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Istituto comprensivo Principessa Elena: "Dopo sei mesi finalmente a scuola"

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Via Ustica, 46 · Altarello

l diritto all'istruzione, sancito dall'art. 26 dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU è riconosciuto come diritto fondamentale ed inalienabile ... I primi due commi dell'art. 34 della nostra costituzione dicono “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. La maggior parte delle volte si rispettano questi principi e i bimbi vengono tutelati prioritariamente... altre volte tutelando i bimbi e cercando di assicurare la migliore soluzione per le loro necessità, caso vuole che sbatti il muso contro la burocrazia che in osservanza a fantomatici principi di sicurezza spazi utili etc etc impedisce agli stessi di frequentare la scuola.

La fredda cronaca

Un giorno della primavera del 2017 a fronte di un ridimensionamento scolastico all'I.C. Principessa Elena di Napoli al fine di consentire la frequenza di molti bambini che restavano prigionieri di cospicue liste di attesa della scuola dell'infanzia, veniva affidato un nuovo plesso "SAVONAROLA" precedentemente appartenuto al I.C. Mantegna Bonanno ma limitrofo (appena 600 mtr di distanza ) al plesso di scuola dell'infanzia "Baviera" già facente parte della "Principessa". Il Plesso Savonarola veniva illustrato come molto capiente e in grado di poter soddisfare qualitativamente e quantitativamente le aspettative degli utenti della Principessa... In teoria dalle foto emerse di tanti anni fa il plesso si presentava bene con le sue 6 classi e con le diverse attrezzature e aree gioco presenti al suo interno; ma ciò che si presentò agli occhi della delegazione esplorativa che doveva predisporre le classi del nuovo anno scolastico era in realtà un vetusto ambiente insalubre, privo di riscaldamento, con le grate alle finestre non a regime di sicurezza, con alcuni bagni senza le porte e con diversi e copiosi segnali di umidità che non facevano presagire niente di buono.

Contattati gli uffici del Comune predisposti all'edilizia scolastica si ci rende conto che gli stessi non erano informati dello stato d'uso dell'immobile in quanto lo stesso è di proprietà di un privato al quale il Comune di Palermo versa un canone annuo di locazione. Comunque l'ufficio comunale verificate le condizioni dello stabile comunicava che si sarebbe trovata una soluzione nel più breve tempo possibile e che contestualmente, al fine di non ledere il patto formativo sottoscritto con i genitori, si concedeva una deroga che consentisse di spostare momentaneamente le due classi che in previsione dovevano essere allocate al Savonarola in due aule libere limitrofe alla scuola dell'infanzia del plesso Baviera. I bambini iniziavano felici il loro anno scolastico ma a meta dello stesso verso la fine di febbraio arrivava dal Comune una comunicazione che metteva nuovamente in difficoltà tutto il sistema scuola. Nell'impossibilità di ristrutturare in breve tempo Il plesso Savonarola veniva sostituito da un plesso sito in via Carlo del Prete a circa 3 km (in linea d'aria) dal plesso Baviera rendendo impossibile a molti genitori privi di mezzi di locomozione di poter accompagnare i propri figli a scuola.

Ovviamente non potendo accettare tale soluzione che era impraticabile agli alunni e ai loro genitori si sono vagliate diverse soluzioni. Quella più logica era lasciare le due classi al Plesso "Baviera" dove vi si trovava sia lo spazio che l'organizzazione pronta ad accogliere le classi Ma fino ad agosto tale soluzione non sembrava presa in considerazione per fantomatici motivi legati a bagni da adeguare aree ricreative adattamenti edilizi etc etc Per cui si avviava un anno scolastico senza due classi e a circa 50 bambini che desideravano andare a scuola...veniva chiesto di attendere un accordo fra le parti. Grazie all'impegno e alla buona volontà di tutti gli attori della scuola e degli uffici del Comune di Palermo si è trovata la soluzione che dopo sei mesi di trattative e reciproci impegni si traduce cosi: il Comune ha autorizzato e progettato gli adattamenti edilizi e la scuola ci ha messo i suoi risparmi (seimila euro) per poter consentire agli alunni di rientrare finalmente in classe.

Questa è una storia a lieto fine... infatti come dalla foto potete vedere l'11 febbraio a circa 6 mesi dall'inizio della scuola i nostri cuccioli sono stati accolti con una grande festa che li ha reso il loro primo giorno di scuola indimenticabile come quello dei loro compagnetti più fortunati che avevano iniziato a settembre. Per loro cappellini biscottini e tante coccole fatte dalle nostre insegnanti che li hanno accolti come principini e principessine. Questa storia però ci faccia riflettere e soprattutto ci porti a rivedere l'infinita burocrazia e sugli impedimenti che si possono trovare soltanto per tutelare un sacrosanto diritto di 50 bimbetti di 3 o 4 anni di poter andare a scuola cosa che è stata resa possibile soltanto grazie al sacrificio e l'impegno di tutti, non solo Comune e Dirigenza Scuola, ma anche dagli ATA dagli insegnanti e dai Genitori che hanno tutti fatto fronte comune per collaborare a realizzarlo.

Concludo questo mio intervento con una citazione di Don Sturzo che dovrebbe fare riflettere tutti noi: "Due cose mancano alla scuola in Italia: libertà e mezzi; ma i mezzi senza libertà sarebbero sciupati; mentre con la libertà si riuscirebbe anche a trovare i mezzi".

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