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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Il ricordo

Tre scosse di terremoto in meno di un'ora, vent'anni fa la notte di panico a Palermo

Sei settembre 2002, sono le 3.21 quando un sisma di magnitudo 5.6 della scala Richter attraversa il capoluogo siciliano. Poi le "repliche" mentre la città si riversa per strada e la fake news che si diffonde nonostante non esistano ancora i social

Un insolito fruscio nella calma di una notte senza vento, la finestra che comincia a vibrare, poi è un attimo e trema tutto. Sono le 3.21 del 6 settembre 2002 e Palermo è stata appena attraversata da una potente scossa di terremoto: magnitudo 5.6 della scala Richter. L'epicentro è in mare, in quello specchio d'acqua a metà fra le isole di Ustica e Alicudi. Ma non ci sono social, non c'è Twitter con l'Ingv, istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che fornisce le informazioni sul sisma. Tutto ciò lo si saprà soltanto successivamente, coi primi giornali radio, coi primi tg del mattino, coi primi aggiornamenti sui siti per chi ha già un computer a casa.

La mente torna al terremoto del Belice

Palermo balla come non accadeva da tempo. Enzo Boschi, presidente dell'Ingv dice che "è stato il più forte terremoto nella zona negli ultimi venti anni". Sempre dall'Ingv, Alessandro Amato che da Roma segue l'evoluzione sismica in quelle ore aggiunge: "Se l'epicentro fosse stato sulla terraferma, avremmo avuto danni seri, confrontabili con quelli del terremoto in Umbria nel '97". Ma ai palermitani più anziani torna invece in mente un'altra data: quella del 15 gennaio 1968, quando più o meno alla stessa ora il terremoto distrusse il Belice.

Fortunatamente, nonostante scricchiolii ed edifici resi inagibili, la scossa di Palermo impatta meno rispetto a quella di 34 anni prima. Una decina i feriti, due le persone morte, stroncate da un infarto probabilmente dovuto alla paura. Una paura che, a distanza di 20 anni, è ancora impressa nella mente di chi da un momento all'altro si ritrovò dal letto traballante alla piazza più ampia del quartiere, al riparo da possibili crolli.

La fake news in tempi senza social

L'alba non arriva mai quel giorno, anche perché lo sciame sismico non smette di esaurirsi. Alle 3.32 e alle 4.09 altri due "colpi" di assestamento spaventano ancora. Ma già la città si è riversata per strada. E nonostante non ci siano né Facebook, né Whatsapp, anche quel giorno una "bufala" la fa da padrona. Passata la notte, infatti, si diffonde la falsa notizia sulla previsione di un'altra forte scossa, ancor più potente, di quella che ha svegliato Palermo poco dopo le 3 di notte, prevista intorno all'ora di pranzo. Gli uffici si svuotano, i centralini delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco vengono tempestati dalle telefonate.

Non accadrà nulla. Se non le "repliche" normali in fenomeni come questo, che comunque renderanno insonni altre notti di quel tormentato settembre ai palermitani. "Nelle prime 6 ore sono state localizzate quasi 50 scosse, mentre il tasso si è attestato intorno alle 10 scosse ogni 6 ore già dal giorno 7 settembre e si è poi mantenuto piuttosto costante nei giorni successivi. Nei giorni 13 e 14 settembre, il tasso giornaliero è diminuito ancora", si legge sul sito dell'Ingv che a ottobre 2002 fornirà il report definitivo della sequenza sismica.

epicentro terremoto 6 settembre 2002 palermo ingv-2

I danni e lo stato d'emergenza

A un mese dal sisma sarà pronto anche il dossier della Soprintendenza che stimerà danni ai beni culturali per 142 milioni di euro: numerosi i monumenti "colpiti" tra cui anche la Cappella Palatina, l'adiacente Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, le chiese di Santa Teresa alla Kalsa, Sant'Anna nell'omonima piazza, Santa Maria dei Miracoli a piazza Marina, del Carmine Maggiore all'Albergheria, Sant'Ignazio all'Olivella.

Qualche giorno dopo, arriverà il primo stanziamento del governo nazionale guidato da Silvio Berlusconi perché nel frattempo il Consiglio dei ministri, il 13 settembre 2002, ha dichiarato lo stato d'emergenza sollecitato anche dagli amministratori locali, il sindaco Diego Cammarata e il presidente della Regione Totò Cuffaro. Per la Sicilia vengono resi disponibili inizialmente 50 milioni di euro. Gli interventi definiti di ''somma urgenza'' prevedono il ripristino degli edifici pubblici, delle chiese e delle abitazioni private lesionate dal sisma. Sono circa 400 gli sfollati a Palermo per i quali viene previsto un contributo mensile per un anno.

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