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Agromafia, il danno alla Sicilia supera i 5 miliardi

Il mercato illegale agroalimentare ha raggiunto un nuovo record. Controlli e una cultura non basata solo sul risparmio di pochi cents sono essenziali per ristabilire la legalità.

Agro pirateria e agromafia sono tra i cancri più duri di tutta la reggione. I danni economici che causano hanno superato addirittura i 5 miliardi di euro. In pratica ogni anno le aziende agricole siciliane non possono far fruttare investimenti e lavoro, poichè letteralmente soffocati e portati al collasso dal sistema malavitoso agroalimentare.

Il modo principale per contrastare questa vera calamità sociale sono in primis i controlli delle autorità che stanno smascherando decine e decine di azioni criminali che, come afferma il presidente della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli "non solo minano la salute dei consumatori ma ingannano i cittadini e chi vuole acquistare prodotti isolani".  In occasione dell'operazione compiuta dal Nucleo per la lotta alla contraffazione e all’agropirateria della Regione Siciliana, costituito dall’assessorato Agricoltura e dall’assessorato Territorio e Ambiente ,che ha bloccato lo scarico di partite di agrumi carenti del sistema di tracciabilità al mercato di Vittoria e condotto un’altra serie di azioni in ipermercati di Palermo e Carini, il tema è tornato caldissimo.

I controlli devono essere continui e riguardare tutte le produzioni siciliane perché la crisi della nostra agricoltura è causata anche dal prodotto che arriva da tutto il mondo e viene spacciato per siciliano – aggiungono Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione. Investire nei controlli significa garantire l’economia agricola regionale. Auspichiamo la possibilità di incrementare i controlli anche sui dettaglianti che sono spesso l’anello debole su cui si perpetra l’inganno - concludono.

Non solo l'economia è messa sotto attacco ma in primis la salute stessa dei consumatori, in quanto non si ha alcun tipo di sicurezza dei prodotti che si portano in tavola mettendo seriamente a repentaglio il proprio benessere fisico. Pertanto la cittadinanza deve collaborare capendo che il risparmio di pochi centesimi non vale ne a mandar a rotoli l'economia siciliana, già messa a dura prova dalla crisi, ma soprattutto che non vale la salute di nessuno.

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