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Rap, i dipendenti non ci stanno: "Insulti immotivati, lavoriamo per un'azienda che non dorme mai"

Riceviamo e pubblichiamo

“Focolaio Covid alla Rap, i positivi salgono a 12: “la situazione è grave” titola Palermo Today l’8 settembre 2020. Tra i commenti: G.F. “ogni scusa è buona per non lavorare, dico ma se qualcuno è malato, gli altri dove cavolo sono, in giro per le strade è una vergogna, non si può camminare ne a piedi, ne con le macchine. L.T. : “faranno i magnacci altrove” G.C. : Almeno una cosa positiva ce l’hanno J J M.G.: L’unico lato positivo della Rap. L.G.: Tutte scuse per non lavorare. P.C.: Allora tutti a casa evvaiii. Questi sono solo alcuni dei commenti che quotidianamente i lavoratori della Rap si trovano a leggere; e fa male, fa male a chi quotidianamente saluta coniuge e figli senza baciarli ed abbracciarli prima di scendere da casa e quando torna da lavoro onde evitare eventuali contagi. Fa male per chi arriva negli autoparchi non sapendo se quello è il giorno cattivo per contrarre il virus e portarlo a casa, considerato che i mezzi aziendali, gli spogliatoi cosi come i luoghi comuni vengono usati da colleghi diversi per tre turni: mattina pomeriggio e notte, perchè si, perché al contrario di quanto si gracchia la Rap è un'azienda che non si ferma mai, un’azienda che non dorme.

Così come tutti quei settori che offrono servizi essenziali e che quindi non possono concedersi questo lusso. Già a Marzo, quando il Paese si è fermato, mentre ad Ospedali, Caserme, Protezione Civile etc.. sono andati, giustamente, tutti i ringraziamenti a coloro che prendendo il coraggio a due mani e con grande senso del dovere e di responsabilità hanno garantito la continuazione operativa. In quei stessi mesi nessuna parola è stata spesa da nessun giornale per gli operatori della Rap, che coi pochi dispositivi di sicurezza a disposizione, dati dalla difficoltà in quei mesi nel poterli reperire anche livello nazionale, armati di candeggina, alcool, amuchina e chi più ne ha più ne metta sono scesi in strada a compiere il loro dovere mentre la stragrande maggioranza della cittadinanza stava chiusa in casa a cantare dai balconi ed a produrre rifiuti. E c’è da aggiungere che mai come in quel periodo si è vista una Palermo così pulita (e qui due domande da farsi ci sarebbero pure).

Nessuna lode, nessun merito, nessuna visibilità, trasparenti, inesistenti, e dire che in quei mesi maneggiare i rifiuti non era di certo una passeggiata di salute, esattamente come per le professionalità sopra elencate. Marzo 2020. “Il Virus ci renderà tutti un pò migliori, è una sorta di livella che ci rende tutti uguali di fronte alla paura, alla malattia, alla sofferenza, alla morte” questo veniva proferito da tutte le parti, questo era piuttosto quello che si auspicava fino a qualche mese fa, una mera illusione di fronte al clima di odio e di intolleranza che serpeggia tra la cittadinanza che è davvero scoraggiante. Il tutto alimentato dalla scarsa conoscenza o dalla cattiva informazione data un pasto a larghe mani dai giornali e dai social media che raccontano che alla Rap lavorano 1800 unità, vero, ma se da questo numero sottraiamo il personale amministrativo, i dirigenti delle varie fasce, i portieri, gli addetti alle pulizie delle sedi aziendali (5 in tutto) il personale inidoneo o parzialmente idoneo ( perchè ricordiamocelo, quello nostro è riconosciuto dalla legge di bilancio del 2017 come lavoro gravoso), pare chiaro che la parte operativa è ormai da troppi anni molto sottodimensionata ed i rimanenti operatori sono gravati da un lavoro maggiore rispetto a quello che normalmente potrebbero sostenere. Se a questo aggiungiamo che Palermo è una città in cui la cittadinanza fatica non poco ad imparare poche semplici regole per il conferimento dei rifiuti ed hanno delle vere e proprie resistenze a differenziare gli stessi capirete che le responsabilità non possono ricadere sull’operato dei lavoratori.

Il gruppo “La Rap siamo noi” presente su Facebook dal 2017 conta oggi 740 membri, tutti lavoratori della Rap, funziona da canale informativo interno e raccoglie le istanze di tutti i lavoratori che trovano uno spazio per esprimere i propri pensieri. Ormai da troppo tempo gli operai si vedono additati ingiustamente mentre compiono il loro dovere, è una vessazione continua e costante che non risulta di certo salutare. Vero è che alcuni dipendenti si sono macchiati di reati e sono stati prontamente puniti ed anche licenziati, ma cavalcare l’onda per fare di tutta l’erba un fascio è un comportamento a dir poco disdicevole.

Il Gruppo “La Rap siamo noi” a nome dei lavoratori, con la presente tiene anche a ringraziare quella parte di cittadinanza che quotidianamente ci sostiene con frasi di incoraggiamento, quella parte di cittadinanza che non sfoga le proprie frustrazioni dietro una tastiera di smartphone o pc, ma ci riconosce il ruolo fondamentale che a fatica tutti i giorni ci apprestiamo a compiere. Vogliamo ringraziare l’azienda per tutte le misure messe in atto per il contenimento dei focolaio, nella speranza di uscire presto da questo incubo e poter presto riavere all’opera tra noi i colleghi che in questi giorni stanno lottando contro il virus, al quale mandiamo i nostri più sentiti auguri di pronta guarigione.

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Commenti (1)

  • Alla città serve chi pulisce le strade. 1700 dipendenti. 26 stanno male e gli altri dove sono? Abbiamo 1674 generali e 26 soldati?

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