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Gaspare Giammanco con suo padre Franco

Gaspare Giammanco con suo padre Franco

Dal polpo bollito di Mondello alla cucina di Bruno Barbieri, Gaspare Giammanco "spacca" in tv

La piccola borgata marinara ha seguito la sua avventura a "Cuochi d'Italia", il programma televisivo su Tv8. A 22 anni è volato a Miami, dove ha imparato a cucinare: "Da ragazzino mi dilettavo in cucina con mia madre e mia nonna. Che belle le notti in barca con nonno e papà a prendere polpi..."

Famoso a Mondello lo era già, perché appena nella piccola borgata marinara nomini "‘u schicchiatu" tutti sanno di chi si sta parlando. Ma ora che Gaspare Giammanco, chef e figlio d’arte (suo padre è Franco, un’istituzione del polpo bollito tipico dello street food palermitano) ha partecipato a Cuochi d’Italia, il programma televisivo condotto da Bruno Barbieri su Tv8, è diventato una vera e propria celebrità.

Nessuna menzione in tv però della ‘nciuria della sua famiglia (per i non palermitani corre l’obbligo di spiegare che la cosiddetta "inciuria" altro non è che il soprannome col quale in passato venivano conosciute alcune persone in un paesino tanto, alle volte, da sostituirsi al cognome). Gaspare, che a soli 29 anni è al timone del ristorante di famiglia L’Angolo di Mondello insieme ai genitori e al fratello Salvo, ha portato al “campionato delle coppie” del noto programma tv tutto il buono della cucina tipica siciliana.

Insieme alla madre Patrizia Caruso ha infatti realizzato gli involtini di vitello con il canazzo, le busiate alla norma e la caponata pesce spada. Nonostante la sconfitta contro la coppia di chef del Piemonte, Gaspare ha ricevuto il plauso di una Mondello incantata davanti alla tv che ora per strada lo ferma e si congratula. “La mia carriera è iniziata in America - racconta a PalermoToday -. A 22 anni mi sono trasferito lì, dove sono rimasto per 4 anni. Al ristorante Capriccio di Miami ho imparato a cucinare. Da ragazzino mi dilettavo in cucina con mia madre e mia nonna. Dalle torte ai tortellini, ma la mia passione era il pesce quindi mia madre mi insegnò come si fa la caponata di pesce spada”.

Il pesce, infatti, è ciò che lega questa famiglia di ristoratori da sempre. Il nonno “u schicchiatu perché a dispetto di tutti i bambini che nascono ad occhi chiusi lui nacque ad occhi aperti", spiega Gaspare, fu lo storico specchiarolo di Mondello. "Andava in barca, di notte - prosegue - immergeva il suo busto su un grande specchio e individuava i polpi. Dava poi le direttive ai pescatori che alla fine li pescavano. Mio padre ereditò da lui l’arte del polpo, così da essere universalmente riconosciuto come ‘il polparo di Mondello’. Quando tornava dal lavoro, una volta chiuso il ristorante, io cucinavo per lui. La notte facevamo le spaghettate di mezzanotte a base di gamberoni. Il pesce non è mancato mai”.

A provare le specialità del suo ristorante palermitani ma non solo. Moltissimi giocatori hanno infatti gustato le prelibatezze che lo chef Gaspare ha preparato in cucina. “Ho cucinato per Belotti, per Zeman - conclude -. Hanno preso piatti di crudo, pasta coi ricci e, ovviamente, i nostri cavalli di battaglia: il polpo bollito preparato direttamente da mio padre e le busiate ‘Franco’, una rivisitazione delle busiate trapanesi fatte da noi con vongole, gambero e pangrattato tostato”. Una delizia, insomma, per chi ama mangiare bene in un posto magico come Mondello.

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