Mercoledì, 22 Settembre 2021
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No alla sanatoria per gli immobili entro 150 metri dalla costa, i geometri palermitani: "Salvare le attività ricettive"

Il presidente Garofalo: "Riteniamo che sarebbe stato opportuno operare all'insegna di alcuni distinguo con il buon senso e valutando le singole specificità degli immobili"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Sulla recente bocciatura all'Ars dell'emendamento che prevedeva la sanatoria degli immobili abusivi costruiti entro centocinquanta metri dalla costa prima del 1983, è intervenuto il presidente del collegio dei Geometri e Geometri laureati della provincia di Palermo, Carmelo Garofalo, che, già nei mesi scorsi, aveva sottolineato l'alto numero di richieste di condono ancora pendenti negli uffici. Nello specifico, il voto contrario determinerà l'eventuale demolizione di quelle strutture che non avevano potuto beneficiare della sanatoria nazionale del 1985.

"Il no a una delle norme più discusse, ovvero la sanatoria delle costruzioni a ridosso della fascia costiera - afferma il presidente - è, di per sé, una buona notizia: i geometri, come è noto, sono e rimarranno sempre contrari all'abusivismo. Tuttavia, riteniamo che sarebbe stato opportuno operare all'insegna di alcuni distinguo con il buon senso e valutando le singole specificità degli immobili".

Il presidente Garofalo si riferisce agli edifici che ospitano attività alberghiere e ricettive. "La loro eventuale demolizione - spiega - si tradurrebbe nella perdita di posti di lavoro e non riteniamo sia il caso di creare ulteriori disagi alle attività turistiche già in affanno". "Un provvedimento ragionevole, semmai - prosegue Garofalo - sarebbe stato salvaguardare i complessi alberghieri, adeguandoli agli standard di tutela del paesaggio e dell'ambiente vigenti".

In tema di abusivismo e condoni, tuttavia, le preoccupazioni della categoria continuano a concentrarsi sul tema della lentezza burocratica "che favorisce il ricorso al malcostume delle clientele. Per sconfiggere l'illegalità - conclude - occorre intensificare i controlli da parte delle forze dell'ordine preposte al monitoraggio del territorio e di eventuali abusi, ma soprattutto velocizzare lo smaltimento delle pratiche per contrastare possibili scorciatoie".

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