Gangi, i dipendenti del gruppo Adecco donano i libri: l'istituto Salerno inaugura la biblioteca

All'iniziativa solidale ha partecipato anche il gruppo Natuzzi che si è occupato dell’arredamento

In occasione dell’ultima convention del Gruppo Adecco in Italia i dipendenti sono stati invitati a donare libri destinati a studenti della scuola media inferiore e superiore partecipando alla prima "colletta culturale". Oggi - grazie a questa iniziativa - all’Istituto superiore G. Salerno, a Gangi, è stata inaugurata una biblioteca.

L'istituto del Palermitano è stato scelto in base alle criticità del territorio (aree marcate dallo spopolamento, dalla crisi economica, dalla mancanza di servizi, lavoro e opportunità culturali) e alla sua capacità di protagonismo nella comunità. Il gruppo Natuzzi si è occupato dell’arredamento contribuendo così a rendere da subito fruibile la biblioteca. Da oggi stesso i ragazzi della scuola potranno prendere in prestito i libri e leggere, oltre ai testi, anche le dediche con cui i dipendenti del Gruppo Adecco hanno voluto mandare loro un messaggio di fiducia e di auguri per il futuro.

“Ogni anno - ha dichiarato Claudio Soldà, Csr e Public affair director di The Adecco Group Italia, nel corso dell'inaugurazione - ci impegniamo per rendere l’appuntamento della nostra convention un’occasione per dare vita a un’iniziativa solidale che possa soddisfare un bisogno della comunità. Abbiamo l’obiettivo ambizioso di ispirare il cambiamento, di orientare e informare le giovani generazioni per immaginare un futuro migliore. Desideriamo dare ai giovani il futuro che meritano, sostenendoli negli anni più importanti della loro formazione. Una piccola biblioteca con testi di narrativa e saggi ci sembra un valido strumento di crescita”.

“Sarebbe interessante pensare a una biblioteca scolastica nuova, come non ce ne sono, in territori così lontani dal centro, marginali e svantaggiati - ha dichiarato Ignazio Sauro, dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione -, un concept nuovo di biblioteca scolastica per organizzazione degli spazi, modelli di arredamento, possibilità di fruizione da parte non solo degli studenti ma della intera comunità e primo anello di un percorso a cui aggiungere altri elementi nel tempo, per dare vita ad un processo di costruzione di una nuova comunità e di un nuovo welfare del territorio”.
 

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