Medici tra i banchi di scuola per insegnare ai più piccoli come stare bene

L'iniziativa, partita all'istituto Ibi con il coinvolgimento dei pediatri dell'Associazione italiana fisioterapisti, è stata ideata dal presidente dei medici siciliani Toti Amato e dal responsabile dell'area di gastroenterologica della Società italiana di medicina generale e cure primarie

I medici tornano nella scuola primaria con il progetto pilota di medicina scolastica "Educazione alla salute". Lo scopo è insegnare ai bambini il valore della salute in ogni sua forma, fisica, psicologica, affettiva e sociale, le buone pratiche e i tasselli fondamentali che permettono al corpo umano di stare bene. I piccoli alunni scopriranno argomenti e parole utili, come prendersi cura di sé, come evitare pericoli, aiutarsi e aiutare gli altri.

L'iniziativa, partita ieri con i primi sei moduli all'istituto Ibi di Palermo con il coinvolgimento dei pediatri e la collaborazione dell'Aifi (Associazione italiana fisioterapisti), è stata ideata e messa a punto, secondo le indicazioni dell'Oms, dal presidente dei medici siciliani Toti Amato e dal responsabile dell'area di gastroenterologica della Simg (Società italiana di medicina generale e cure primarie) Giuseppe Disclafani, con il coordinamento del direttore della formazione dell’Ordine dei medici di Palermo, Filippo Di Piazza.

Le visite mediche e gli screening oggi sono affidati al pediatra di libera scelta, mentre alla medicina scolastica spettano interventi di educazione alla salute e screening per fasce di età che vengono effettuati in collaborazione con i pediatri.

Come ha spiegato Amato "Il medico di una volta, che aveva in carico tre o quattro istituti scolastici, faceva una serie di screening ai bambini e valutava insieme agli insegnanti eventuali ulteriori controlli in altri servizi del territorio, come sappiamo non esiste più. Oggi c’è un solo medico scolastico per distretto sanitario e il vecchio servizio di medicina scolastica è stato superato dal pediatra. L'idea del progetto è nata per formare bambini più consapevoli, educandoli già da piccoli ad alcune azioni utili ai propri bisogni di salute. La proposta didattica consente loro di scoprire che la difesa della salute è anche una responsabilità collettiva. La salute dovrebbe essere materia di insegnamento e i servizi ripristinati. Tagliare nella medicina scolastica significa avere costi maggiori domani".

Controlli costanti della crescita del bambino e del suo apparato muscolare e scheletrico, dai denti ai piedi, contribuiscono a proteggere la schiena e alla diagnosi e trattamento precoce delle malattie della colonna. 

"Ci sono patologie che si possono assolutamente prevenire se diagnosticate in tempo - ha sottolineato Disclafani - come i disturbi alimentari, di apprendimento, di disagio sociale, o problemi posturali causa di gravi problemi alla colonna vertebrale. Interverremo sulla cattiva alimentazione, la radice di sovrappeso e obesità infantile, classificati tra i più importanti fattori di rischio di malattie metaboliche, come diabete, ipertensione arteriosa, steatosi epatica. Parleremo della perdita di capacità relazionale legata all’uso e abuso dei sistemi informatici. Ma anche di igiene orale, che se praticata fin dall’infanzia riduce notevolmente i problemi di carie o gengiviti esplulsive. Non è un caso se oggi in in Italia il 20 per cento dei bambini di quattro anni presenta carie, una percentuale raddoppiata nei dodicenni".
Sono tutti argomenti che "renderanno i bambini protagonisti attivi e attenti delle scelte del loro benessere", ha concluso Disclafani, anticipando alcuni degli altri temi che saranno trattati: come evitare e fare le manovre di primo soccorso nel caso di incidenti domestici e scolari; come ritrovare il rispetto delle relazioni recuperando "la bellezza" dei vecchi giochi.

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Il progetto è promosso dall'Ordine dei medici di Palermo, dalla scuola Ibi e dai Rotary Club Palermo Nord e Lercara Friddi.
 

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