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"In treno e in nave: il mio viaggio da Milano a Palermo senza controlli"

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo aver mandato diverse email ai vari ministeri, protezione civile, capitanerie di porto, oggi mi sono deciso a raccontare (denunciare) il mio viaggio di ritorno in residenza da Milano a Palermo. Il tutto iniziato venerdì 29 Maggio, ancora con la presenza del decreto anti-covid, arrivo alla stazione centrale di Milano in netto anticipo pensando di dover passare dei controlli visto che da Milano (Lombardia) mi sarei dovuto spostare a Genova (Liguria) per prendere la nave/traghetto GNV con destinazione Palermo. Indovinate un po'? Alla stazione di Milano centrale zero controlli, ho preso un regionale da Milano a Genova senza il minimo controllo, neanche il biglietto. Arrivato alla stazione di Genova nessun controllo e via a piedi mi sono diretto al porto. Al momento del check-in per l'imbarco finalmente un controllo, ah solo documenti e autocertificazione. Nessun controllo della temperatura. Bene!!!

Finalmente in nave con 20 ore di navigazione che mi aspettano, dopo aver posato le valige in cabina decido di recarmi al bar per un caffè. Sorpresa, autotrasportatori assembrati senza mascherine e nessuno che controlla, ma non è ancora finita. Arrivato al bancone per chiedere un caffè anche il barista è senza mascherina (si la indossava ma sotto il mento), nonostante gli abbia fatto notare che le mascherina andasse indossata il menefreghismo ha vinto su tutto. Durante le 20 ore di navigazione a bordo della nave non ci sono stati minimamente controlli, il 90% delle persone compreso il personale di bordo non indossava nessun tipo di protezione come previsto dal decreto legge. Ma non è finita qui. Sono venuto a sapere che la compagnia sul proprio sito consentiva di acquistare la soluzione in poltrona per il viaggio nonostante non potesse essere garantita (causa Covid e servizi igienici comuni chiusi), e quindi alloca le persone che hanno acquistato questa soluzione in cabina senza ulteriori costi.

Peccato che questa cosa andava avanti dall'inizio dell'emergenza e quindi la voce si è sparsa e molti sapevano. Quindi io che ho preso la cabina pagandola più del doppio sarei un cretino? Perchè la compagnia non ha smesso di erogare la soluzione in poltrona visto che non poteva garantirla? In tutto questo il personale della reception non mi ha fatto parlare con l'ufficiale di bordo poichè a detto loro già bastava questa segnalazione, il tutto si è concluso (al momento) con delle segnalazioni di reclamo che aspettano ancora risposta. Quindi che non mi vengano a raccontare che i controlli sono stati fatti nel migliore dei modi perchè ho superato i confini delle regioni senza nessun controllo. E a bordo di una nave, che può essere un luogo potenzialmente pericoloso per il contagio in questo momento, non eseguire alcun controllo di vigilanza evidenza ancor di più la mancanza di responsabilità e di rispetto verso il prossimo. Non credo che il mio sia un caso isolato, diffiderò sempre di più da quello che giornali e tv mandano in onda! Questo è il racconto (sfogo, denuncia), chiamatelo un po' come volete, di un lavoratore in smartworking da mesi che ha deciso di rientrare momentaneamente a casa.

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