine ha avuto ragione. Ho trovato un casino indescrivibile, troppi stranieri. Ognuno per i fatti suoi e club senza identità. Nei momenti di difficoltà non ci siamo mai compattati. Non auguro a nessuno il trattamento che mi hanno dedicato sia umanamente che professionalmente. Sono stato bistrattato, hanno cercato di togliermi amore, di delegittimarmi e, sinceramente, ci sono riusciti. Era tutto, meno che calcio", ha proseguito Diamanti.

La gente, però, lo accolse con grande gioia e lui non tardò a diventare uno dei beniamini della tifoseria. Dopo il rosanero ha indossato le maglie di Perugia e Livorno, quindi una nuova avventura in un altro mondo: l’Australia.

In Nazionale venne chiamato nel 2010 da Cesare Prandelli e giocò l’europeo del 2012, conclusosi con la batosta in finale contro la Spagna. Prese parte anche alla Confederations Cup 2013, chiusa al terzo posto. Sabato si chiuderà il cerchio di una carriera iniziata nel lontano 1999. Il futuro è un mistero, un enigma da risolvere: intanto il ritiro, poibo…Come ama dire lo stesso Alino, che di questo motto ha anche realizzato un brand di abbigliamento.

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