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"La lettera dell'Asp non arriva e una famiglia resta prigioniera in casa"

Un'intera famiglia composta da cinque persone, da 39 giorni "prigioniera" in casa attesa del certificato di fine isolamento da parte dell'Asp. Sono passati 39 giorni dal primo tampone effettuato che ha stabilito la nostra positività al Covid-19. Era il due novembre e dopo aver fatto altri due tamponi (tre in totale) a oggi risultiamo negativizzati, ma di fatto ancora reclusi perché in attesa che arrivi la delibera di fine isolamento. Non è mai arrivata neppure la prescrizione di permanenza in isolamento domiciliare obbligatorio. Materialmente non abbiamo nulla, soltanto un paio di telefonate arrivate per informarci sul nostro stato di positività e quello sulla negativizzazione.

Abbiamo inviato centinaia di mail, abbiamo fatto innumerevoli telefonate, senza ricevere nessuna risposta. Rimarremo ancora a casa per non trasgredire il decreto del presidente del Consiglio, ma le inadempienze da parte dell'Usca, che ci vedono immotivatamente e illegittimamente "reclusi" in casa chi le paga? Chi pagherà i nostri ingiusti "arresti" domiciliari? Speriamo che questa segnalazione arrivi anche a chi di competenza e ci diano risposte in merito, visto che è praticamente impossibile contattare chi nemmeno si degna di rispondere.

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