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Quoziente intellettivo superiore alla media, a Palermo nasce un centro per plusdotati

Sono studenti che dimostrano capacità di apprendimento e curiosità intellettuale molto sviluppate. Eppure quello che per molti può apparire come un vantaggio, può rivelarsi una debolezza. Si chiama Virtualmente e si trova in via Notarbartolo

Hanno un quoziente intellettivo superiore alla media. A volte, quest'ultimo, supera addirittura i 130 punti. Ma quello che può sembrare un plus alle volte si trasforma. Ecco perché nasce Virtualmente, il nuovo punto di riferimento in Sicilia per ragazzi plusdotati.

Sono studenti che dimostrano capacità di apprendimento e curiosità intellettuale molto sviluppate. Eppure quello che per molti può apparire come un vantaggio, può rivelarsi una debolezza. Se non viene opportunamente seguito, infatti, la ragazza o il ragazzo può, ritrovarsi solo e per poter sembrare simile ai propri compagni di classe può anche scegliere di non mostrare la sua intelligenza. E il tutto può avere conseguenze negative sul percorso di crescita, non solo scolastico, dello stesso studente. 

Questo nuovo centro studi e ricerche per l'apprendimento, così, ha aperto le porte ad una realtà che ancora oggi risente di carenze. A partire dal lavoro di individuazione dei singoli casi occupandosi di ragazze e ragazzi con un quoziente intellettivo superiore alla media, a volte oltre i 130 punti. 

Virtualmente, che sarà anche spazio di incontro e di sostegno anche per le famiglie, fa una consulenza approfondita che consente di riconoscere uno studente plusdotato attraverso un accertamento dedicato che si serve di incontri specifici e di test. Inoltre, rientra nella rete dell’associazione Step-Net onlus, una rete per il supporto e lo sviluppo del talento, delle emozioni e del potenziale. L’associazione Step Net, onlus fra le più attive a supporto del talento e delle emozioni dei bambini plusdotati, conta su una rete di famiglie, insegnanti, dirigenti scolastici, esperti, psicologi e medici.

Chi sono i plusdotati 

I plusdotati secondo alcune stime rappresentano circa il 5 per cento degli studenti italiani. Lo scorso anno il Miur ha dato il sì al loro inserimento nei “Bisogni educativi speciali” (Bes). Gli studenti plusdotati così come gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) necessitano, infatti, di tutela. 

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