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La battaglia di oltre 20 famiglie: "Ustica deve avere i suoi vigili del fuoco"

Siamo più di 20 famiglie che stiamo lottando per i nostri diritti. Ustica deve avere i suoi vigili del fuoco, non siamo un popolo da scartare. Era il 14/11/2018, quando con decreto ministeriale 97/2017 si sanciva la separazione delle liste, in cui il ministero dell'interno chiedeva a noi di scegliere se restare volontari o scegliere di far parte della lista dei discontinui. La scelta, a Ustica, come nel resto d'Italia è stata scontata. Perché di fatto chi sceglieva la lista dei discontinui, aveva la possibilità di partecipare alla stabilizzazione, e di venir coronato il sogno di vestire questa amata divisa stabilmente. Ora occorre fare un passo indietro. Siamo sotto campagna elettorale per le comunali, tutte e due schieramenti, parlano dei vigili del fuoco di Ustica. Quella che poi vincerà le elezioni, si spinge oltre, parlando in un momento in cui, ancora di fatto non c'era stata la separazione delle liste, di chiedere " quantomeno un distaccamento stagionale".

Molte persone ci crediamo, a quella che si proclama l'amministrazione del cambiamento. Ritorniamo alla cronistoria. Di fatto con la separazione delle liste, a Ustica viene a mancare la presenza stabile del servizio tecnico urgente, ripristinato dall'amministrazione Messina nel 2005. Infatti se l'amministrazione dei vigili del fuoco, non mette sotto contratto i vigili presenti in loco, questi ultimi non possono intervenire, in quanto non posseggono le autorizzazioni necessarie a intervenire. Di fatto l'incendio divampato al passo della Madonna, è figlio di questa situazione. Grazie all'impegno di chi ha cuore questa divisa e questo territorio, e all'interessamento del presidente dell'associazione nazionale discontinui, scopriamo che c'è una legge che stabilisce, che Ustica in qualità di isola minore della Sicilia deve avere una presenza stabile del servizio. La legge a garanzia di tutto questo è la 87/2004 art 3.

C'è qualcos'altro che parla a favore di questa situazione, e sono delle linee guida del ministero dell'interno del 2005, che sono soccorso Italia in 20 minuti che pressappoco stabilisce " per meglio garantire un servizio più efficace, il ministero dice che dal momento della richiesta di intervento, all'arrivo della squadra di soccorso, non deve passare più di 20 minuti". Il 21/12/2018 il consiglio comunale recepisce tutto questo, e all'unanimità da al sindaco la volontà di proseguire su questa strada. In maniera molto sofferta si arriva alla richiesta ufficiale. Molti dicono che è impossibile, perché a Ustica siamo pochi, numericamente non contiamo. Non l'avessero mai detto! Dalla prima richiesta del sindaco, vengono fuori, due interrogazioni parlamentari a favore di questa situazione, una alla camera del movimento 5 stelle, una al senato dell'allora senatore del PD Faraone. Molti giornali scrivono e si interessano di questa situazione anche i sindacati, che oltre ad una nota del segretario regionale della UIL, Cgil Cisl e Uil con i loro responsabili provinciali emettono una nota unitaria. A questo punto, manca il corpo dei vigili del fuoco e il ministero dell'Interno. Per mano del comandante provinciale di Palermo a settembre del 2019 parte la richiesta di istituire un distaccamento permanente a Ustica, di fatto anche il corpo nazionale sancisce la validità della richiesta. Il ministero per mano dell'allora sottosegretario con delega ai vigili del fuoco, Stefano Candiani, nel giugno del 2018, risponde così alle richieste, " la situazione di Ustica è attenzionata, non appena si procederà al potenziamento del corpo, allora verrà trattata in egual modo col resto di Italia". Per ultimo, grazie all'impegno di un europarlamentare di forza Italia, questa nostra situazione è arrivata alla commissione europea. In conclusione chiediamo, all'amministrazione l'interessamento totale verso questa causa, che è prima di questo territorio, e poi di tutte quelle persone che vi hanno votato e sostenuto

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