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Le statue "evirate", la regina e il cavallo: la Fontana della Vergogna tra storia e leggenda

Piazza Pretoria · Tribunali-Castellammare

La fontana di piazza Pretoria fu realizzata nel 1554 da Camillani per conto di Don Luigi Toledo, per abbellire il maestoso giardino della sua villa a Firenze. La fontana era particolarmente enorme, in origine era composta da 644 statue di figure mitologiche e allegoriche senza veli! Ma nel 1574 don Luigi morì e suo figlio, pieno di debiti, decise di vendere la fontana. Il senato palermitano colse al volo l’occasione e la acquistò. Vennero demolite varie case per far spazio alla fontana e, nel 1581,dopo 7 anni di lavori, prese posto in piazza Pretoria, esattamente nel baricentro di Palermo.

A quel che riporta il popolo, in passato sorgeva nei pressi della piazza, un convento e le monache di clausura, stizzite dalla visione dei genitali al vento delle statue, una notte evirarono alcune sculture per eliminare le “ vergogne”.

Un’altra storia tra le leggende palermitane legate alla fontana, riguarda la Regina di Napoli Giovanna D'Angiò, nota per la sua virtù legata alle relazioni scabrose. La regina era viziosa: si narra che accoglieva nella sua alcova amanti di ogni ceto sociale, a volte anche costretti a rapporti sessuali con lei, e quindi, dopo aver soddisfatto le sue voglie, venivano uccisi per tenere tutto segreto ed evitare malelingue popolari. A quanto si racconta Giovanna una volta, in preda ad una delle sue irrefrenabili voglie, provo’ uno stallone delle scuderie reali. Il cavallo però, non riuscì a soddisfarla come avrebbe voluto, quindi incollerita esclamò: "Stanca sì, ma sazia mai!" Forse è leggenda o pura verità, ma tra le statue della fontana, si nota una scultura raffigurante una donna stremata adagiata vicino ad un cavallo. Chiamatela come volete, piazza Pretoria o piazza della Vergogna...di sicuro rimane una delle più belle, famose e maestose d’Italia.

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Commenti (1)

  • Comunque è composta da 644 pezzi, non statue.

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