Martedì, 21 Settembre 2021
Costume e Società Sferracavallo / Punta barcarello

A Palermo una mini Alberobello, un villaggio di trulli a punta Barcarello

Insieme alle tipiche costruzioni patrimonio Unesco e alte circa un metro, è possibile ammirare anche una piccola sfinge egiziana, un anfiteatro e un grande peschereccio usato adesso come fioriera

La foto è di Carmelo Carollo

Punta Barcarello come Alberobello. C’è un po’ di Puglia a Palermo. Nel lungomare di Sferracavallo, non lontano dalla riserva naturale orientata di Capo Gallo, in quella che una volta veniva chiamata Punta della Vaccarella per via dei numerosi pascoli della zona, ecco sbucare dei veri e propri trulli. 

Non molti sanno infatti che a Punta Barcarello non è tanto il paesaggio tra mare e montagna ad incantare, ma il mini-villaggio con le tipiche abitazioni in pietra calcarea di Alberobello nel sud della Puglia che, oggi, fanno parte del patrimonio Unesco. Insieme ai trulli siciliani, alti poco più di un metro, è possibile ammirare anche una piccola sfinge egiziana, un anfiteatro in miniatura e un grande peschereccio usato adesso come fioriera. 

Ma come mai in Sicilia è presente un villaggio, seppur in miniatura, come quello che è possibile visitare in Puglia? Sembrerebbe che tutto ruoti intorno a una cappella, ancora oggi punto di riferimento per molti fedeli della zona. Quello che viene considerato un santuario era meta per i pellegrini che a piedi o a cavallo giungevano fin lì. Fu consacrato come tale però da alcuni abitanti di Sferracavallo che, negli anni, hanno alimentato il falso mito che tutt'oggi è diffuso nella cultura popolare, ovvero che si tratti di una chiesetta.

Quella piccola costruzione non è altro però che la casamatta di un fortino borbonico costruito nel 1802, insieme ad altri fortini e battere posti in punti strategici delle coste palermitane in difesa della famiglia reale, giunta da Napoli nel dicembre 1799. Quel piccolo teatro all'aperto, inoltre, è stato recentemente costruito sul perimetro del muraglione che proteggeva la batteria con i pezzi di artiglieria.

Luogo di culto per i caduti in mare, dunque, fu in realtà avamposto di guardia, motivo per cui è stato riappellato, a onor dei fatti, "Fortino". E' lì che, tutto intorno, venne creato quello che può sembrare un museo a cielo aperto, fatto di trulli vista mare. 

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