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Il diamante di Fondo Patti

Il diamante di Fondo Patti

Il sogno americano del Diamante: arrivano i club della Major League

Dirigenti e allenatori di alcune società della lega professionistica di baseball più importante del mondo hanno visitato l'impianto di fondo Patti. L'idea è di rilevarlo dal Comune per utilizzarlo per svolgere stage di preparazione e amichevoli

Il Diamante potrebbe tornare a luccicare. Arrivano gli americani. Si profila un futuro essere a stelle e strisce per l’unico impianto di baseball in città. A mettere gli occhi sulla struttura di fondo Patti sono alcune società della Mlb, la Major League. Ovvero la lega professionistica di baseball nordamericana: il campionato di più alto livello al mondo.

Dirigenti e allenatori hanno già preso i primi contatti. Il Comune affiderebbe agli “yankees” il rilancio del Diamante, affascinati come sono dall’impianto, “uno dei migliori d’Europa - come ha spiegato il presidente regionale del Coni, Giovanni Caramazza –. Gli americani verrebbero a Palermo per svolgere stage di preparazione e qualche partita di allenamento, in un altro clima rispetto a quello loro, ideale in alcuni periodi dell’anno. Ci sono dei club americani che sono innamorati ancora oggi del Diamante”. I fatti risalgono ai mondiali di 15 anni fa. Una grande vetrina per l'impianto, che non a caso è stato battezzato da una star a stelle e strisce.

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Al momento nel Diamante si fa poco. I fasti sono lontani. Costruita nel 1997 in previsione delle Universiadi e dei successivi mondiali di baseball del 1998, l’opera fu inaugurata in pompa magna con la ciliegina della presenza della cantante americana Liza Minnelli. Poi la struttura ha ingoiato tanta polvere, fino a varcare la soglia del dimenticatoio. Gli avversari? Vandali e indifferenza. Il Diamante vantava il più grande tabellone luminoso e il miglior impianto d’illuminazione d’Italia (dopo quello di Parma) ma negli ultimi mesi sono stati rubati tutti i cavi elettrici. Sul fondo erboso ha pesato anche la cervellotica scelta di fare disputare un’esibizione di motocross che ha martoriato il manto già logorato dalla scarsa manutenzione.

A disegnare il futuro è il Coni, promotore del progetto, insieme al Comune. L’idea è di affidare la struttura ai privati. Resta in seconda linea l’ipotesi, forse meno suggestiva, di consegnarla a un consorzio di federazioni sportive. Ma un ruolo da protagonista, nel Diamante che verrà, lo reciterà anche il rugby. Un’operazione da 1,2 milioni di euro, dall’assegnazione dell’ appalto serviranno circa sei mesi per rimetterlo a nuovo, con il passaggio dal manto erboso al sintetico.

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