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Zamparini compra la Triestina, ma i nuovi tifosi non gradiscono

Il patron del Palermo fa investimenti a Grado e, già che c'è, mette le mani sulla società giuliana che adesso milita nel campionato di Eccellenza. Ma i supporters alabardati sono freddi. Anzi, manifestano tutto il loro disappunto sul web. Nel progetto dovrebbe rientrare anche Giorgio Perinetti

Zamparini ha fatto scalo a Grado, una domenica di febbraio. Comprerà un terreno da quelle parti, poi si sposterà di qualche chilometro e metterà radici a Trieste. L’idea è quella di coinvolgere nel progetto un altro imprenditore, con l’obiettivo di creare una società “satellite” del Palermo. È tutto fatto, manca solo la firma.

La Triestina è precipitata nella polvere dopo un passato glorioso che l’ha portata a calcare i campi della Serie A, fino a pochi anni fa lottava nei quartieri alti della B. Oggi però si trova in gravi difficoltà economiche, al punto che dopo la scorsa fallimentare stagione in Prima Divisione, ha deciso di non iscriversi al campionato di Lega Pro, attualmente in corso. Al momento la società friulana (pardon, giuliana, da quelle parti si offendono) disputa il campionato di Eccellenza, sesto gradino della piramide calcio.

“Ho preso un impegno davanti al sindaco e alla città – ha rivelato Zampa al “Piccolo” -. Con Trieste ho un legame affettivo. È vicina a casa mia, ci porto mio figlio a scuola”. Zamparini trascinerà nel progetto anche Perinetti, che ha già fissato un appuntamento con Francesco Vidal, emissario del patron friulano per studiare il piano d’azione.

Ma l’idea di avere a che fare con Zamparini non scalda i tifosi alabardati, che in teoria dovrebbero fidarsi dell'esperienza del presidente rosanero, capace di ottenere promozioni in serie con Venezia e Palermo. No, Zampa non piace. La paura è che la Triestina sia un altro, l'ennesimo affare, del suo disegno da imprenditore. Lo chiamano “el mato”, e restano abbastanza tiepidi. Basta fare un giro del web e sondare alcuni “muri”. “Dell’Unione (la Triestina, ndr) non gliene frega niente, se non in funzione dell’utilità del Palermo”. “Neanche sa con chi abbiamo giocato l’ultima partita”.

Insomma se a Palermo c'è aria di retrocessione e il rapporto coi tifosi è ai minimi storici, gli orizzonti giuliani non si schiudono nel migliore dei modi. Molti post sono scritti in dialetto: “No ghe ciava un emerita zoca”, non ha bisogno di traduzioni. Ancor più eloquente il commento: “Ma va farte curar”. Fino al ritorno a Grado, l’incubo dei tifosi triestini. Un po' come il supermercato a Palermo, simbolo di un crescente disimpegno. “A Zamparini interessa Grado – scrive Guiz su un altro forum -, quel xe el suo ciodo fisso e scometemo che la Triestina tra qualche anno se alenerà proprio a Grado. Zamparini ha bisogno de apogi politici”. Perché alla fine tutto il mondo è paese.

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