Assistenti igienico-personale, la denuncia dei precari: "Il Covid non sia il pretesto per farci fuori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Come assistenti igienico-personale degli studenti disabili scuole superiori di Palermo con la presente denunciamo che il 16 maggio è scaduto il nostro contratto di lavoro stipulato con le Cooperative Sociali in qualità di assistente igienico personale ai disabili delle scuole superiori di Palermo a seguito procedura di accreditamento della Città Metropolitana di Palermo, delegata per l’erogazione del servizio “essenziale e obbligatorio” come da L.104/92 dalla Regione Siciliana.

Il suddetto contratto sarebbe dovuto continuare con proroga fino alla fine delle lezioni (giugno 2020) ma l’Assessorato regionale d’interesse non ha voluto trasferire le somme necessarie, pur avendole disponibili, alle Città Metropolitane, a differenza del servizio di autonomia per cui invece sono state trasferite, perché noi Assistenti igienico-personale, a detta di Regione e Città Metropolitane, non potremmo espletare il nostro servizio verso gli studenti disabili se non “in presenza” nelle scuole e siccome le lezioni dal 5 marzo si svolgono a distanza il nostro servizio viene considerato nullo. Quanto sopra non è affatto legittimo né corrispondente alla realtà perché il DL 18/2020 del governo nazionale contempla all’art.48 la riconversione per i servizi come il nostro da parte delle pubbliche amministrazioni che li erogano e gestiscono, e proprio il nostro servizio può essere legittimamente riconvertito, visto che le somme necessarie dal 5 marzo erano state stanziate dalla Regione Siciliana (non ci avrebbero fatto la proroga altrimenti), in modalità di assistenza domiciliare (e a maggior ragione oggi nella fase 2 dell’emergenza e come richiesto da tante famiglie di studenti disabili per cui la DAD si è rivelata come denunciato dagli stessi genitori complessa e non efficace) e/o con la concretizzazione di progetti estivi (in cui recuperare le ore non fatte a scuola) che abbiamo già fatto anni addietro con ottima riuscita per gli studenti disabili in primis e con soddisfazione delle famiglie.

Ma la Regione Siciliana, a differenza di altre regioni come il Lazio, l’Umbria, l’Abruzzo per esempio e molteplici Comuni, non ha voluto dare applicazione all’art.48 ma ciò che è assurdo e inaccettabile è che non ha dato applicazione alla stessa sua legge approvata molto di recente, l’art 5 comma 7 della Legge di stabilità 2020 in cui è contemplata anche la nostra specifica categoria per cui la Regione Siciliana è autorizzata a mettere in esecuzione misure di sostegno al reddito. Per quanto sopra, dal 17 maggio siamo senza contratto, non abbiamo più diritto a nessun sostegno economico, le Istituzioni ci fanno pagare l’ emergenza covid-19 come se fosse colpa nostra, non abbiamo ricevuto ad oggi nemmeno un euro ne' di stipendio ne' di FIS, ma anche quella cifra misera di 420 euro nette di ammortizzatore sociale che dovremmo ricevere per i mesi marzo metà maggio (non si sa quando visti i vergognosi ritardi sui pagamenti degli ammortizzatori sociali per migliaia di lavoratori in Sicilia che ancora aspettano versando in situazioni gravissime di sopravvivenza) da ieri 17 maggio non ci spetterà più, perché l’Assessorato regionale alla famiglia illegittimamente ha deciso di non trasferire le risorse dal 17 maggio al mese di giugno per il servizio igienico-personale.

Oltre il danno la beffa! Visto che non abbiamo lavorato per tanto tempo infatti abbiamo maturato pochissimi giorni per la Naspi, quindi ci ritroviamo senza alcun reddito per vivere! Essere esclusi anche dalla possibilità di chiedere la prosecuzione dell’erogazione dell’ammortizzatore sociale a causa della mancata proroga del contratto al 17 maggio fino al termine delle lezioni è il segnale chiaro e netto di come le Istituzioni a parole dicono di volere sopperire alle difficoltà dei lavoratori precari e più a rischio occupazionale ma nei fatti lasciano in strada quei lavoratori e lavoratrici (migliaia gli assistenti igienico-personale in Sicilia) per cui questo lavoro seppur precario è l’unica fonte di reddito. Il Coronavirus non è e non deve essere il “nuovo” pretesto per cancellarci dal mondo del lavoro, non ve lo permetteremo.

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