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Degrado urbano

"Caro presidente Musumeci, vigili sulla movida"

· Libertà

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, sul tema della movida.

"Carissimo Presidente, con questo breve intervento non posso certamente risolvere un problema di portata mondiale. Il degrado dell'essere umano ha ormai raggiunto picchi indescrivibili e in ogni manifestazione della sua natura. La cosiddetta movida ha tuttavia spalancato le porte a una moltitudine di persone che ha ovvi problemi prima di tutto con se stessa, solitudini che non comunicano, decadimento del gusto, ignoranza e spesso barbara inciviltà che raggiunge picchi pericolosissimi, come raccontano i continui episodi di cronaca nera in aumento esponenziale.

L'Italia, da Paese di arte e cultura, è diventato un pub a cielo aperto, con evidente crescita di ignoranza, violenza, inciviltà e non di rado spaccio e riciclaggio. Nel rispetto dei pochi esercenti in regola, la prego di monitorare bene la situazione della movida, specialmente in un momento critico come quello che stiamo tutti passando. Nelle singole città sappiamo bene quali sono le zone anarchiche della movida e i locali illegali, abusivi e irrispettosi. Non facciamo sempre piangere le conseguenze degli ingiusti ai giusti! Che intervenga l'esercito a garantire le norme essenziali della consocialità, giacché le Forze dell'Ordine locali non riescono da sole a monitorare il tutto e a tenerlo sotto controllo, forse anche per le evidenti incapacità amministrative comunali che non investono sul ben-essere deila cittadinanza.

Credo che nel rispetto di chi si comporta bene e soprattutto dell'attuale situazione pandemica sia il caso di avere il pugno di ferro e difendere gli interessi della maggioranza contro i particolarismi di questa minoranza disonesta che, in barba a ogni norma, persevera in dj set, karaoke, live assordanti, urla e schiamazzi (art. 659 Codice Penale), nonché assembramenti incontrollati, promuovendo, in linea con la più becera indifferenza, l'illegalità e la mancanza di rispetto per la vita e il lavoro di tutti.

Noi residenti siamo oltremodo stanchi di non poter più neanche godere del nostro focolare domestico senza subire quella violenza quotidiana inaudita che non augurerei al mio peggior nemico, senza poter più conversare serenamente, vedere un film e persino dormire!!! Stanotte abbiamo chiamato in tanti le Forze dell'Ordine, trascorrendo così la serata, il momento del riposo, storditi dall'orrenda musica discotecara a tutto volume dell'ennesimo pub di turno".

Gian Mauro un residente prigioniero nella propria casa avita.

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