Cura delle malattie del sangue, un ponte fra Palermo e Kurdistan iracheno

Dal 2016 medici palermitani dell'ospedale Cervello aiutano i colleghi stranieri e li formano per affrontare queste patologie. Nel corso di un convegno si farà il punto sulla cooperazione portata avanti dal nosocomio e dall'Ail con le realtà estere

L’ematologia palermitana in campo per la diagnosi e la cura delle malattie del sangue in Medioriente. Sarà l’occasione per raccontare un importante modello di cooperazione il convegno "Capacity Building. L’ematologia italiana nel Kurdistan iracheno", che si svolgerà domani (5 febbraio) alle 11,30, all’ospedale Cervello, aula Fici, in via Trabucco, organizzato da Ail Palermo-Trapani. Durante i lavori verranno presentate le linee per una collaborazione scientifica con l’Hiwa Hospital di Suleimanyia, la popolosa città del Kurdistan iracheno dove a partire dal 2016 un progetto tutto italiano ha consentito la nascita e lo sviluppo del primo centro per i trapianti di midollo osseo del Medioriente.

Alla partenza del progetto il Paese era sotto l’attacco dell’Isis, ma la squadra italiana guidata dal professor Ignazio Majolino, palermitano, ex primario di Ematologia al Cervello e poi chiamato a Roma all’ospedale San Camillo, ha potuto portare a termine le missioni che hanno reso operativo il Centro trapianti dell’Hiwa Hospital (Hiwa significa speranza) fino a renderlo autonomo. Del contingente di esperti hanno fatto parte anche due operatori del Cervello, Salvatore Carollo e Eugenio Guerriero, infermieri specializzati in trapianti che si sono recati in missione in Kurdistan per formare il personale nella difficile tecnica di posizionamento dei cateteri atriali. La loro testimonianza consentirà di entrare nel vivo di questa esperienza.

L’occasione del convegno è la visita del professor Michael Hughson, un veterano della cooperazione internazionale, che dagli Stati Uniti da molti anni si è trasferito in Kurdistan dove dirige l’istituto di Istopatologia dello Shorsh Hospital. Il motivo è il nuovo progetto che la dottoressa Alessandra Santoro, responsabile del Laboratorio di Citogenetica e Manipolazione cellulare del Cervello, illustrerà nel corso dell’incontro. Sarà anche grazie all’impiego della telemedicina che, sotto la sua guida, si potranno eseguire anche in Kurdistan le delicate analisi cromosomiche necessarie nelle malattie del sangue e in molte patologie congenite. Il professore Majolino interverrà per narrare
lo svolgimento del progetto, le sue difficoltà e le metodologie impiegate, a partire da quella definita “capacity building” sinora impiegata solo nell’industria, e che ha consentito di montare rapidamente il centro trapianti in Kurdistan. La sezione di Palermo dell’Associazione italiana contro le leucemie, presieduta da Pino Toro, sarà parte attiva nei futuri progetti di cooperazione, dando valore al volontariato che nei Paesi in difficoltà potrebbe rappresentare una risorsa di vitale importanza. Parteciperà all’incontro anche il direttore generale di Villa Sofia-Cervello, Walter Messina.
 

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