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Budan ricomincia: è il nuovo team manager del Palermo

Ad annunciarlo è la società di viale del Fante sul proprio sito. Stracciato il contratto da calciatore, a 33 anni, il croato di Fiume riparte dalla scrivania. Gol, lacrime e accuse: la sua è una storia da libro Cuore. Intanto Amoruso lascia

Saranno quei capelli bianchi, fioriti all’improvviso. Sarà il portamento, la classe, da bomber gentiluomo. Gli occhi. In fondo Budan l’aria da team manager l’ha sempre avuta. La vita di Igor il Buono cambia di nuovo. La sua storia è un ottovolante. Il globetrotter del nostro calcio non si ferma mai. Una vita a dare calci e testate al pallone, ovunque. Poi d’improvviso la tragedia, il trasloco, le accuse e l’addio al calcio. Neanche il tempo di appendere le scarpe al chiodo, però. Perché lui, il Gigante di Fiume, ha ancora voglia di stupire. Dietro la scrivania, con la giacca sempre stirata. 

Igor Budan è un uomo nuovo. Ha ritrovato il sorriso, a un anno di distanza dalla morte della figlioletta Amber. La notizia era nell’aria da un po’, adesso è realtà. Budan è ufficialmente il nuovo team manager del Palermo. A 33 anni ha preso il contratto da calciatore e lo ha stracciato, per inventarsi una nuova vita. Oggi l’annuncio della società di viale del Fante, sul proprio sito. 

Orizzonti inesplorati, una carriera ancora da scrivere. Intanto farà su e giù da Coverciano, dove frequenterà anche il corso per diventare direttore sportivo. Sulla scia di Igli Tare, il lungagnone della Lazio. Passato in un amen dal cuore dell’area di rigore, ai box del calciomercato. Budan s'è tolto la tuta: ha smesso perché non si divertiva più. La sua avventura da calciatore forse è finita col Parma, in una notte di mezza estate. Il gol in amichevole, gli applausi e le lacrime del Barbera. Una storia da libro Cuore. Una vita da panchinaro nel Palermo. Ma da titolare nel cuore dei tifosi. Farà da collante tra squadra e dirigenza, che proprio oggi perde Nicola Amoruso: rescissione consensuale. 

Si chiama Budan la sorpresa annunciata da Gattuso, nella sua prima apparizione siciliana. Sessantasei partite col Palermo, 14 gol, otto club italiani. Igor si ferma a un soffio dalle 300 presenze in carriera. Una storia fatta di gol e infortuni. Panchine, lacrime e accuse. “Sei la spia di Zamparini”, gli dissero prima di lasciare Palermo per l’ultima volta. Valigia sempre in mano, Igor ha raccolto lontano dalla Sicilia i fiori del riscatto professionale. A Bergamo e Parma le sue stagioni di grazia. Ma la sua è stata una carriera telecomandata. Un andirivieni infinito da Palermo. La città che lo ha accolto quand’era ancora un ragazzino senza capelli bianchi. E che oggi gli ha chiesto di mettere le radici.

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