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Martedì, 6 Dicembre 2022
L'impresa

Judown, il palermitano Migliore trionfa a Madeira: è campione del mondo

L'atleta, 24 anni, si è imposto sul tatami nella categoria -60 kg alla rassegna iridata che si è svolta lo scorso weekend in Portogallo e organizzato dall'organismo internazionale SU-DS (Sport Union for Down Syndrome)

Il judoka palermitano Davide Migliore, 24 anni, dell'Asd Special Boys sale sul tetto del mondo. L'atleta ha trionfato sul tatami nella categoria -60 kg al “III Campionato del mondo di Basket IBA21 e Judo Judown” che si è svolto lo scorso weekend a Madeira in Portogallo e organizzato dall'organismo internazionale SU-DS (Sport Union for Down Syndrome).

Un rientro in grande stile con un bottino ricchissimo di medaglie quello delle delegazioni nazionali di basket e judo Fisdir, reduci dall'avventura portoghese. La nazionale azzurra di basket si è aggiudicata, per la terza volta consecutiva, il titolo di campione mondiale assoluto, mentre la nazionale azzurra di judo è giunta seconda.

A rappresentare la Fisdir Sicilia, proprio Migliore, punta di diamante del judo siciliano nel mondo, allenato dai maestri Giosuè Giglio e Rosolino Giglio e Francesco Paolo Bondì e accompagnato nell'isola di Madeira dallo stesso Giosuè Giglio e dal medico Vito Giuseppe Adamo. 

"Davide è stato protagonista degli incontri più entusiasmanti di tutto il campionato -  ha riferito il referente tecnico regionale e nazionale Giglio - con performance di livello agonistico davvero di rilievo riconosciute anche dagli atleti e dai tecnici dei Paesi sfidanti”. Migliore, atleta di pluriennale esperienza ha affrontato due gare dove ha saputo distinguersi attraverso azioni e movimenti tecnici specifici ed entrambi gli incontri sono stati vinti, rispettivamente, per ippon (punteggio massimo) con un solo gesto tecnico (il tani otoshi o “caduta nella valle”) il primo e con due waza ari (mezzo punto ciascuno che insieme danno ippon) il secondo. 

"Davide, nel primo incontro, è riuscito a proiettare l'avversario – ha spiegato Giglio - schienandolo completamente sul tatami. Nel secondo, invece, ha dovuto impegnarsi un po' di più in quanto si è trovato di fronte un avversario molto agguerrito e di maggiore esperienza contro il quale ha lottato quasi 3 minuti, trionfando con un due waza ari ed un o soto gari (o “grande falciata esterna”). In entrambe le gare, Davide si è dimostrato sicuro, preparato e determinato - ha concluso Giglio - e ha ascoltato alla lettera le mie urla e i miei consigli che gli davo da bordo tatami: un orgoglio, il nostro e quello degli altri tecnici nazionali Paola Baroncelli e Chiara Meucci, senza precedenti".

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