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Costume e Società Villabate

Don Enrico Palazzolo e la "pedalata ecologica", un prete palermitano nella nuova campagna Cei

#Unitipossiamo intende sensibilizzare i fedeli e si sofferma sul valore della donazione

C'è anche don Enrico Palazzolo, un sacerdote palermitano, fra i protagonisti di #Unitipossiamo, la campagna di comunicazione della Conferenza episcopale italiane, che intende sensibilizzare i fedeli e si sofferma sul valore della donazione.

A promuovere nuovi percorsi di vita per crescere assieme come comunità ci pensa, appunto, don Enrico Palazzolo, parroco al Sacro Cuore di Gesù a Villabate, comune di 20 mila abitanti dell’area metropolitana del capoluogo siciliano. Una zona celebre per essere stata, nel corso degli anni, sottoposta a un’opera di profonda aggressione urbanistica che è passata alla storia come il “Sacco di Palermo”. Un fatto certamente ben noto anche a don Enrico che, sebbene troppo giovane per aver vissuto l’epoca della speculazione edilizia, compiuta tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, crede nell’importanza di essere testimoni del proprio territorio e di continuare ad alimentare un’adeguata attenzione verso il creato. 

"Nel corso dell’anno pastorale abbiamo voluto sensibilizzare i parrocchiani al rispetto nei confronti del creato, condividendo il senso di bellezza del territorio – spiega don Enrico a Sabina Leonetti nel servizio “Palermo: pedalare, piantare alberi e seminare amore per il creato” – tra la pedalata ecologica, le letture bibliche e l’approfondimento del messaggio di Papa Francesco”.  

Una sensibilità che arriva da lontano e che si nutre, appunto, di tanti riferimenti importanti. A partire dall’enciclica del Santo Padre, la Laudato si’ sulla cura della Casa comune, fino alla costante applicazione sul tema prestata dall’arcivescovo Lorefice che più volte si è espresso per sottolineare l’importanza di un territorio da custodire e dove abitare da fratelli. Elementi che questo giovane sacerdote, nato a Palermo solo trentacinque anni fa, ordinato presbitero nel 2016 e da un anno nella parrocchia di Villabate, ha voluto prendere come punti di riferimento per la sua comunità di circa 4mila abitanti. Già nel 2021 aveva accolto, assieme ad altre parrocchie, la proposta dell’arcidiocesi di Palermo di piantumazione di alberi in città, realizzata in collaborazione con il Comune, i circoli didattici, le scuole secondarie e le altre associazioni.  

Un cammino che sembra quasi suggerito dalla collocazione della chiesa, costruita in un contesto fortemente urbanizzato, dove però alle spalle emerge ancora qualche sprazzo della campagna palermitana. Per don Enrico Palazzolo, abituato alla bellezza dell’armonia, avendo studiato direzione di coro e composizione corale al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, è un impegno che condivide con alcuni parrocchiani e che spera di poter estendere. "Ritengo - aggiunge - che l’educazione alla bellezza e al rispetto del creato debbano essere trasversali in tutti gli ambiti, promuovendo la mobilità alternativa all’auto, più verde e meno cemento, meno sprechi e consumi responsabili, pulizia del territorio. Proporremo, infine, anche dei percorsi naturalistici che invitino al silenzio e alla meditazione".  

A supporto della nuova campagna anche la pagina https://www.unitineldono.it/dona-ora/ in cui sono indicate le modalità per le donazioni. Le offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, sono espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. L’offerta è nata come strumento per dare alle parrocchie più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.  Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni sacerdote infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il proprio sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario.

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