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Pietro Cosentino, il professore che ama disegnare e scrivere poesie debutta con un libro

Dall’unione di queste due forti passioni nasce il suo ultimo libro “Le mie lenzuola”, edito da Fogghi Mavvagnoti, e che raccoglie le opere di un autore unico tra poesie in dialetto siciliano e quadri tra carboncini, pastelli e acquerelli

Per quasi mezzo secolo la sua vita è stata in cattedra ad insegnare geofisica all’università. Ma è la pittura, il disegno, il suo primo vero e grande amore. Pietro Cosentino, il professore che dipinge da quando di anni ne aveva appena dieci e che in arte è conosciuto come Picos, però, ha una forte sensibilità artistica. Ecco perché a 40 anni suonati si è cimentato anche nella poesia, ricevendo premi e menzioni. È dall’unione di queste due forti passioni che nasce il suo ultimo libro “Le mie lenzuola”, edito da Fogghi Mavvagnoti (104 pagine, formato 24 per 27, per un editing molto curato, rilegato a filo), che raccoglie le opere di un autore unico.

Una collezione di poesie in dialetto palermitano e quadri, tra carboncini, pastelli e acquerelli e persino un olio, che ripercorre la vita del professore palermitano, classe ’41, che ha passato i suoi anni a nutrire la passione per la scienza (oltre ad aver insegnato all’ateneo di Palermo, non solo Geofisica Applicata ma anche nel corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, ha anche insegnato per un anno in Inghilterra) e per l’arte, sotto ogni forma, prediligendo poesie e disegni. 

Ci sono le poesie ("Comu lu mari", "Alivu duci", "Lu tempu 'mpintu") e ci sono i suoi disegni tra caffettiere napoletane, rose di gioventù, fiaschi e brocche, ma anche capanne di Mondello, paesaggi e scorci siciliani, come Monte Pellegrino, treni a vapore, panchine e dolci attese, gli ibiscus e l'agave. Tra i ritratti anche quello del figlio più piccolo, Giorgio, e della nipotina più piccola, Ludovica. Mi sento più pittore che poeta - racconta a PalermoToday -. Disegno da quando sono un bambino ma la poesia nasce spontanea, non la posso frenare tante volte". 

Il titolo del libro, in vendita alla libreria Pegaso e direttamente dall'autore se lo si vuole con la dedica (clicca qui per contattattarlo attraverso la pagina Facebook Picos-Painter), deve tutto ad un antico proverbio. “Le lenzuola sporche si lavano in famiglia dice un famoso proverbio, una vocina popolare da me non molto amata - spiega Picos -. Ma quando le lenzuola vengono lavate e sono ben pulite e profumate, almeno allora possono essere stese, sciorinate su un filo plastificato, per svolazzare al vento magari nel cortile di famiglia. E questo è il mio primo tentativo di stendere al sole alcune delle lenzuola del mio letto al completo, quelle di sotto (le mie poesie) insieme a quelle di sopra (i miei quadri)”.

La selezione, fatta con degli accostamenti del tutto personali, è dedicata ai suoi quattro figli - Alessandra, Nicoletta, Ugo e Giorgio - e ai suoi cinque nipoti. I suoi quadri hanno una vocazione verista, anche se alle volte ha anche sperimentato con successo espressioni artistiche di tipo impressionistico. Solo negli ultimi anni è passato a una tecnica di tipo miniaturistica che gli permette un iperverismo di tipo fotografico. Le sue opere, infatti, sembrano veri e propri scatti di una realtà semplice dove gli oggetti, spesso, sono i protagonisti di una scena resa unica dal punto di vista dell’autore.

Anche le poesie, più di 120 in quasi 40 anni di produzione, tengono alto il nome di questo pittore-poeta. La loro prerogativa è il linguaggio: per la maggior parte in dialetto siciliano, o meglio, in dialetto palermitano. Nate sotto l’impulso di forti emozioni, hanno ricevuto moltissimi premi e menzioni. Per questo gli è stato anche riconosciuto il ruolo coordinatore responsabile del premio di poesia intitolato alla memoria di Salvatore Gaglio, a Malvagna, nel 2018 e nel 2019. Piccola curiosità: ha anche partecipato ad alcuni film, recitando piccole parti che lo volevano nei panni di un demiurgo o di un professore. Una dimostrazione, l’ennesima, di un artista che ha l'arte dentro, a 360 gradi.

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