Caso Barbera, pronta la controproposta: il Palermo disposto a pagare 50 mila euro all'anno

La società rosanero è fiduciosa che si riesca ad arrivare a un'intesa di massima sul fronte concessione. Mirri pensa che la cifra congrua possa essere rappresentata dallo 0,5% del fatturato della società. Orlando: "Il Consiglio tenga conto di limitazioni di utilizzo dell'impianto"

Lo stadio Barbera - foto Francesco Giacalone

Cinquantamila euro all'anno. E' questa la cifra che il Palermo ritiene congrua per avere in concessione il Barbera. Non è una cifra buttata a caso, ma rappresenta lo 0,5 del fatturato che la società di Mirri presume di incassare nella prossima stagione. Una cifra commisurata alla realtà attuale, visto che nell'era Zamparini i rosanero versavano nelle casse del Comune circa 340 mila euro. Ma - fa notare la società - erano altri tempi e altri incassi. Intanto sul caso stadio scendono in campo i tifosi, che hanno lanciato una petizione sul web: “Il Palermo è dei palermitani". Intanto Mirri e Sagramola sono in attesa della bozza di proposta del Comune. Nel frattempo Orlando invita il Consiglio a "tenere conto di limitazioni di utilizzo dell'impianto e di agevolazioni normative su fiscalità" (video in basso).

Per l’Amministrazione non si tratterebbe altro che di un’incomprensione, anzi. Più precisamente di “una tempesta in un bicchier d’acqua. Ma se questa diatriba dai colori prettamente politici non dovesse rientrare in tempi brevissimi il bicchiere potrebbe anche frantumarsi. Da viale del Fante filtra ottimismo, perché la speranza, oltre che la volontà, è sempre stata quella di riuscire a trovare un’intesa di massima il prima possibile. Non è un mistero infatti che la dichiarazione di Sagramola in cui affermava di aver già preso in considerazioni altri stadi in caso di mancato accordo sia soltanto una clamorosa provocazione. Un messaggio chiaro e conciso che come unico destinatario ha quello dell’amministrazione comunale. Un’ipotesi estrema, quasi impossibile da immaginare. Figuriamoci da attuare. Come dire che alla fine la società possa non iscrivere la squadra al prossimo campionato qualora non si dovesse trovare un accordo. Mirri e Sagramola attendono con ansia che dagli uffici comunali, gestiti sia dall’assessore che dal sindaco, arrivi una bozza di proposta. Poi spetterà alla società rosanero fare le proprie valutazioni. Il Palermo non vuole certamente esimersi dal pagare, ma vorrebbe che fossero cifre congrue al “tenore” di vita di una società nata appena un anno  fa e che si appresta a disputare il campionato di Serie C. 

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E pare che il Palermo abbia già pronta una controproposta, nello specifico un meccanismo commisurato che varia dai 5 mila euro che attualmente paga il Messina (parametro preso in esame da Mirri e Sagramola) ai 340 mila che invece pagava la precedente gestione targata Zamparini. Una cifra cospicua, che il Palermo sarebbe anche disposto a pagare, ma una volta tornato nella massima serie, quando il fatturato del club magari si avvicinerà a quelli di un tempo. Perché è questa la chiave di lettura del club rosanero come snodo di questa vicenda: il fatturato della società. Vale a dire stabilire una percentuale in base agli incassi, quindi, considerati i 340 mila euro di qualche anno fa, lo 0,5% in proporzione al fatturato. Quindi se ad esempio il prossimo anno il Palermo dovesse fatturare 10 milioni, la cifra ritenuta più congrua dal club rosanero per il canone dello stadio si aggirerebbe intorno ai 50 mila euro. Numeri ben distanti invece dai 340 mila euro richiesti attualmente. Ma un’intesa andrà senz’altro trovata prima della scadenza dell’iscrizione del campionato,  che a causa del Coronavirus e dalla conseguente ripresa dei campionati potrebbe coincidere con gli ultimi giorni di luglio. O al massimo con la prima settimana di agosto. 

Una netta presa di posizione intanto l’hanno certamente presa i tifosi. o meglio, una parte. Che vorrebbe poter assistere anche il prossimo anno alle gare interne della propria squadra del cuore al Renzo Barbera. “Il Palermo calcio non è di Zamparini o di Mirri ma della città di Palermo – recita il testo - . I tifosi della nostra città hanno già sofferto abbastanza per le recenti peripezie. Non si può accettare una ulteriore umiliazione! Non si può chiedere ad una società che fattura il 5% di quando era in ‘A’ di pagare la concessione per un canone annuo uguale a quando era nella prima serie! Chiediamo al nostro Sindaco di intervenire risolvendo la questione, più saremo ad aderire alla petizione più sarà facile per lui isolare le opposizioni che stanno speculando su una questione fondamentale per la nostra tifoseria e per tutti i cittadini palermitani legati ai colori rosanero. Chiunque ami i colori rosanero non può non fare sua questa petizione; lo stadio Barbera è la nostra casa non possiamo essere sfrattati“.

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