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Dal barcone alla maglia del Palermo, la rivincita di Buba: "Un futuro da prendere a morsi"

L'ex presidente Associazioni allenatori Sicilia, Bino Abisso, si è accorto del baby gambiano ai tempi della Parmonval. A PalermoToday dice: "Il viaggio di Marong per arrivare in Italia potrebbe essere paragonato a un film dell'orrore, per lui il calcio è davvero un motivo di vita"

La pazienza - talvolta - è davvero la virtù dei forti. Lo sa bene Bubacarr Marong, difensore gambiano classe 2000 arrivato in Sicilia con zero certezze, ma tante ambizioni: una su tutte quella di fare del calcio la propria ragione di vita. Firmando il primo contratto da professionista con il Palermo questa estate il suo sogno è diventato realtà, ma il coronamento è arrivato a distanza di mesi, con l'esordio contro la Vibonese. Una partita convincente. In Gambia la sua famiglia ha fatto il tifo per lui. E a Palermo invece c’è chi come Bino Abisso dirigente della Parmonval che ha visto crescere Buba (così viene chiamato) non ha trattenuto l'emozione vedendolo destreggiarsi sabato pomeriggio al fianco di giocatori del calibro di Santana. “Ho vissuto novanta minuti in apnea, Marong è un ragazzo d’oro. Il calcio è la sua ragione di vita”, ha raccontato l’ex presidente Associazioni allenatori Sicilia a PalermoToday.

La parentesi in Libia, poi il viaggio in mare aperto con destinazione Trapani “con la speranza che il barcone restasse a galla”, disse Marong in una delle sue prime interviste e infine lo sbarco colmo di tante speranze. Proprio qui, in Sicilia, dove un Buba giovane e privato dell’affetto dei propri cari prova ad aggrapparsi a un sogno rotondo: il pallone da calcio. “Il viaggio che Buba ha fatto per arrivare in Italia potrebbe essere paragonato a un film dell'orrore - dice Abisso -. Ci ha sempre raccontato di essersi dovuto rimboccare le maniche in Libia per potersi pagare il viaggio sino all’Italia. Nel barcone con cui è arrivato in Italia si parlava soltanto di sopravvivenza. Buba pensava soltanto ad arrivare in Italia per iniziare un nuovo capitolo della sua vita. E a proposito del calcio, per lui è davvero un motivo di vita. Nel 2018 arriva da noi, alla Parmonval, grazie a mister Paolo Calafiore, che ci  aveva subito avvertiti del fatto di aver messo gli occhi su un ragazzo speciale. Marong si è sempre contraddistinto non soltanto per la sua qualità da calciatore, ma per il comportamento in campo e per il suo affabile modo di porsi. Un ragazzo esemplare, rispettoso educato e sempre disponibile con tutti. Atteggiamenti per nulla scontati. Alla Parmonval abbiamo apprezzato tanto il Marong calciatore, ma ancor di più Marong uomo”. 

E se per tutto il popolo palermitano l’ottima prestazione di Marong  contro la Vibonese è stata una vera e propria sorpresa di Pasqua arrivata in ritardo, lo stesso non si può dire per chi gli ha visto dare i primi calci a un pallone in Italia. “Secondo me – confessa Abisso - per le qualità che possiede, finora ha raccolto molto meno di quello che merita. Parliamo di un giocatore che nel dna ha un temperamento fuori dal comune, in campo sa destreggiarsi perché è sicuro dei propri mezzi. A mio avviso, se dovesse continuare a giocare, potrebbe anche collezionare qualche gol. E’ nelle sue corde. È dotato di un tiro pulito e preciso e sa staccare discretamente di testa, gli piace proporsi in fase offensiva. Bubacar è un animale in campo, ha voglia di mangiarsi a morsi il terreno di gioco. Ricordo che il ragazzo fu a un passo dai rosanero già a dicembre del 2018, quando Sandro Porchia voleva aggregarlo alla primavera. Parlando con il ragazzo però arrivammo alla conclusione che sarebbe stato meglio proseguire la sua avventura alla Parmonval per completare la maturazione in un campionato d’Eccellenza. Doveva ancora assimilare le logiche del calcio italiano. Finalmente i sacrifici l’hanno ripagato. Sabato Buba non ha soltanto esordito, ma l'ha fatto nel migliore dei modi. E tutto ciò non mi sorprende affatto. La pazienza è la sua forza, speriamo che questo momento non sia il canto del cigno, ma possa esserci una certa continuità. Speriamo anche che Buba possa dare tante soddisfazioni anche alla sua famiglia in Gambia a cui il ragazzo è molto legato”.

Così a distanza di qualche giorno dal match con la Vibonese l'ottima prestazione dal gambiano resta l'unica nota lieve di un ennesimo sabato pomeriggio insipido e privo di gioie per il club rosanero. E pensare che  Marong quest'estate è stato davvero a un passo dal non essere confermato dalla società rosanero. E invece allenamento dopo allenamento e partita dopo partita il difensore gambiano è finalmente riuscito a coronare il suo sogno: esordire da professionista. “Per la prima volta quest’anno – racconta Bino Abisso - sono andato allo stadio per vedere giocare il Palermo. Assistere all’ esordio di Marong – dice - è stato come vedere mio figlio coronare il suo sogno. Ho vissuto novanta minuti in apnea, sperando fino all'ultimo che non commettesse qualche errore figlio dell’emozione. Ricordo come se fosse ieri e custodisco con affetto quella finale per il titolo regionale Juniores. Buba  - continua – doveva rispettare il digiuno del Ramadan e quindi non poteva né mangiare né bere in certi orari della giornata. Ci teneva tanto a quella partita, così si alzò alle tre di mattina facendo il pieno di riso per non accusare eccessivamente la fatica. Dopo un ottimo primo tempo, nella ripresa calò leggermente e ricordo che a fine partita venne da noi a scusarsi, quasi come si volesse giustificare. Ci disse che la sua religione non l'avrebbe mai abbandonata per nessuna ragione al mondo. Ci colpì tantissimo questa cosa perché quel gesto – conclude - descrive benissimo il tipo di persona che è Bubacarr”. 

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