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Da sinistra i sindacalisti della Cgil Francesco Piastra, Lillo Spitale e Marco Romancini

Da sinistra i sindacalisti della Cgil Francesco Piastra, Lillo Spitale e Marco Romancini

Zone franche montane, Cgil in presidio a Irosa: "Politica non perda tempo e approvi la legge"

Il ddl è ancora impantanato al Senato e anche il sindacato entra in pressing. Piastra: "Le misure previste sono importanti per tutta l'economia regionale, poiché consentiranno l'apertura di nuove imprese e daranno lavoro ai giovani". Il Comitato: "Grave emergenza" 

Un disegno di legge ancora fermo al Senato, ma i Comuni montani non possono più aspettare. Per questo, oggi pomeriggio, alle 15 il segretario della Cgil Palermo, Francesco Piastra, ha incontrato i rappresentanti del comitato Zone franche montane Sicilia - in presidio allo svincolo di Irosa da 92 giorni - con l'obiettivo di suonare la sveglia alla politica affinché il ddl per l'istituzione delle zone franche montane, impantanato al Senato, venga presto approvato. 

"Sin dall'inizio - spiega Piastra - abbiamo sostenuto l'iniziativa del comitato. E siamo qui per fare pressione alla politica. Da tempo, ormai, si parla di desertificazione delle aree interne e crediamo sia fondamentale rilanciarle per creare impresa e quindi sviluppo. I contenuti - aggiunge - e le misure previste dal disegno di legge sono importanti non solo per le aree montane ma per tutta l'economia regionale poiché consentiranno l'apertura di nuove attività produttive e di conseguenza nuove opportunità di lavoro per tanti giovani costretti a lasciare le aree interne". 

I membri del comitato sottolineano "l'importante sostegno all'iniziativa da parte dei tre sindacati regionali rappresentati dai segretari Alfio Mannino (Cgil), Claudio Barone (Uil) e Sebastiano Cappuccio (Cisl)" ed evidenziano come, in questa battaglia, "non ci sia un giorno da perdere. Le terre alte dell'Isola - spiegano - stanno pagando un prezzo altissimo. Ribadiamo che i tempi della politica non collimano con l'emergenza in atto e che non accetteremo ulteriori ritardi per qualsivoglia motivo". 

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