Mercoledì, 4 Agosto 2021
Costume e Società

Gattopardo, stelle, ficodindia, borghi e mari: 8 itinerari per conoscere la Sicilia più bella

Il circuito turistico Bella Sicilia propone un viaggio esperienziale ricco ponendo attenzione ai sapori e alle tradizioni locali come fulcro per scoprire le infinite peculiarità dei territorio

Scoprire un’isola grande e variegata com’è la Sicilia, impone pianificazione e scelta dell’esperienza da vivere. Non esistono località brutte o belle ma semplicemente tutto è diverso: nei paesaggi, nei dialetti, nell’arte, nella natura e nei sapori.

Il circuito turistico Bella Sicilia propone così un viaggio esperienziale ricco di emozioni sempre uniche, sempre nuove, ponendo attenzione ai sapori e alle tradizioni locali come fulcro per scoprire le infinite peculiarità dei territori. Sono otto gli itinerari che raccontano una trentina di comuni, grandi e piccoli, montani e marini, più e meno conosciuti. Amministrazioni Comunali che hanno vinto la scommessa di pensare in comune, promuovendosi insieme, in rete, in condivisione. 

1. L'itinerario barocco 

Ipotizziamo il nostro viaggio partendo in modo del tutto casuale dall’Itinerario Barocco che si sviluppa per circa 170 km. Dall’Aeroporto di Catania in direzione Siracusa, percorsa la E45 per circa un’ora, la prima tappa è la città di Noto, definita Capitale del Barocco siciliano e Patrimonio Unesco. Totale immersione nell’arte a partire dal Municipio e dalla Cattedrale con annessa piazza. Qui si può gustare “La Scaccia” antico piatto diffuso nel Val di Noto. Imbocchiamo la SS287 e dopo 30 chilometri arriviamo a Palazzolo Acreide, anche questo Patrimonio Unesco ricco di edifici, chiese e opere d’arte barocca. Immancabile una visita al balcone barocco più lungo d’Europa quasi 30 metri e ben 27 mascheroni. Il piatto tipico è la “Salsiccia dolce di suino nero siciliano”. Si procede sulla SS124 e dopo 90 km si arriva a Caltagirone, oltre ad essere una città barocca è anche città della ceramica artistica siciliana, tanti negozietti offrono la possibilità di acquisto. Da non perdere la famosa scalinata di Santa Maria del Monte e la cupola del Duomo. Il piatto tipico è “u maccu verde”. Procedendo sulla SS124 per altri 50 km si arriva a Valguarnera Caropepe in Provincia di Enna, qui si produce il ficodindia e lo zafferano. Conosciuto anche per il riecheggio del termine “carupipi” in molti detti popolari siciliani. Curiosità, la facciata della Chiesa Madre ricalca quella della cattedrale Barocca di Catania. Il piatto tipico è “l’agnello con patate e origano”. 

2. L'itinerario Val D'Agrò

L’itinerario Val D’Agrò si sviluppa per circa 25 chilometri. Dall’aeroporto di Catania in direzione Messina, in un ora arriviamo a Savoca città d’arte e dalle sette facciate come amava definirla Sciascia. Da non perdere una visita al Bar Vitelli, qui è stata girata la scena del matrimonio del film Il Padrino con Al Pacino e Marlon Brando. Il piatto tipico è “pappardelle finocchietto e salsiccia”. A soli 12 km troviamo il paese Forza D’Agrò anch’esso scelto come set del film Il Padrino e di altre opere cinematografiche. Posto a 420 mslm offre panorami che proiettano lo sguardo su mezza Sicilia. Il piatto tipico è “l’insalata di gamberi e menta”. Percorrendo per altri 15 km sulla SS12, si arriva a Roccafiorita, paese più piccolo della Sicilia per numero di abitanti, solo 184, e più piccolo del Meridione per superficie. Paesino grazioso e accogliente. Il piatto tipico è “il carciofino selvatico di Roccafiorita”.

