Scuola

"Servizi scarsi e scuole insicure": Palermo ottantesima nella classifica di Legambiente

Dal report Ecosistema scuola emerge che al Sud mancano programmazione, investimenti costanti e innovazione. Raffaella Giambra, responsabile Legambiente Sicilia: "Dati siciliani sconfortanti e preoccupanti. Praticamente assente la verifica di vulnerabilità sismica"

La scuola non è uguale per tutti. La qualità dei servizi offerti e la sicurezza degli edifici palermitani si collocano all'80esimo posto della classifica realizzata da Legambiente che ogni anno realizzata l'indagine Ecosistema Scuola, presentata ieri a Napoli nel corso del Forum Scuola. Al top si trovano invece Bolzano e Trento. Più in genereale il Nord batte il Sud: la coda della classifica è occupata solo da città del Meridione dove mancano programmazione, investimenti costanti e innovazione.

"In Sicilia - spiega Legambiente - la situazione è davvero preoccupante dal punto di vista della sicurezza, perché ai minori controlli corrisponde una maggiore fragilità sismica del territorio, sono interessate, infatti, quasi il 98,4% delle scuole, con una percentuale di verifica di vulnerabilità sismica ferma al 2,4%".

Anche al Sud però ci sono città che stanno lavorando per invertire la rotta: si tratta di Ragusa (al 48esimo posto), virtuosa nel recepire e spendere i fondi regionali a disposizione per la manutenzione straordinaria. A seguire Caltanissetta (51esimo), Catania (53esimo), Trapani (65esimo), Agrigento (68esimo), Siracusa (78esimo), ultima in classifica Messina (83esimo). Enna è stata esclusa dalla graduatoria per incompletezza dei dati.

"I dati che riguardano la Sicilia - commenta Raffaella Giambra, responsabile Legambiente Scuola e Formazione Sicilia - sono davvero sconfortanti e preoccupanti. Il fatto che sia praticamente assente la verifica di vulnerabilità sismica in tutti gli edifici scolastici è inaccettabile. Stato, Regione ed enti locali devono attivarsi per dare una scuola sicura a tutti gli studenti. Occorrono maggiori investimenti e controlli certi. Gli enti locali vanno aiutati con una semplificazione delle linee di finanziamento e sostenuti in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori. E’ ormai imperativo rimettere al centro delle priorità politiche l’educazione, come pratica, al tempo stesso puntuale e corale, capace di contrastare le sacche di povertà educativa, la disgregazione sociale e la crescita dell’intolleranza”.
 

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