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Vaccino anti Covid per caregiver e categorie alto rischio

Di Marina Fontana

Non sapevo che come caregiver della mia mamma avrei potuto richiedere la somministrazione del vaccino anti COVID, a tutela della mia mamma. Quando ho accompagnato la mia mamma a fare la sua seconda dose di vaccino, sono stati loro, la dottoressa e la sua infermiera che hanno controllato la documentazione medica e l’anamnesi di mamma, a chiedermi se ero io la “care giver” della mia mamma, e se conoscevo la normativa che prevede il vaccino per noi, e che purtroppo quel giorno avevano tutte le dosi già destinate, e che mi potevo registrare e mi avrebbero contattata appena disponibile il vaccino. E che c’era un’avviso per la categoria dei care giver. Perché per i soggetti ad alto rischio, soprattutto se anziani e over ottantenni, è importante che i conviventi non siano dei possibili untori inconsapevoli. Inoltre se si ammala un caregiver di Covid il soggetto ad alto rischio perde chi lo assiste e cura.

E mi hanno aiutata a fare la richiesta in segreteria, direttamente in Fiera, chiedendomi di indicare eventuali mie patologie importanti, anche se senza codice esenzione. Era il 26 Marzo. La vigilia di Pasqua, giorno 3 aprile, alle 21, ricevo una telefonata dal centro vaccinazione della Fiera, che mi comunicavano che avevano delle dosi di vaccino e che avevano riaperto la vaccinazione per i care giver, se volevo potevo andare subito. Con così poco preavviso ho dovuto declinare l’invito, spiegando che mamma era con me, e che a quell’ora non potevo svincolarmi e andare in Fiera. L’operatore mi ha detto che mi avrebbero ricontatta la settimana successiva, e di predisporre l’eventuale documentazione medica necessaria a dare evidenza della mia anamnesi. L’altro ieri, giorno 8 aprile ho ricevuto una mail che mi invitava a recarmi immediatamente in Fiera per il vaccino , ancora una volta, con così poco preavviso, non avrei potuto, e ho risposto alla mail che non potevo, se era possibile prevedere per l’indomani, cioè ieri, e dopo pochi minuti loro mi hanno confermato l’appuntamento.

Nella mail di convocazione che ho ricevuto, mi era stata indicata la fascia oraria dalle 14 alle 18, e io ho rispettato queste indicazioni. Nessuna coda, nessun intoppo, tutto perfettamente organizzato. L’ingresso in Fiera di via Sadat era libero da file e assembramenti, due o tre persone che sono arrivata con me , sono entrata immediatamente, al Padiglione 20 mi è stato assegnato il numero d’attesa 554, e mi hanno fatto sedere. Al mio arrivo la signorina chiamava il numero 408... Penserete più di cento persone da attendere e invece la fila scorre velocissima, dopo circa un ora è arrivato il mio turno . E vi dico di più , sono davvero eccellenti e attenti, c’è stata molta attenzione anche alla mia anamnesi, io ho diverse patologie pregresse importanti, ma non ho mai chiesto una particolare esenzione, faccio i controlli e sono seguita attentamente dai miei medici. Per la mia età, se non fosse cambiata da pochi giorni, dopo le nuove indicazioni di Ema, la normativa che oggi sconsiglia, (ma fino a pochi giorni fa al contrario lo indicava), il vaccino AstraZeneca per la mia fascia di età, senza la mia documentazione di anamnesi, avrebbero potuto propormi la somministrazione del vaccino AstraZeneca e per me poteva essere un possibile rischio.

Ieri, il medico, guardando la documentazione mi ha detto: “Cara Signora le somministriamo il Pzifer, sia perché lei è under 60, sia perché in ogni caso, con questa documentazione medica, non possiamo che farle il vaccino Pzifer. Poi mi hanno mandato in una stanzetta vicina dove mi è stato somministrato il vaccino Pzifer previsto per la mia fascia di età e per la mia anamnesi, dopo mi è stato consegnato il foglio con indicato il giorno per la seconda dose, poi 30 minuti di attesa per verificare eventuali effetti collaterali, nessuno per fortuna , solo un po’ di emicrania, ma ci sta per stanchezza e stress, e poi libera di andare a casa . Perché vi dico questo ? Perché è importante avere con noi una nostra documentazione medica che racconti la nostra storia clinica, che dia evidenza della nostra anamnesi, ed è importante “sempre” parlare e raccontare ai medici che ci fanno le domande di anamnesi tutto quello che pensiamo sia importante da dichiarare. C’è tanta professionalità medica e c’è tanta eccellenza che sta lavorando con passione ai centri vaccinali, aiutiamo anche noi a conoscere cosa c’è dietro la storia medica delle persone. 

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