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Ponte ci crede ancora: "Operazione inglesi non è conclusa, voglio comprare il Palermo"

Il proprietario del fondo Rafin è sbarcato in città e torna alla carica: "La mia offerta verrà fatta nuovamente non soltanto a Zamparini, ma anche a Richardson, Facile e Belli. Ho un progetto e conto di renderlo noto in una conferenza stampa"

Antonio Ponte - foto Stadionews.it

Due mesi di assoluto silenzio per poi tornare perentoriamente all’attacco: Antonio Ponte è in citta, questa volta (pare) per riuscire ad accaparrarsi il Palermo. Con o senza gli inglesi: e intanto il finanziere di Zurigo fa capire di avere le idee più che chiare: “Vorrei rendere noto il mio progetto in una conferenza stampa – ha detto Ponte al Giornale di Sicilia – d’altronde la trattativa con la compagnia britannica non è ancora stata conclusa”.

“Il presidente a caccia di soldi”, così venne definito Antonio Ponte quando fra apparizioni al Barbera e incontri con Zamparini a Vergiate, cercava insistentemente di acquisire il Palermo senza però poter mai contare su una buona liquidità finanziaria alle sue spalle. Adesso, a distanza di quasi due mesi, il proprietario del fondo Rafin sembra essere tornato insistentemente alla carica, tanto da essere sbarcato nella serata di ieri a Palermo. “Se sono giunto fin qui – svela Ponte nell'intervista - è per dimostrare non solo l’interesse concreto dei miei investitori nella società, ma anche l’importanza del coinvolgimento dei tifosi, una delle quattro parti indispensabili per il successo della squadra. Avrei dovuto trovare degli acquirenti entro giugno 2019 ma alla fine Zamparini cambiò idea decidendo di non poter più attendere giugno per la cessione. Trovai comunque due soggetti disposti ad acquisire la società con un’offerta di 25 milioni, con una partecipazione dell’imprenditore friulano pari a 15 milioni, ma rifiutò. Adesso sono ancora qui, ho un progetto e conto di renderlo noto in una conferenza stampa. Seguendo questa vicenda da quasi otto mesi e avendo conosciuto le persone che hanno annunciato l’acquisizione del Palermo, oltre che gli advisor di Financial Innovations, mi sono convinto della possibilità che questa operazione non sia ancora conclusa. Posso però essere smentito in qualsiasi momento”.

Così, dopo una breve parentesi inglese, il club rosanero improvvisamente potrebbe tornare a parlare italiano. O almeno è questo che per il momento lascia intendere Ponte, affermando fra l’altro di avere già intavolato una trattativa sia con la vecchia che con la nuova proprietà. “La mia offerta verrà fatta nuovamente non soltanto a Zamparini, ma anche a Richardson, Facile e Belli. Perché – continua – in passato ho trattato anche e soprattutto con loro. Mi è stato chiesto di partecipare e mi è stata proposta la presidenza a condizione di una mia partecipazione economica. Li ho ringraziati, ma ho declinato perché alla mia richiesta di avere un’evidenza della loro forza economica non ho ottenuto risposte. D’altra parte, non avevano alcun obbligo di fornirmele. La proposta è già stata presentata a Zamparini e l’ha definita interessante, pur essendo tutto in mano agli inglesi per il momento. Stando a quanto comunicato – conclude - sarei fuori causa. Nella vita però non si sa mai quello che può succedere”. 

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