3. L'itinerario borghi e mari

Attraverso strade interne che costeggiano le pendici dell’Etna è possibile raggiungere l’itinerario borghi e mari esteso per 85 km. Arriviamo quindi a Montalbano Elicona borgo medievale dominato dal Castello di Federico II di Svevia. Eletto borgo più bello d’Italia nel 2015, vanta una bella offerta artistica e naturalistica con l’altopiano dell’Argimusco e il bosco di Malabotta. Da provare il pane tipico di Montalbano con la provola abbrustolita. Scendiamo verso il mare e dopo circa 30 km arriviamo a Brolo affascinante località balneare con ampie spiagge di finissima sabbia affacciate al suggestivo “scoglio del pianto” definito cosi per via di una leggenda. In fondo fanno da cornice le Isole Eolie. Presente anche un piccolo borgo medievale con la torre che domina la città. Piatto tipico “la ghiotta di pesce”. Percorriamo l’autostrada A20 per 40 km e dopo lo svincolo di Sant’Agata di Militello  raggiungiamo la cittadina di Alcara Li Fusi, nel cuore del Parco dei Nebrodi e ai piedi del Monte Krasto. Paese ricco di arte, viuzze, chiese e numerosissime fontane lavatoio. Tantissima natura, bosco, lago, i grifoni e le aquile reali. Piatto tipico è “maccherroni con sugo di maiale nero dei Nebrodi”.

4. L'itinerario Halaesa

Proseguendo in autostrada A20, direzione Palermo, dopo una trentina di minuti scopriamo l’Itinerario Halaesa che si estende per 65 km. Iniziamo da Tusa, caratterizzato da un borgo montano e da una frazione marina, Castel di Tusa, premiata per ben sette anni con la Bandiera Blu. Mare limpidissimo e sede della Fiumara D’Arte dell’artista mecenate Antonio Presti. Qui tra le pietanze è tipica la “pasta con il finocchietto e le sarde”. In quindici minuti attraverso la SS113 arriviamo a Santo Stefano di Camastra, città della Ceramica. Il Palazzo Trabia è sede del museo della ceramica artistica. Lungo le vie numerosi laboratori offrono la possibilità di acquistare i preziosi manufatti. Il piatto tipico è “mezzemaniche ai frutti di mare”. Ci inerpichiamo verso la collina, lungo la SP174, a circa 13 km si giunge a Pettineo, paese pulito e tranquillo con diversi edifici caratteristici e tanta genuinità. Qui si gusta la prelibata “granita al limone seccagno di Pettineo” ovvero una varietà esclusiva di limone. Nel territorio tanti ulivi secolari tra cui il più vecchio di Sicilia. Si sale ancora per quindici minuti, ecco Motta d’Affermo, posizione collinare e panorami mozzafiato ma anche una parte balneare con la frazione Torremuzza. Tante le opere d’arte antiche e moderne tra cui spicca la Piramide della Luce. Il dolce tipico è “rametti a base di nocciole”. Si continua a salire lungo la SP176, dopo 22 km si giunge a Castel di Lucio, si trova nel crocevia tra le province di Messina, Enna e Palermo. Località molto tranquilla e ricca di storia, anche qui vi è un'opera di Fiumara d’Arte ed esattamente il Labirinto di Arianna. Il piatto tipico è “la tabisca”.

5. L'itinerario delle stelle

Si torna sull’autostrada A20 in direzione Palermo per scoprire l’itinerario delle stelle si estende su 65 km e comprende tre comuni, Pollina posto sul cocuzzolo di una montagna dalla quale si domina un paesaggio mozzafiato sfiorando quasi le nuvole. La località è nota per la manna, la Torre di Maurolico e il Teatro Pietrarosa, dispone anche di una frazione a mare, Finale di Pollina, molto ambita per la balneazione. Il piatto tipico è il “coniglio al forno”. Proseguiamo sulla SS286 per 25 km e incontriamo Isnello, paese silenzioso che custodisce innumerevoli opere d’arte. Qui ha sede il parco astronomico più grande del mediterraneo Gal Hassin con annesso museo. Il parco è aperto al pubblico e dai grandi telescopi è possibile ammirare i pianeti e le stelle. Il dolce tipico è “u risu cu latti”. Si scende verso la costa per raggiungere Cefalù. Lungo la SP54 incontriamo il santuario di Gibilmanna, merita una visita. La città di Cefalù è uno scrigno di tesori. La cattedrale normanna domina su tutto. Il museo di Mandralisca, il borgo marinaro e la rocca di Cefalù che si può scalare per respirare storia e abbandonarsi ad un panorama mozzafiato sulla città. Il piatto tipico è “la pasta a tajano”. 

