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Ztl e crisi dei negozi, infuria il dibattito: "Colpa dei centri commerciali", "Tar accolga ricorso"

A pochi giorni dall'entrata in vigore dei divieti notturni per le auto in centro, non si placa la contesta tra pro e contro. Susinno (Sc): "Perché le associazioni non dicevano nulla quando imperversava la grande distribuzione?". Figuccia (Udc): "Nessun servizio, questa è miopia"

Tra pro e contro, infuria il dibattito politico sulla Ztl. Marcello Susinno, consigliere di Sinistra Comune, prende le difese dell'assessore all'Ambiente Giusto Catania, finito al centro delle polemiche con le associazioni dei commercianti, e sprona l'amministrazione "ad andare avanti rinforzando le misure alternative sulla mobilità"; Sabrina Figuccia (Udc) accusa l'esponente della Giunta Orlando di "miopia" e fa sue le ragioni dei commercianti: "Mi auguro vivamente - dice - che il ricorso produca gli effetti sperati e che il Tar accolga subito la sospensiva".

Ecco le due facce della medaglia nella contesa innescata dalla Ztl di notte, che venerdì entrerà ufficialmente in vigore. Susinno, che pur militando in Sinistra Comune non è certo un estremista, contesta la "narrazione" delle associazioni che hanno promosso ricorso al Tar contro la Ztl di notte: "Nel rapporto “Mal'aria", appena pubblicato da Legambiente, Palermo non risulta tra le città che hanno superato il limite per le polveri sottili o per l’ozono. Eppure questo è un aspetto legato alla tutela della salute pubblica, chi sa perché nessuno ne parla? - domanda Susinno - Perché di questo le associazioni di categoria dei commercianti non dicono nulla e riescono solo fare sentire la loro voce contro le politiche di mobilità del Comune, che negli ultimi anni hanno cambiato l’immagine della città". susinno-catania-2

Susinno non crede che "scagliandosi contro la Ztl si possano tutelare i piccoli esercenti stritolati, a mio avviso, dalla grande distribuzione organizzata e dal commercio online. Cosa hanno detto in quegli anni, le stesse associazioni di categoria, quando in città sorgevano i grandi centri commerciali e oggi cosa dicono oggi rispetto a ciò che il prefetto ha rappresentato all’amministrazione sulla questione della movida selvaggia? Fosse dipeso qualche rappresentante di categoria - aggiunge Susinno - avremmo ancora i suv parcheggiati sul marciapiede davanti alla Cattedrale, pensando che ciò possa portare alla vendita di qualche souvenir in più. Ritengo che questa amministrazione sia tenuta ad andare avanti, anche a tutela delle esigenze dei residenti che in questi hanno in rigoroso silenzio rivendicano il diritto di vivere in un contesto normale".

Di segno opposto le dichiarazioni di Sabrina Figuccia. "A chi sostiene che la Ztl non è la causa finale della morte dei commercianti del centro sabrina figuccia-3storico, ma che la stessa è imputabile alla nascita dei centri commerciali, dico che la loro è solo miopia. Costoro, se si sforzassero di fare una visitina dall'oculista, vedrebbero le cose come stanno davvero. Facile fare queste affermazioni quando non ci sono mezzi di trasporto pubblico, facile prendersela con tutti, fuorché con sè stessi, senza creare parcheggi nel centro storico, facile parlare di ambiente senza portare risultati concreti. Troppo facile".

Non si fa attendere la reazione delle associazioni dei commercianti. Giovanni Felice, presidente di Confimprese, spara ad alzo zero contro "l'assessore Catania e i suoi accoliti", rei a suo dire di "un'abile azione di distrazione di massa, che vorrebbe scaricare la colpa dei disastri commerciali generati dalla Ztl, e dai suoi provvedimenti sulla mobilità, sui centri Commerciali". Quindi snocciola qualche numero: "A Palermo i centri commerciali sono 3 sui 30 che ci sono in Sicilia. A Catania ce ne sono più del doppio ed a Palermo ce ne sono quanti ce ne sono ad Agrigento o a Ragusa. Indubbiamente i centri commerciali creano concorrenza, ma vincono facile anche grazie al fatto che i provvedimenti sulla mobilità adottati da questa amministrazione spingono i clienti nelle periferie, in direzione dei centri commerciali, penalizzando fortemente gli operatori del centro storico e non solo".

Per fare commercio - insiste Giovanni Felice - ci vogliono i clienti e se qualcuno, come l’assessore all’immobilità, li scoraggia è chiaro che Giovanni Felice-2 i commercianti chiudono. Che la mobilità alternativa non funzioni è evident,e per cui la base dei clienti è quella dei residenti che comunque sono obbligati a fare il pass. Se il totale dei pass richiesti, compresi quelli giornalieri è 177.710, di cui 35.686 richiesti dalle imprese, diventa evidente che il bacino di potenziali clienti è insufficiente per consentire l’esistenza degli esercizi commerciali. Noi speriamo sempre che l'amministrazione - conclude il presidente di Confimprese - esca dal ragionamento ideologico ed affronti la situazione guardando i dati, la sua capacità di offrire servizi e quali provvedimenti adottare per consentire la sopravvivenza di chi è rimasto nel centro storico e creare le premesse per l’apertura di nuove attività commerciali ed artigianali".

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