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"Essere medici è una scelta fatta per sempre e non solo adesso, ai tempi del Coronavirus"

Essere medici è una scelta fatta per sempre e non solo ora ai tempi del coronavirus. di Marina Fontana. E poi ci sono quei medici che continuano a lavorare come hanno sempre fatto, da prima del corona virus, medici quasi sempre in trincea per passione, da quando crescendo hanno scoperto che il Giuramento di Ippocrate per loro era una promessa che nasceva da una particella insita nel loro dna, e non solo per un impegno professionale. Una mission che portano avanti ogni giorno, senza mai sentirsi eroi, sacrificando spesso anche le famiglie, e vivendo turni massacranti, e contratti che si rinnovano periodicamente per anni prima di diventare un contratto a tempo indeterminato. E poi c’è chi lotta contro la burocrazia per ricevere più risorse da mettere a disposizione delle strutture sanitarie e dei reparti che dirige o in cui lavora, e poi c’è chi aspetta per anni di ricoprire un ruolo di maggior prestigio,pur avendone le qualità, perché i concorsi sono pochi, con pochi posti per mille concorrenti, e se vuoi sperare di tentare la scalata alla graduatoria, molto spesso, devi provare a fare concorso fuori della tua regione.

Ne conosco tanti di questi medici, eroi coraggiosi, che non vogliono essere chiamati eroi, ho tanti amici e amiche medici, e anche dei medici in famiglia, e se la mia vita fosse andata diversamene, dopo il diploma avrei intrapreso medicina e oggi anche io sarei stata un medico, volevo fare Chirurgia Pediatrica , lo avevo deciso quando fui ricoverata tra i sette e gli otto anni per tanti mesi in ospedale, tra l’ospedale dei bambini di Palermo, e poi a Parma, per una bruttissima glomerulo nefrite, una sindrome nefrosica nei bambini. In quei lunghi mesi di degenza, soprattutto a Parma si instaurò un rapporto speciale con una dottoressa, la dottoressa Nicoletta che mi trattava come una sua collaboratrice ( naturalmente per gioco ) per farmi sentire meno la solitudine dell’ospedale... Poi dopo due anni di cure guarii perfettamente, e tornai alla mia normale vita da bambina, ma anche se bambina , iniziai ad amare la medicina... e se la vita non mi avesse tolto papà troppo presto... e se...avessi avuto più fiducia in me stessa...e se ... forse oggi sarei una di loro ... Ma non è questo il messaggio che voglio lasciarvi...

Parlo dei medici che ci sono da prima del coronavirus , e che continueranno ad esserci anche quando questa emergenza, piano, piano, tornerà ad una normalità gestibile. E pensando a questa fase che voglio dirvi: ricordiamoci di loro e non tradiamoli...non riprendiamo a fare code per problemi non urgenti ai pronto soccorso, li un medico salva, può tentare di salvare, e può migliorare la vita di un paziente grave..., ed è così per un chirurgo di medicina generale, ed è così per il chirurgo oncologo che deve operare, spesso in emergenza, per limitare al massimo la lesione prodotte dal carcinoma , lo è per il cardiologo e per il cardiochirurgo, e anche per la gastroenterologa, per il ginecologo, per il pediatra, otorino, radiologo, e per il medico generico...

Ognuno di loro con il suo compito e ruolo, ma tutti con un unico fine : salvare le vite delle persone affidate alle loro cure... Non dimentichiamolo mai, e con loro non dimentichiamo anche gli infermieri e gli operatori sanitari !!! Grazie amici miei, grazieeee a tutti questi grandi professionisti che hanno a cuore la vita delle persone!!! Qualcuno di loro sbaglia, ma sono pochissimi, e gli altri medici e l’intera categorie sono bravissimi a metterli all’angolo... Perché per la quasi totalità siete davvero eroi, spesso incompresi, ma da riconoscere come tali con i fatti, perché dopo l’applaudo dettato dall’emozione del momento Covid 19, devono seguire i fatti concreti che aiutino questi professionisti della nostra salute a migliorare le tante cose che non vanno nelle Sanità. Spero che il nostro assessore alla salute della regione siciliana Ruggero Razza, insieme al Ministro della Salute del Governo Italiano, Roberto Speranza, possano fare delle scelte condivise che aiutino la sanità e chi lavora nella sanità Siciliana a godere dei frutti di questo applauso, mettendo in campo risposte e fatti nuovi che ogni giorno siano il salto di paradigma che serve nelle vite lavorative quotidiane di tanti medici. Io lato mio mi impegnerò a scriverne e a parlarne.

Marina Fontana 

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