6. L'itinerario delle Madonie

Ci spostiamo verso l’entroterra e scopriamo l’Itinerario delle Madonie, esteso per 90 km. Imboccando la SS286 il primo paese che incontriamo è Geraci Siculo incastonato tra verdi boschi e caratterizzato da tortuosi vicoli di epoca medievale. Ricco di chiese e conventi è famoso per la rievocazione della Giostra dei Ventimiglia. Da non perdere una visita al Salto del Ventimiglia. Il piatto tipico è “sasizzuneddi cu daunu”. Si prosegue per una ventina di minuti e si arriva a Petralia Soprana borgo di pietra e della musica. Ancora oggi il paese conserva la struttura originaria, qui non esiste l’asfalto e le strade sono tutte in lastricato. Notevole l’offerta artistica e culturale. E’ stato borgo più bello d’Italia nel 2019. Il piatto tipico è “pasta e legumi” mentre il dolce è “u sfogghiu”. Poco lontano a soli 4 km visitiamo Petralia Sottana, sede del parco delle Madonie. Il paese è caratterizzato da vicoli stretti porticati e scalinate ma anche tante fontane dalle quali sgorga acqua in abbondanza. Immerso nella natura tanto che ospita il Geopark delle Madonie che è anche sito Unesco. Il piatto tipico è “maccarruna di casa cu sugu du vacchiulanu”. Si prosegue per 12 metri e arriviamo a Bompietro detto il paese del benessere per le favorevoli condizioni geoclimatiche, immerso nella natura e nella semplicità qui è possibile incontrare persone che sono dei veri e propri tesori viventi dalla sicilianità più pura. Il piatto tipico è “salsiccia e formaggi locali con pasta e fave”. A 22 km adagiato su una collina, si trova Gangi, borgo più bello d’Italia nel 2014. Di struttura medievale tra cui svetta la torre campanaria o dei Ventimiglia. Numerose le opere d’arte a partire dal Palazzo Bongiorno, la cripta della Chiesa Madre, il museo Giambecchina. Il piatto tipico è “pasta cu maccu”. Tornando verso la costa incontriamo San Mauro Castelverde antico borgo madonita che negli ultimi anni ha investito molto sul divertimento. Qui è possibile volare sulla vallata appesi ad un cavo della zip-line o visitare le Gole del Tiberio a bordo di una canoa. Particolarità del paese solo gli orologi solari che si trovano in molte facciate di case e chiese. Il dolce tipico è “il fiorello”. 

7. L'itinerario del ficodindia

Un altro viaggio all’interno della Sicilia è rappresentato dall’Itinerario del Ficodindia che si sviluppa per circa 30 km. Sulla SS285 incontriamo Roccapalumba definito il paese delle stelle e del ficodindia. Si tratta di uno dei poli più importanti per la produzione e trasformazione del frutto iconico della Sicilia. Qui è presente anche un grandissimo parco astronomico. Il piatto tipico è “linguine con ficodindia”. A soli 13 km si trova Vicari, conosciuto per un sontuoso Castello e per il detto popolare “c’è ancora suli a Vicari”. La sua strategica posizione infatti, veniva presa come punto di riferimento orario per gli agricoltori. Il paese è molto tranquillo, intriso di storia e tipicità. Da gustare il biscotto “passavolante di Vicari”. Si procede per una ventina di minuti e si arriva a Lercara Friddi paese che ha dato i natali ai nonni di Frank Sinatra al quale è stato dedicato anche un museo, unico in Europa. Qui ogni anno si svolge anche il My Way Festival importantissimo evento internazionale. Per grandezza e storia si tratta della città di riferimento di questa area della provincia di Palermo. Il piatto tipico è “la pantofola di Lercara Friddi”. 

8. L'itinerario del Gattopardo

Il viaggio prosegue, ci spostiamo in provincia di Agrigento ed esattamente nell’Itinerario del Gattopardo, ne fa parte il comune di Santa Margherita di Belice, dove ha sede il Palazzo di Filangeri Cutò appartenuto alla famiglia materna di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo scrittore qui ha vissuto quasi tutte le sue estati e ha scritto buona parte del romanzo del Gattopardo. La città gravemente colpita dal terremoto del 1968 oggi si presenta totalmente rinnovata e ricca di fascino. Il dolce tipico è la “siringata”. Poco distante a circa 12 km si trova Sambuca di Sicilia cittadina molto vivace eletta borgo più bello d’Italia nel 2016. Di notevole interesse è il quartiere saraceno, l’affaccio panoramico e le numerosissime chiese custodi di opere d’arte. Il dolce tipico è la “minnuzza di vergini di Sambuca di Sicilia”.

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