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Accardi, dallo Zen fino in Indonesia: "Io, agente e papà adottivo di Mbaye"

L'ex calciatore palermitano giramondo da tempo gestisce la carriera dell'esterno del Bologna. Adesso il suo assistito per la legge diventerà un figlio a tutti gli effetti: "Vive a casa con me da sei anni, è cresciuto con la mia famiglia"

Giuseppe Accardi

C'è qualcosa che legherà per sempre il palermitano Beppe Accardi a Ibrahima Mbaye, talento sul punto di sbocciare e terzino di proprietà dell'Inter. Presto saranno padre e figlio. L'"ufficialità" arriverà dal Tribunale di Modena, che sta gestendo le pratiche. Ma ormai è fatta. A rendere più "singolare" la vicenda è che Accardi è anche agente di Mbaye. Il primo ha 52 anni, ha un passato più che onesto nel calcio che conta (Inter, Reggiana, Venezia). Il secondo, classe '95, ha i margini per sfondare. Il ragazzo vive da sei anni a casa del suo agente e della moglie ed è cresciuto con le sue due figlie.

La vicenda è stata raccontata al Corriere dello Sport: "Lui mi chiama Capo, mia moglie Antonella invece la chiama mamma. Gli ho detto: sulla maglia devi mettere Mbaye-Accardi. Mia moglie è intervenuta: no, devi scrivere Mbaye-Vaccari. Ci vogliamo bene. Ibra è uno di noi, è cresciuto con me, mia moglie e le mie figlie, Naomi, di 23 anni, e Talita, di 28. Ci conosciamo da sei anni, quando non è in giro dorme a casa, a Medolla".

Beppe Accardi è un ex ragazzo palermitano, del quartiere Zen. Una vita mai banale. A 17 anni era già nella "rosa" del Bologna, in serie A. Poi è tornato nella polvere - tra i dilettanti - a Mirandola, nel Modenese. Quindi il tour tra i professionisti: a Ravenna e Olbia (C2), a Cava de' Tirreni (C1). A 22 anni, la grande occasione, all'Inter, con Trapattoni che si innamora di lui durante un'amichevole con la Cavese. In nerazzurro però va male. Accardi non sfonda, riparte da Campobasso, si toglie lo sfizio di scendere fino in C1, per giocare nella sua Palermo. Ma siccome nessuno è profeta in patria, volta ancora pagina e il destino lo guida fino a Reggio. In granata trova la gioia della serie A, evento mai visto da quelle parti.

Una storia bellissima, come le esperienze all'estero per chiudere una carriera fatte di colpi di scena. Poi la decisione di intraprendere la carriera di procuratore. Girare per i campi, fiutare nuovi talenti. Come Mbaye. Accardi - che spesso si vede in tv a Sportitalia - ci crede, lo porta all'Inter con l'intermediazione di Mourinho. Il ragazzo ha le spalle strette ma si farà. La scorsa estate poteva finire al Palermo, poi Mazzarri ha deciso di puntare su di lui. Mbaye pochi mesi dopo è finito invece a Bologna: "Suo padre un giorno gli ha detto: Ibra, ricordati una cosa: considera Beppe come un padre perché quello che sta facendo per te non sono riuscito a farlo nemmeno io. Io non voglio sostituirmi al padre, tutt’altro; ma Ibra è uno di noi, lo considero il figlio maschio che non ho avuto. Lo sento come un figlio, tutto qua. Proposi la cosa e mi disse: Capo, sarebbe bellissimo...".

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