Meno istituti ma nuovi indirizzi di studio, la Regione ridisegna la rete scolastica

In provincia di Palermo saranno attivati percorsi formativi relativi al settore alberghiero, alle biotecnologie sanitarie e alla grafica. L'assessore Lagalla: "Il decremento della popolazione scolastica ha imposto scelte dolorose come l’accorpamento o la soppressione di alcuni istituti"

L'assessore Lagalla

Nuovi indirizzi di studio e un progressivo processo di razionalizzazione degli istituti scolastici. Ecco come l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, ridisegna il sistema dell’istruzione siciliana.

“La nuova rete scolastica siciliana, attraverso l'attivazione di nuovi indirizzi, permette un ampliamento dell’offerta formativa e una più efficiente riorganizzazione del sistema, anche alla luce del piano di dimensionamento per il 2019/2020. A riguardo, nella direzione di una maggiore attenzione al territorio – spiega Lagalla - abbiamo avanzato al Ministeroe e all’ufficio scolastico regionale una proposta frutto di un lavoro condotto in collaborazione con i tavoli provinciali, i dirigenti degli uffici scolastici dei vari ambiti territoriali, i rappresentanti delle sigle sindacali e delle consulte provinciali degli studenti, per la prima volta coinvolti nel processo decisionale. Io stesso ho incontrato dirigenti scolastici e studenti per ascoltare le loro richieste. È stato però inevitabile tenere conto del decremento della popolazione scolastica siciliana che ha imposto alcune scelte dolorose, come l’accorpamento o, in altri casi, la soppressione nominale di alcuni istituti, pur sempre con l’obiettivo di garantire la migliore funzionalità possibile agli stessi. Al contempo, ritengo che l’attivazione di nuovi indirizzi di studio renderà certamente più appetibile e maggiormente in linea con le richieste del mercato del lavoro l’offerta formativa regionale, dando così la possibilità agli istituti di incentivare nel tempo il numero di iscrizioni”.

Tenendo conto delle diverse vocazioni territoriali ma anche della disponibilità finanziaria dei liberi consorzi, per l’anno 2019/2020 saranno attivati nelle scuole secondarie di secondo grado, alcuni nuovi indirizzi di studio. Tre nuove proposte saranno attivate in provincia di Palermo: alberghiero, biotecnologie sanitarie, grafica e comunicazione. In provincia di Catania è prevista l’attivazione di nove nuovi indirizzi, che danno spazio all'ospitalità alberghiera, al made in Italy, all'artigianato e al marketing, nonché a un nuovo liceo artistico. Un liceo linguistico è invece previsto nell'Agrigentino, che fa parte dei sette indirizzi approvati nel settore agroalimentare, ambientale, sanitario e della pesca. Due nuove proposte anche in provincia di Enna, che riguardano sempre l’ospitalità alberghiera e l’attivazione di un indirizzo ottico. Infine nel Siracusano, gli studenti potranno scegliere due nuovi indirizzi, che riguardano il settore dell’informatica e dell’ospitalità alberghiera, quest'ultimo fra quelli maggiormente richiesti dagli istituti scolastici.

Questi nuovi indirizzi si inseriscono all’interno del processo di razionalizzazione delle rete scolastica, resa inevitabile dai 51 istituti scolastici sottodimensionali, quindi in sofferenza per numero di iscrizioni già da qualche anno e con meno di 600 alunni o 400 se ubicati nei comuni montani o nelle isole minori.

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“Alla luce dei dati rinvenuti - dice Lagalla - abbiamo però deciso di procedere al mantenimento di una parte di essi, perchè sottodimensionati per il primo anno o con un calo di iscrizioni inferiore al 10% della soglia stabilita per legge, per dare loro la possibilità di incrementare il numero di iscrizioni per l'anno successivo. Altri istituti sono stati soppressi nominalmente o accorpati per consentire una riorganizzazione più efficiente degli stessi, tenendo conto delle specifiche esigenze dei territori di riferimento. Ritengo comunque che la normativa debba adeguarsi al calo della popolazione studentesca siciliana, definendo delle nuove soglie per i dimensionamento scolastico, coerenti con l'andamento demografico regionale”.
 

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